Sulla scia della vocazione di cui parlava Cesare relativamente al lavoro sul/per il web, vorrei sottolineare alcuni punti relativi ad una condizione di lavoro particolare e per molti versi legata al lavoro sul/per il web: il telelavoro. Semplici appunti sparsi: chiunque voglia aggiungere punti specifici lo faccia nei commenti a questo post, così nel tempo li si potrà  affrontare tutti approfonditamente.

  1. Il telelavoratore deve sapere gestire se stesso con grande forza: deve sapere quanto può dare di più e quando deve invece tirare il freno;
  2. il telelavoratore deve sapere che il proprio lavoro ed il proprio tempo libero si fonderanno inestricabilmente e la sua grande capacità  starà  dunque nel saper effettuare un rapido ed efficace switch tra una cosa e l’altra
  3. il telelavoratore deve saper gestire il proprio tempo pianificando con grande lucidità  le attività  in corso
  4. il telelavoratore deve investire in attrezzatura e materiale vario all’altezza: per rendere di più, per lavorare meglio, per “fare carriera” investendo su se stesso
  5. il telelavoratore deve sapersi far pagare per quello che fa, per quello che investe, per il tempo che lavora, per l’impegno profuso: il lavoro deve essere riconosciuto per quel che vale, non per quel che appare
  6. il telelavoratore non occupa spazio, non richiede un ufficio (con pc e scrivania), non consuma le cialde della macchinetta del caffé: è un costo in meno per l’azienda
  7. il telelavoratore non spende in benzina, ma deve comprarsi il pc. Non perde tempo in spostamenti, ma deve pagarsi corrente elettrica, riscaldamento e attrezzatura. Non perde tempo in pausa pranzo, ma deve avere il tempo di occuparsi di altri oneri derivanti dal fatto di occupare uno spazio in casa propria
  8. il telelavoratore deve avere una fitta trama di contatti per compensare il fatto di essere da solo: la condivisione di conoscenza è un elemento critico che il telelavoratore deve saper affrontare
  9. il telelavoratore deve saper gestire i contatti privati ed i contatti lavorativi, potendo a scelta limitare gli uni o gli altri per meglio facilitare il passaggio dal tempo libero al tempo lavorativo e viceversa
  10. il telelavoratore deve essere coinvolto nei meccanismi aziendali, così che il tempo non lo trasformi in un elemento estraneo: l’azienda deve saperlo trasformare in ricchezza, non in appendice
  11. Chiudo temporaneamente la lista. Chiedo collaborazione ai diretti interessati affinché si aggiungano elementi specifici nell’elenco e mi impegno altresì a portare avanti il discorso per sviluppare un dibattito più approfondito su una realtà  tutt’altro che secondaria (soprattutto nell’ambito del web).

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telenavigando ho cercato di verificare le tanto proclamate grandi occasioni di guadagno per mezzo del telelavoro, e concluderei che probabilmente le vere occasioni di guadagno sono SOLO per coloro che chiedono soldi (nemmeno pochi) per "insegnarti" (vendendoti loro libri o guide), come guadagnare con il telelavoro. PROVATE A PENSARCI: tanti comprano il libro (70€ circa X 1000 acquirenti sono ben 70.000€ !!! caspiterina!!!) che importa se poi nessuno riuscirà  a cavare un ragno dal buco? lui il business l'ha fatto di sicuro promettendo mari e monti... Hasta la vista

SMALIZIA
SMALIZIA

Siamo un gruppo di persone con sede in Siracusa e vorremmo realizzare un centro di Telelavoro nella nostra Città . Stiamo ultimando il Corso di Formazione di Telelavoro. Vi contattiamo per avere informazioni al riguardo. Aspettando una vostra risposta, Vi inviamo i ns più cordiali saluti

Greco Loredana
Greco Loredana

Sono un po' in ritardo, con il commento, ma mi par di rilevare che in tutta quella lista manca l'attenzione alla persona. Direi che occorre mettere in rilievo maggiore le esigenze "umane" del telelavoratore, che in azienda sono "automatiche" e che vanno invece codificate. Anzi sono proprio quelle da codificare. Il "datore di lavoro" sa come controllare che il lavoro sia fatto e sia fatto bene, ma probabilmente non riesce a verificare lo stato di salute (anche psichica) del lavoratore (che in azienda viene fatto sopratutto dai "pari"). Da queste considerazioni poi derivano alcuni dei punti gia` segnalati. Ma e` importante inserire i punti nella prospettiva corretta (altrimenti siamo all'alienazione completa, che e` comunque uno dei rischi del lavoro a casa come pure del lavoro da libero professionista).

Mich_
Mich_

Io aggiungerei anche il fatto che il libero professionista deve sapere dedicare una parte del suo tempo (e di soldi) per tenersi aggiornato. Concordo anche io sul fattoche é importante distinguere tra libero professionista e telelavoratore cioé dipendente tele "a distanza".

Martin Sarsini
Martin Sarsini

Il telelavoratore é un lavoratore che fa, a casa propria le stesse cose che fa uno aziendale con le stesse mansioni e le stesse caratteristiche professionali. Pare che molti datori di lavoro e committenti siano di altro parere e credano di poterlo pagare come uno che si trastulla tutto il giorno in giochini ameni.....Per non parlare, poi, di cosa ne pensano, ovviamente.....

ratamusa
ratamusa

Quoto lordmax: il telelavoratore é un lavoratore dipendente che svolge il suo compito a domicilio. Da qualche parte avevo letto una nota in cui si indicava anche l'importanza di "vestirsi" per il telelavoro (giacca cravatta e la barba fatta, per intenderci) esattamente come se si stesse in ufficio. Inoltre, evitare di dover rispondere al telefono di casa (occorre una linea "di lavoro" separata), aprire la porta, badare al pupo. Durante le otto ore, fai le tue otto ore. Punto. Solo che puoi permetterti di non perdere tempo durante il tragitto casa/lavoro. Forse adorerei una situazione simile, ma non sarebbe compatibile con il tipo di lavoro (consulenza al pubblico) e sarei troppo tentato dalla pigrizia; inoltre durante lo spostamento mattutino/serale trovo il tempo di leggere il giornale, visto che altri momenti non li ho.

Pierluigi
Pierluigi

http://www.telelavoro.it/

lordmax
lordmax

Il problema del telelavoratore é che in Italia praticamente non esiste. Quello di cui parlate é il classico omino con partita iva individuale che si barcamena nel mondo del lavoro.
Beh in effetti hai ragione. Ma qual'é la definizione esatta di telelavoratore? Cioé detto in modo informale: andò sta scritto?

Nemesis Web Design
Nemesis Web Design

Dagli ultimi due post mi pare di capire una cosa ulteriore: servirebbe innanzitutto definire il telelavoro e darne una dimensione più delineata per non incorrere in incomprensioni di fondo. Mi pare una giusta osservazione: inutile indagare sul problema se prima non lo si é definito con esattezza. Tanto per precisare l'origine della riflessione: i punti precedenti sono stati compilati generalizzando una situazione media e onnicomprensiva. Appunti sparsi, nulla più, dai quali ricavare qualche indirizzo ulteriore per proseguire poi nell'analisi collettiva.

Giacomo
Giacomo

Veramente tutti i punti elencati non hanno nulla a che fare con il telelavoro. State parlando del libero professionista che fa il consulente per una ditta. Il telelavoratore é assunto dalla ditta che é tenuta a procurargli il materiale per lavorare, a fargli fare corsi di aggiornamento, a pagargliun indennizzo per le spese che sostiene in casa propria. Il problema del telelavoratore é che in Italia praticamente non esiste. Quello di cui parlate é il classico omino con partita iva individuale che si barcamena nel mondo del lavoro.

lordmax
lordmax