Fiducia e User Generated Content
Mercoledì 11 Giugno 2008 - 09:24
di Massimiliano Scorza

Ormai non sono poche le occasioni in cui mi trovo a leggere dei commenti ad un post, da tutte le diverse angolazioni: da autore, da utente medio, da lettore assiduo, da curioso occasionale.
E ogni commento, una volta letto e digerito, trascina sempre verso di sé alcune domande:
- Devo fidarmi di quello che leggo?
- Chi scrive cerca di contribuire alla discussione o di farsi dare ragione?
- Il commento è sincero o (letteralmente) dettato da fattori esterni?
- L’autore del commento è davvero chi dice di essere?
Questi dubbi possono essere trasposti dai commenti alla totalità degli User Generated Content, comunemente detti UCG.
Riportare una nota di Wikipedia come “fonte ufficiale” , comprare un prodotto in virtù di un feedback positivo su Ciao.it , costruire l’itinerario delle proprie vacanze in base alle esperienze di altri viaggiatori lette su Expedia.it.
Questi sono tutti comportamenti ormai standardizzati, le cui relative esperienze positive - indubbie - hanno facilitato il proliferare dei contenuti scritti da chi legge.
Materia da psicologi capire come mai ci fidiamo così tanto degli sconosciuti e così poco dei nostri vicini di casa… quindi la domanda che chiude il post non può che essere un’altra:
Chi di voi ha mai preso una fregatura per colpa di un UCG?
A me, tempo fa, è capitato di dare per buona una citazione di Wiki rivelatasi completamente errata.
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Commenti
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Per ora non ho preso fregature (forse perché non mi fido al 100%).
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Presumo sia più semplice prendere fregature per colpa dei contenuti ufficiali dei siti. Un esempio su tutti: un sito di un hotel che non ha foto delle camere probabilmente non ha belle camere. Fidarsi delle altre foto (piscine, ristorante, ecc) non sempre porta bene.
Per quanto riguarda i contenuti generati dagli utenti, spesso sono più sinceri in quanto non hanno “niente da perdere” nel dire la verità. Al massimo uno tira acqua al proprio mulino ma se l’acqua è sporca è controproducente. Per questo secondo me la stragrande parte degli UCG sono “affidabili”…
3
Personalmente prendo sempre “con le molle” certe informazioni, prima di fidarmi completamente cerco sempre di verificare personalmente, di verificare anche su altre fonti o aspetto di avere un buon numero di informazioni da confrontare. E comunque, se devo riportare un’informazione, cerco sempre di indicare la fonte da cui l’ho presa.
4
Quoto Paolo e in più direi che comunque, se qualcuno dice cavolate, prima o poi vengono a galla, a differenza di quanto possiamo leggere sui giornali o vedere in tv dove gli utenti hanno solo il ruolo passivo di abboccare a tutto ciò che si dice.
Certo, per cercare di evitare fregature dagli UGC bisogna comunque mantenere un certo senso critico, fare verifiche incrociate quando qualcosa non ci torna ed armarsi sempre di un po’ di sana diffidenza.
Ma in fondo sta anche in questo la ricchezza degli UGC: il confronto da cui scaturisce un’evoluzione continua e positiva delle informazioni.
5
Personalmente mi fido poco dell’UGC, tranne se posso verificare la competenza sull’argomento di chi scrive.
Il caso più lampante è proprio wikipedia; sembra un paradosso ma l’effetto è paragonabile a quello che faceva la TV qualche anno fa: “se lo dicono alla televisione é vero”.
Adesso sento troppo spesso “vai a vedere su wikipedia” dato che viene presa (ad errore in molti casi a mio avviso) come fonte affidabile.
# - postato da Andrea Girò - 11 Giugno 2008 - 12:08
6
L’UGC può ovviamente essere piegate a esigenze di marketing ma è forse l’unica forma di contenuto che si filtra da sola… all’aumentare dei contenuti si riducono le possibilità di controllare l’informazione e l’opinione. Le opinioni non condivise perdono visibilità. Ovviamente questo vale solo quando i numeri salgono…
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Io consiglierei sempre di valutare attentamente tutte le opinioni possibili, o almeno quelle che oggettivamente”dovrebbero essere” quelle più accreditate..ma come sappiamo tutti, non facciamo in tempo a girarci che ci hanno fregato!







