HTML5 e Legge Stanca, un connubio (im)possibile?
Lunedì 11 Luglio 2011 - 14:37
di Claudio Garau

È possibile realizzare un sito Web per una Pubblica Amministrazione utilizzando HTML5 e nel contempo rispettare le direttive della Legge Stanca? Per una risposta a questa domanda potrebbe essere utile leggere le righe iniziali del primo requisito previsto nelle note disposizioni per l’accessibilità:
Realizzare le pagine e gli oggetti al loro interno utilizzando tecnologie definite da grammatiche formali pubblicate nelle versioni più recenti disponibili quando sono supportate dai programmi utente. Utilizzare elementi ed attributi in modo conforme alle specifiche, rispettandone l’aspetto semantico.
La questione, questo è un punto particolarmente importante, non è se sia possibile o meno realizzare un sito accessibile con HTML5, ma se questo possa essere creato in rispetto della direttiva appena esposta; tenendo conto che le specifiche di HTML5 non saranno disponibili se non sotto forma di bozza fino al 2014, quell’Utilizzare elementi ed attributi in modo conforme alle specifiche, rispettandone l’aspetto semantico sembra per ora rappresentare un ostacolo di cui dover tener conto.
Teoricamente, e interpretando in modo molto permissivo la Legge Stanca, si potrebbe anche ricorrere ad HTML5 senza violazioni rispettando le indicazioni dell’ultima bozza disponibile, le bozze vengono però aggiornate in modo abbastanza frequente in seno al W3C, non di rado ne viene infatti rilasciata una al mese, per cui il rischio di dover rimettere mano più volte al proprio lavoro c’è sempre.
Per approfondire.
Categoria: Web Standards | Permalink
Commenti
1
secondo me una tecnologia come html5, in sviluppo e lontana dall’essere nella sua forma definitiva non dovrebbe essere usata a scopi di eGov o siti nati per essere accessibili. Basti pensare alle retro incompatibilità e all’impossibilità degli screen reader di leggere bene le pagine html5. Magari in 2-3 anni
2
Mi associo. L’accessibilità è nemica delle innovazioni.
La retrocompatibilità poi è un problema enorme e di difficile soluzione.
Personalmente credo che gli unici siti veramente accessibili siano quelli realizzati in plain-text o giù di lì. :P
# - postato da giampi - 11 Luglio 2011 - 19:48
3
leggendo questo passaggio
“…quando sono supportate dai programmi utente…” e tenendo presente che la maggior parte dei miei utenti utilizza internet explorer versione 7 o 8 che non supportano HTML5 il problema non me lo pongo. Fintanto che dovrò garantire la compatibilità con questi due browser continuerò a fare siti basandomi su XHTML e CSS2.
E credo anche molti altri…# - postato da Walessio - 12 Luglio 2011 - 09:42
4
Premetto che ormai utilizzo HTML5, le nuove API e CSS3 con entusiasmo in quasi tutto i miei lavori per clienti privati, ma HTML5 non è valido almeno fino al 2014 e quindi non in linea con le direttive della Legge Stanca.
quindi ad esempio per i siti delle PA che richiedono la validazione HTML5 non si può utilizzare.
Illuminante in proposito questa intervista a Roberto Scano
5
Premesso che a breve dovrebbe esser rilasciato l’aggiornamento dei requisiti (che saranno di base 12 rispetto ai 22, in linea con le WCAG 2.0), HTML5 ad oggi non è una specifica approvata dal W3C e non la approveremo fino al 2014. Pertanto HTML5 non è da utilizzare per siti Web di produzione ma esclusivamente per finalità di test (se andate nella lista di discussione troverete una valanga di action items per l’aggiornamento dell’attuale draft). Quindi per la PA bisogna scordarsi di HTML5 fino a quando:
1. non sarà specifica W3C
2. non ci sarà supporto per le tecnologie assistive# - postato da Roberto Scano - 12 Luglio 2011 - 10:06
6
Per approfondire: http://blog.iwa.it/w3c/html5-s.....-nel-2014/
# - postato da Roberto Scano - 12 Luglio 2011 - 10:14
7
la domanda e’ ben posta. e’ la legge (che ci) Stanca che e’ mal posta: parte dal principio che ci siano delle “grammatiche formali pubblicate nelle versioni piu’ recenti…” ecc.
La realta’ del web e’ ben diversa, nel bene e nel male.
- se ci si limitasse a cio’ che e’ approvato in via definitiva, e supportato dalla stragrande maggioranza dei client in circolazione, staremmo ancora a HTML1
- se si considera “pubblicato” e da seguire ogni singolo draft di html5, bisognerebbe rifare il sito ogni mese…
Col modo con cui sono formulate le leggi, non e’ facile trovare una soluzione. Che a mio avviso dorrebbe essere una via di mezzo: non rincorrere l’ultima novita’ (come dice Michele) per l’e-gov, ma comunque stabilire un criterio relativamente oggettivo a cui rifarsi.
Forse il W3C, il WCAG, il WAI e i legislatori (almeno quelli EU!) dovrebbero parlarsi di piu’ ed identificare quali standard gia’ approvati sono da considerarsi il requisito minimo. Poi, nel frattempo, le specifiche vanno avanti con bozze e i vendor aggiornano i browser e il progresso va avanti…
La legge Stanca in questo caso e’ palesemente gia’ arretrata, nella sua formulazione.# - postato da pbattino - 12 Luglio 2011 - 10:31
8
Ad oggi mi pare che il regolamento di attuazione parli chiaro. Non credo lasci spazio neanche all’uso di queste tecnologie come versione “migliorativa” di pagine realizzate secondo norma. Non voglio fare il “populista”, però c’è ancora tanto lavoro da fare con le attuali specifiche… :)
Proposta per la redazione: perché non scrivete un articolo che faccia il punto sulla legge e sugli effetti che ha avuto?







