Imparare dall’iPhone
Venerdì 11 Luglio 2008 - 11:08
di Giacomo Dotta

Apple è magica a livello di marketing. Sa promuovere tutto senza promuovere nulla, con poco ottiene moltissimo, occupa i canali promozionali come nessun altro gruppo sa fare. Riesce a pilotare il filo del discorso, a deviare la percezione del prodotto. Vende sogni fatti a hardware, e ci riesce bene. Benissimo. Con l’iPhone, però, ha fatto qualcosa di ulteriore.
Basta guardare le foto dei clienti in coda per l’acquisto del telefonino. Benché in Italia il fenomeno sia stato meno avvertito e forse in qualche modo forzato (pochi negozi aperti, in posti strategici, ed in un’ora in cui la coda si notasse), anche qui c’è chi si è messo diligentemente in fila per esserci. Per partecipare. Essere in coda significa far parte di una comunità di acquirenti che stanno per andare ad acquisire un forte senso d’appartenenza. Significa partecipare in prima persona alla costruzione del significato. Significa fotografarsi l’un l’altro, così che ognuno trasformi l’altro in pubblicità al telefono: siamo tutti testimonial, basta esserci.
Le code hanno un significato profondo. E dovrebbero insegnare molto. Perché spesso, troppo spesso, quando si pensa al cliente si pensa a qualcuno che sta dall’altra parte della barricata, qualcuno con cui non ci si deve mischiare, come se la propria immagine possa essere contaminata. Invece quando si lascia “entrare” il cliente lo si fa per certi versi carnalmente proprio, l’unione che si crea va oltre il semplice servizio. Molti avevano prenotato l’iPhone senza nemmeno sapere quanto sarebbe potuto costare, e tutto ciò non certo in tempi di vacche grasse.
C’è da imparare molto dall’esempio dell’iPhone. Perché spesso sembra che il cliente non capisca, ma in verità è il venditore a non capire quello che realmente vuole il cliente. E raramente il cliente vuole solo un oggetto: tutto, a questo mondo, ha dentro sé un seme significativo.
Costruire una brochure, progettare un sito web, ideare un logo: la responsabilità che si ha in mano è enorme: sottovalutarla significa già partire perdenti.
Categoria: Web Marketing | Permalink
Commenti
1
’sembra che il cliente non capisca, e invece…’. L’analisi è sicuramente corretta dal punto di vista aziendale, e Jobs è proprio l’uomo che riuscirebbe a vendere frigoriferi agli eschimesi, come si suol dire, ma la mia impressione è che chi partecipa a queste code lo faccia spinto da quel desiderio di micro-celebrità che ti fa salutare e dire ‘ciao mamma’ quando una telecamera ti inquadra. Sarà un pensiero banale, ma mi sembra che il prodotto in sé non interessi (non capisco perché non si faccia la fila anche per l’uscita di un nuovo iPod), si fa la coda perché andrà sui giornali e alla televisione che c’è stata una coda, non certo per un’urgenza o un bisogno del prodotto.
Un applauso al pifferaio magico Jobs, ma preferirei che la qualità, alta, dei prodotti Apple avesse dei prezzi un po’ più sensati, e non che puntasse a quell’orda di fan che spenderebbero qualunque cifra per comprare qualunque cosa abbia una mela rosicchiata sopra.# - postato da Parro - 11 Luglio 2008 - 11:42







