Tesi: il branding è importante per i motori di ricerca?

Mercoledì 11 Ottobre 2006 - 09:23

di Francesco de Francesco

Motori di ricerca

Riflettevo, qualche tempo fa, sul branding, su cosa fosse e sui suoi effetti sui consumatori ed in generale sui componenti di un certo mercato.

Spostandomi sui motori di ricerca, da tempo sono convinto che questi ultimi attuino strategie per determinare l’importanza di un sito, anche in termini assoluti, per comporre poi le SERP. Posso immaginare che se a fronte di una ricerca ci ritroviamo 3 siti con le stesse caratteristiche, alla fine il motore in qualche modo dovrà pur scegliere in che sequenza proporli ed è evidente che l’importanza in qualche modo incida.

Ok, sappiamo che la LP esprime l’importanza di un sito, sulla base delle volte che questo è “linkato” sul web. Ma se volessimo andare oltre?

Noi umani non ragioniamo sulla base dei link. Noi, per esempio, diamo importanza al nome, al fatto di averlo spesso sentito o visto, di leggerlo frequentemente in articoli o citato nei contesti più disparati.

Mi chiedo, a questo punto, se sia lecito pensare che per il motore possa essere significativa la citazione frequente al nome di un sito, anche senza link. Se noi umani gli daremmo importanza, perché il motore, che tenta di accontentare noi, non dovrebbe comportarsi allo stesso modo?

Proseguendo, all’inverso possiamo pensare che se un sito è sempre “linkato”, ma senza mai avere riferimenti al suo nome, è meno importante di uno che ha entrambe le due forme?

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Commenti

1

Ciao Fradefra, ti posso confermare almeno in parte quello che dici: avevo realizzato un sito, non ho fatto alcuna tecnica di posizionamento(non sapevo nemmeno che esistesse), il sito non è Mai stato linkato, ma molte volte è stato citato su siti per quel determinato tema, il pagerank del sito è salito senza problemi, in serp va bene, ed è visto bene.

# - postato da Dar1one - 11 Ottobre 2006 - 09:54

2

Ci pensavo in questi giorni che hanno parlato di un mio sito sulla RAI. Possibile che un passaggio in RAI non valga niente? Tutti a rincorrere il PR, ma un passaggio in RAI non te lo da’ il PR. E sulle riviste? Alcune molto importanti hanno portato migliaia di accessi senza link. Possibile che un motore di ricerca non consideri queste cose?

Invece sono convinto che lo faccia, google soprattutto tramite toolbar, adsense, analytics, etc. ha la possibilità di immaginare un link al di fuori della rete e da questo valutare un sito.

Anche se credo che questi fattori abbiano ancora poco peso credo che la loro importanza andrà a crescere sempre più.

# - postato da Senamion - 11 Ottobre 2006 - 10:05

3

Magari incidono anche le ricerche.
Se viene cercato molte volte il nome del sito magari si alza la sua posizione all’interno dei risultati delle ricerche riguardanti contenuti presenti sul sito.

# - postato da Andrea Paiola - 11 Ottobre 2006 - 11:11

4

Non so se sia una cosa dimostrabile, ma mi sembra una conseguenza abbastanza logica e magari in futuro andremo sempre più in questa direzione

# - postato da Alex Rimini - 11 Ottobre 2006 - 11:48

5

Ciao Francesco,
sono d’accordo, il sospetto è che i motori pesino tutte le tracce che trovano, anche quelle non incluse nei tag SEO tradizionali.

Ti faccio un esempio molto concreto, in relazione a un caso esposto nel forum GT recentemente:
http://www.giorgiotave.it/foru.....oogle.html

Per curiosità ho dato un’occhiata ai link che puntavano al sito oggetto del 3d. Il sito sembrava soffrire di equivoco di dominio canonico: google vedeva prevalente il dominio senza www.
Perchè?

Pur essendo presenti alcuni link che effettivamente puntano al dominio senza www, la grande maggioranza dei link (e quelli di qualità alta) puntano al dominio ufficiale www.sito.it.
Perchè quindi il motore va in confusione?

Qualche ingresso di bot nella versione senza www non dovrebbe essere sufficiente a generare l’equivoco.

C’è un pero’. Quasi tutti i link che puntano a www.sito.it hanno come testo ancorato *sito.it*: in pratica il testo ancorato (il brand) è il nome dominio _senza_ il www.

In questo caso il testo ancorato che sostiene i link esterni potrebbe essere stato usato dal motore nella definizione del dominio canonico, prevalendo addirittura sul link stesso.

Quindi alla tua domanda finale:
*possiamo pensare che se un sito è sempre “linkato”, ma senza mai avere riferimenti al suo nome, è meno importante di uno che ha entrambe le due forme?*
tenderei a rispondere un bel SI.

Anzi, di piu’. Tenderei a dire che tra link e testo ancorato (col brand) che lo sostiene è meglio ci sia concordanza, e in caso di indirizzi web eviterei se possibile di mettere il .tld (in assenza del www).

Ciao, a presto.

Ps. Il barbera era un nettare.

# - postato da Lo è! - 11 Ottobre 2006 - 12:33

6

Oooops!
Ho messo il titolo al posto del nome nel post precedente, chiedo scusa.

Pieropan

# - postato da Pieropan - 11 Ottobre 2006 - 12:36

7

Beh, sono contento che si iniziano ad avere dei riscontri di una cosa che pensavo da tempo :-D

# - postato da fradefra - 11 Ottobre 2006 - 12:44

8

Interessante come sempre.
Quindi se non ho capito male è opportuno durante la “costruzione” della link popularity creare dei link contenenti come anchor text l’url del sito stesso.

# - postato da F@bri - 12 Ottobre 2006 - 09:33

9

Credo che si tratti ancora di soli sospetti che i motori riescano a interpretare elementi che si discostano dai classici elementi di ottimizzazione SEO; penso si possa credere che la strada sarà questa ma comunque ad ora, non è così. Infine, secondo la logica per cui un link da una informazione al motore di ricerca, è sicuramente importante non comunicare solo un “argomento” ma anche il brand associato a tale argomento.

# - postato da Mariano Rimini - 16 Gennaio 2007 - 18:25

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