Scrivere per un blog non è come scrivere per un sito
Martedì 11 Luglio 2006 - 12:00
di Francesco de Francesco

Navigando per la blogsfera, non si può non notare lalto numero di blog senza commenti. Mi capita spesso di parlare con altri blogger e puntualmente mi sento dire che purtroppo non essendoci molto traffico, non hanno molti commenti.
Vorrei fare qualche considerazione (come l’ho già fatta a loro).
Se è vero che il numero dei commenti dipende anche dal traffico, dato che più visitatori avremo più alta sarà la possibilità che qualcuno lasci una propria traccia, è importante comprendere che i commenti dipendono anche da altri fattori.
Il modo di scrivere su un blog è diverso, infatti, da quello usato per realizzare contenuti per un sito.
Sui siti, quasi sempre i contenuti sono di tipo dichiarativo, presentazioni ad una front-line che legge, senza interagire. Il massimo dellinterazione è dato da una email inviata allautore per chiedere una precisazione o fare un complimento.
Normalmente l’approccio è insegnante/allievo o azienda/cliente o esperto/novizio. A volte, invece, si tratta di presentazioni di servizi, prodotti, schede, aziende, risorse. Sempre approcci del tipo dichiarativo, quindi.
Un blog, se pur può avere contenuti di tipo dichiarativo, se vuol avere commenti, deve aprire delle discussioni. I post, in sostanza, devono essere interlocutori, lasciare in sospeso qualche aspetto che il visitatore si senta invogliato a completare.
Il contenuto deve essere scritto in modo da non chiudere il discorso, ma, viceversa, il visitatore si deve sentire invogliato a dare un contributo.
Una ricetta, per esempio, difficilmente avrà un commento, salvo il classico “Buona!” Se vogliamo qualcosa di più, bisogna porre il tutto in modo che il lettore si senta coinvolto nella sua creazione. Un modo potrebbe essere proporre delle varianti, stimolandone la prova ed il successivo feedback o addirittura chiedendo il suggerimento per ulteriori modifiche.
Anche gli argomenti più seriosi e che meno si prestano ai commenti, possono diventare motivo di discussione. A volte basta un po’ di provocatorierà o l’avvio in contro-tendenza o il sembrare quello-che-non-sa-nulla.
Il traffico è importante, questo è chiaro, ma a volte si hanno più commenti in blog frequentati da piccole comunità di trenta o quaranta persone, che non in altri con centinaia di visitatori al giorno.
Volete fare un esercizio? Provate a riconsiderare i vostri ultimi scritti, alla luce del visitatore. Gli avete lasciato lo spazio per un intervento? Cè lo stimolo? Dite qualcosa che voglia un contraddittorio?
Categoria: Contenuti e Web Writing | Permalink
Commenti
1
Noto che i post li scrivete con cadenza perfetta ogni ora… Esattamente ai minuti 00.
Siete sovrumani o c’è qualche strategia particolare sotto? :)
2
prepareranno prima un pò di articoli con inserimento automatico ad una data ora… oppure sono sovrumani!
Per restare in topic, io non ho un blog, lo aprirò forse presto, forse mai, ma senza dubbio la scrittura è differente rispetto ad un sito per i motivi elencati, ma soprattutto per le aspettative che ha il visitatore di un blog: si aspetta di ricevere informazioni ma anche di poterne dare, di poter intervenire. Se non accade, se le sue aspettative sono deluse, o è il blog di Beppe Grillo :) oppure il visitatore non torna.
3
Mmm.. molto interessante…
In effetti non avevo mai pensato a questo aspetto, cercherò dicambiare per le prossime volte..Grazie del consiglio! ;)
4
Suvvia, lasciamo perdere cose come ’sovrumani’ :) Movable Type ha una comodissima funzione di scheduling dei post, per cui queste magie sono facili facili. D’altro canto ognuno di noi lavora ed è impegnato in altre cose, se dovessimo pubblicare con gli orari di inserimento reali pensereste che non dormiamo mai perché sono quasi tutti seral-notturni :)
5
Devo trovare un modo per mandare i commenti in scheduling :D
6
io personalmente non sono d’accordo con quanto scritto.
non esiste una regola che indica che i contenuti di un blog non devono essere dichiarativi.
il modo di scrivere su un blog è PERSONALE.ogni blogger tiene un suo diario, una raccolta di esperienze, e penso che i commenti non debbano essere pensati come indice di gradibilità.
Se ho voglia o ritengo di dare ( o chidere ) un parere mi piace pensare che sia spontaneo.forse sono un caso a parte ma io ( che ti leggo tramite rss ) non leggo quasi mai i commenti ai post se non quando io stesso ho da aggiungere qualcosa.
7
Maurizio, però c’è da tener presente che se io visito un blog mi aspetto “qualcos’altro” rispetto ad un sito web, proprio perchè i blog sono nati per offrire contenuti in modo semplice e diretto, si sono moltiplicati a dismisura e nella scelta tra chi visitare e chi no, tra chi considerare meritevole e chi no, ha un peso notevole a mio avviso quel valore aggiunto di cui si parla, ovvero il fornire uno stimolo. Fermo restando che bisogna saper scrivere bene e che non si è detto che la forma dichiarativa è da escludere.
8
@mscorza
Infatti. Credo sia giusto un mix di post dichiarativi e di post interlocutori. Sono anche d’accordo con maurizio quando dice che uno può anche fare tutto di tipo dichiarativo. Basta che poi non si stupisca se nessuno mette commenti. Magari a lui non importa, amen, tutti felici e contenti :-)
9
Ci sono dei blog di stampo giornalistico nei quali il contenuto “dichiarativo”, autoreferenziale, e non aperto a discussione, è nettamente prevalente.
Ciò non significa, però, che quei blog siano privi di commenti; anzi!
Mi è capitato, infatti, di leggere blog incentrati su articoli scritti in stile giornalistico (spesso pubblicati, proprio, da giornalisti di professione della carta stampata nazionale) trattanti argomenti di politica, attualità, e consimili. Ebbene, il tema stesso dell’articolo, spinge alla discussione gli interessati lettori del blog; a prescindere dall’intenzione dell’autore (esplicitata nella forma e nella sostanza della sua scrittura) di aprire una discussione maieutica sul tema di volta in volta trattato.
Trovo importante, tra l’altro, anche la partecipazione dell’autore dei post alle discussioni. Sempre rimanendo all’esempio dei blog “giornalistici” di cui sopra, ho notato che tanto più sarà viva ed attiva l’agorà telematica dei commentatori, quanto più l’autore del post (articolo) interagirà regolarmente e colloquialmente con i commentatori. Ovviamente, l’autore del blog deve avere anche una buona dose di ospitalità ed educazione.
IN CONCLUSIONE, credo non esistano vere e proprie ricette definitive perché un blog sia ricco di commenti. Fondamentale è, comunque, che ciò che viene scritto sia interessante e ben strutturato…… il resto viene da sé.
# - postato da aletor - 11 Luglio 2006 - 17:50
10
Ma un blog deve avere per forza tanti commenti?
Io considero il mio blog come il mio spazio personale , dove postare quello che mi passa per la testa.
Chi mi legge a volte commenta a volte no; capita peor’ che mi contattino via mail o messanger e con alcuni e’ nato un buon rapporto di amicizia.
Francamente dei commenti numerosi, mi interessa davvero poco.
11
@Emmebi
Io non dicevo che un blog deve avere per forza dei commenti. Dicevo che se li si vuole, qualcosa bisognerà pur fare e, oltre ai contenuti, conta anche come si scrive.
12
la verità è che siamo pigri.. sopratutto quando navighiamo: la televisione non ci abitua ad interagire.
per invogliare a commentare ho pensato ad uno scambio 1vs1 di commenti:
13
Secondo me un altro fattore importante (ma NON fondamentale) è l’esistenza di commenti precedenti.
Spesso infatti sono gli stessi commenti a far venire la voglia di “rispondere”, o per confermare commenti di altri lettori o per controbatterli.
Invece quando un messaggio non è commentato, spesso passa anche la voglia di scrivere, come se si pensasse “Ma tanto questo argomento non interessa a nessuno, che scrivo a fare???”.Forse, quindi, bisognerebbe mettere sempre un commento di avvio, magari facendolo inserire ad un amico oppure inserendolo noi stessi (magari sotto altro nome :-P )…
E voi che ne pensate?
14
concordo con Berello, come spesso accade nei forum, secondo me e’ fondamentale:
1) che vi sia “qualcuno che rompe il ghiaccio”
2) che vi siano dei segnali che dimostrino il fatto che l’argomento trattato suscita l’interesse della gente.
…anche se forse la soluzione di postare con un altro nome non e’ esattamente la migliore…
in realta’ dovrei anche io trovare un modo per ravvivare le discussioni sul blog di cui mi occupo…!!stay tuned
Chiara
15
concordo con Berello, come spesso accade nei forum, secondo me e’ fondamentale:
1) che vi sia “qualcuno che rompe il ghiaccio”
2) che vi siano dei segnali che dimostrino il fatto che l’argomento trattato suscita l’interesse della gente.
…anche se forse la soluzione di postare con un altro nome non e’ esattamente la migliore…
in realta’ dovrei anche io trovare un modo per ravvivare le discussioni sul blog di cui mi occupo…!!stay tuned
Chiara
16
Non condivido il post, il blog è una pagina personale, ognuno ci scrive quello che gli passa per la mente e non vedo perché dovrei lasciare argomenti in sospeso solo per avere il piacere di ricevere un patetico commento. Io nel mio non li solamente chiusi, ma ho addirittura eliminato il campo!
# - postato da saintpumpkin - 12 Luglio 2006 - 15:54
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@saintpumpkin
A volte credo che la comunicazione su web abbia strane distorsioni o io non sono capace di scrivere (cosa ovviamente possibile).Saintpumpkin, se rileggi il post, io non scrivo che un blog per forza deve avere commenti. Dico che ci sono blogger che si lamentano del fatto che non ne hanno e non si spiegano la ragione.
Se uno vuol fregarsene dei commenti, ovviamente è libero di farlo, ci mancherebbe!Le mie indicazioni, come premesso nelle prime tre righe del post, sono rivolte a chi i commenti li vorrebbe. Tutti gli altri, possono tranquillamente ignorare questa roba e via… :-)
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concordo in pieno!
see ya
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Beh basta prendere ad esempio il post in cui stiamo scrivendo: non è un esempio di come scrivere qualcosa senza lanciare una news dell’ultima ora,uno scoop sensazionale o altro ? Ricordo ancora un post di alcuni giorni fa presente su questo blog (a proposito secondo me aumentare di una page il link in basso dell’archive darebbe molti vantaggi per il lettore) nel quale per questioni di tempo non son riuscito a partecipare che riguardava i corporate blog ed una stima dei costi,mi è rimasta impressa la marea di commenti e l’interessante discussione (mica è facile in Italy): interventi così li si vedono solo tu techcrunch,techmeme,digg, che hanno carattere a volte puramente informativo ma che altre volte offrono spunti di discussioni. Un blog per essere compiuto non deve avere per forza valanghe di commenti,ma a mio parere semplicemente (si fa per dire) dei post che solletichino l’attenzione e l’interesse di chi naviga che contrariamente ai mezzi passivi ha la facoltà di intervenire subito cambiando o suggerendo addirittura il contenuto. Altrimenti non mi spiegherei perchè il mio blog su più di 250 mila presenti su Wordpress è spesso in top ten o addirittura five (non mi sto autocelebrando,sia chiaro! ;) ).
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cari amici vi volevo fare sapere ke io finalmente dopo 20 anni”sono entrata a messengerrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1e ancora ho 8 anni!!!
by giuliana# - postato da giuliana - 06 Settembre 2006 - 12:16
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Ma si! io so come si fa un blog e basta! Dovete rendervi conto che un blog deve essere interessante! è questo che conta!
# - postato da saddam - 07 Marzo 2007 - 15:41
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ahh beh…..se si parla di MAIEUTICA io mi astengo però……
scusaate!!# - postato da mauro - 04 Ottobre 2007 - 01:11
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qualcuno sarebbe così carino da dirmi se il mio blog fa proprio schifo o è geneiale?
Se è una via di mezzo, vi prego di astenervi dalla risposta…
Grazie!
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…credo di essere uno di quelli che si lamenta, e sono consapevole anche della ragione.
Però d’altro canto come disse un grande blogger (?), blogger si nasce, non si diventa !!
# - postato da towerlight2002 - 25 Ottobre 2008 - 20:48







