osCommerce, svilluppatori e clienti

Giovedì 11 Ottobre 2007 - 15:22

di Claudio Garau

CMS

Un cliente vi comunica che ha intenzione di mettere su un sito di e-commerce dove vendere online i suoi prodotti, questa per voi è sicuramente una buona notizia ma iniziano le difficoltà.

Dividerò le difficoltà in tre fasi che chiamerò “preventivo”, “manutenzione e aggiornamento” e “vendita”; darò infatti per scontata quella relativa alla realizzazione del sito e alla modifica del layout che di per se rappresentano un capitolo a parte.

Prima fase, il cliente vi chiama e fissate un appuntamento, naturalmente vi ha già comunicato che i tempi di realizzazione devono essere molto rapidi, bisogna iniziare subito per cominciare a vendere quanto prima.

Nella maggior parte dei casi l’investimento previsto dal cliente sarà nettamente inferiore a quello necessario per la realizzazione di un’applicazione ex novo, in ogni caso il tempo disponibile non lo permetterebbe quindi il nome di osCommerce comincia a balenare nella vostra mente.

Forti del fatto di avere a disposizione un’applicazione Open Source che vi permetterà di bruciare molte tappe, vi recate dal cliente già sapendo che discorsi come l’aggiornamento dei cataloghi, gli investimenti pubblicitari e la predisposizione delle pagine secondo logiche SEO gli entreranno in un orecchio per uscire dall’altro.
Una piattaforma come osCommerce, per quanto faciliti di molto la vita dello sviluppatore, può creare non poche difficoltà quando la si propone ad un cliente e questo proprio a causa delle molte funzioni disponibili.

Il cliente rimarrà infatti ammaliato dalla possibilità di tradurre il suo sito in molte lingue straniere; sarà entusiasta del fatto di poter creare un numero illimitato di categorie e di poter inserire una quantità indefinita di prodotti; si fregherà le mani venendo a scoprire i numerosi sistemi di pagamento supportati; sognerà soldi che piovono dal cielo pensando alla possibilità di gestire ordini effettuati nelle valute più disparate. Ma poi le cose vanno fatte…

Ora ipotizziamo che il vostro preventivo sia stato accettato e che voi abbiate realizzato il sito richiesto, siamo in piena fase “manutenzione e aggiornamento”; naturalmente il cliente non dedicherà neanche un minuto o un dipendente all’inserimento dei prodotti nei cataloghi (”non ho tempo e poi il computer non lo so usare”), non parliamo poi della traduzione nelle lingue straniere (”ma non ci sono programmi automatici che lo fanno?”) o degli investimenti in pubblicità e ottimizzazione (”adesso vediamo come va, poi ci penseremo”).

Potreste anche proporvi per supplire ad alcune mancanze ma voi siete degli sviluppatori, non dei traduttori (tanto meno automatici), non dei SEO, non degli abili scrittori di testi promozionali né degli esperti di marketing. Dovrete quindi ricorrere a contributi esterni per un ammontare di spesa che il vostro cliente raramente accetterà.

Arriviamo così alla fase delle “vendite”, che andranno malissimo e naturalmente la colpa sarà vostra; perchè nel flusso di informazioni che avete cercato di trasmettere al vostro cliente l’unica cosa che gli sarà rimasta tra le orecchie è il prezzo che gli avete chiesto per il vostro (vero) lavoro..

Quindi datemi retta, osCommerce è un’ottima soluzione ma non è una soluzione universale. Quando dovete realizzare un sito di commercio elettronico valutate prima il cliente, poi (se è il caso) passate alla fase “preventivo”.

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Commenti

1

Tutto vero ma osCommerce non è l’unica soluzione open source per costruire siti di commercio elettronico.
Per Mambo e Joomla, ad esempio esistono almeno due estensioni di e-commerce molto più semplici da gestire anche per il cliente: virtueMarte ed ezStore.

# - postato da equal.it - 11 Ottobre 2007 - 21:30

2

Sicuramente le soluzioni sono diverse, il problema non penso sia quello di quale soluzione usare ma quello di chi carica i prodotti sul negozio virtuale????
Il venditore, come detto nel post, non si pone il problema di quanto tempo ci mette a caricare tutto e se il lavoro viene delegato il costo è veramente alto, come si può far pagare un costo orario???
Il vero problema sta nel fatto che il catalogo andrebbe gestito dal negoziante che invece vuole solo vendere e fare soldi… per questo spesso le soluzioni di ecommerce non funzionano

# - postato da ENRYWEB - 12 Ottobre 2007 - 09:50

3

Il problema non è tanto il software che usi, ma il fatto che probabilmente le cose, fra l’altro giustissime che hai citato, andavano preventivate prima e non dopo.
Io vedo un grosso problema nella realizzazione dei siti web, molti mettono prezzi bassi per accapparrarsi il cliente e poi si ritrovano fuori budget.
Alla fine ci rimette sia il cliente, sia chi fa il lavoro sotto costo.

# - postato da Nick - 15 Ottobre 2007 - 12:34

4

Caro Claudio,
nulla di più vero, faccio questo lavor da diversi anni e anch’io sono partito da una piattaforma open source, zen cart per la precisione, poi come tanti ci siamo resi conto che così com’era potevavo fare ben poco, allora il passo successico è stato quello di stravolgerla e passare a qualcosa che potesse essere, in molte parti più agevole per il cliente.
Chiaro è che fin dall’inizio eravamo consapevoli che una volta messo mano al codice potevamo scordarci gli aggiornamenti se non quelli fatti da noi beninteso, e devo dire che oggi dopo circa cinque anni di sviluppo e varie vicissitudini, sto seriamente pensandi di riproggettare ex novo una piattaforma di ecommerce. IL motivo è presto spiegato, queste piattaforme scritte a più mani soffrono di un difetto enormi, non sono affatto ottimizzate e il codice è fortemente ricorsivo. Questo vuol dire per i non tecnici che per visulizzare una scheda prodotto, vengono richiamate minimo o files e una quantità impressionante si collegamenti al server databases.
Ne consegue che per una performance discreta bisogna indurre il cliente a noleggiare una piattaforma hosting di qualità medio alta, altrimenti le prestazioni sono deludenti.
Chiaro è che solo uno sprovveduto può presentarsi da un cliente ed essere convinto avendo la soluzione in tasca di chiedere poco o nulla, pazzo ancor di più
se non evidenzia in modo chiaro sul contratto, che i suoi compiti, sempre che non abbia una struttura che lo supporti, finiscono con l’installazione della piattaforma e sua eventuale manutenzione.
Concludo facendo i complimenti per il lavoro che svolgete, un saluto.

# - postato da Thinkopen - 16 Ottobre 2007 - 12:33

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