Modificabile = valido?
Martedì 12 Giugno 2007 - 08:20
di Cesare Lamanna

Questione interessante. Sul blog di Jesper Rønn-Jensen ho trovato il link a questo post di Cameron Moll.
Se lavorate con Microsoft Sharepoint e volete imparare a personalizzare l’ambiente di lavoro e l’output prodotto rendendo il primo più gradevole e il secondo più aderente agli standard e alle buone pratiche in fatto di codice, piazzate le tende e seguite tutte le indicazioni offerte da Moll, a partire dalle risorse linkate in fondo al post.
Tra tanti commenti orientati al ‘woooww’ per lo straordinario lavoro, si trova la critica di Jenssen. Non al buon Cameron, ma in base ad un principio: non importa che un prodotto sia modificabile a piacere, hackabile, per farne un grande prodotto, quello che conta è il default. Se un prodotto non funziona e non è valido nella sua implementazione di base non è un buon prodotto.
Ho usato volutamente questa parola al posto di software o servizio o applicazione, perché a ben vedere il concetto si adatta non solo a questo ambito (se ne è discusso recentemente negli stessi termini a proposito di Apple TV). Che ne pensate?
Categoria: Software e Servizi | Permalink
Commenti
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Se penso da utente, trovo che (ad esempio) il digitale terrestre sia interattivo quanto un frullatore; se però penso da sviluppatore pigro, penso che ogni possibilità di modifica lasciata all’utente finale della mia applicazione (che normalmente è “solo” un semplice CMS, niente di trascendentale) significa controllare, validare, gestire le eccezioni e gli errori possibili.
La morale potrebbe essere che se la personalizzazione (la modifica, l’hacking, usate pure il termine preferito) non causa problemi, o almeno non causa più problemi di quelli che dovrebbe risolvere, rende il prodotto migliore.# - postato da paperogiallo - 13 Giugno 2007 - 02:18







