Puoi navigare il mio sito, solo se leggi le istruzioni
Lunedì 10 Dicembre 2007 - 10:00
di Francesco de Francesco

Riflettevamo con alcuni colleghi del fatto che spesso, molto spesso, si dica che i siti dovrebbero avere una pagina che spieghi ed aiuti il visitatore nella navigazione e troppo poco spesso si dica che invece i siti dovrebbero essere fatti in modo da non aver bisogno di questa pagina.
Off-line, l’industria da anni sta lavorando nella direzione di far sparire i libretti di istruzione. Vuoi perché ormai sè stabilito che pochi li leggono, vuoi perché sono un costo, vuoi perché spiegare poi a chi ha letto e mal interpretato è più costoso che spiegare ad uno che non ha proprio letto, ma la strada è decisamente questa.
Sul Web, invece, pare che ci sia in atto una corsa nella direzione opposta. I siti diventano sempre più complessi, i menu sempre più nidificati, i pulsanti sempre più strani, i meccanismi sempre più dipendenti da browser, Javascript ed altro.
In sostanza, persino io che sono uno che naviga dalla mattina alla sera, mi ritrovo spesso su siti su cui non capisco cosa fare se non leggo la pagina di aiuto. Non parliamo dei siti di commercio elettronico, perché ci sarebbe da scrivere e discutere per ore, a questo proposito./>
La domanda è: ritenete che sia giusto il fatto che un visitatore debba leggersi lhelp, in quanto ciò consente di dargli poi funzioni più evolute o pensate che sarebbe meglio dargli qualcosa in meno ma semplificargli al massimo la vita?
Anche la risposta dipende è accettata, ma meglio se circostanziata :)
Categoria: Web Marketing | Permalink
Commenti
1
> La domanda è: ritenete che sia giusto il fatto
> che un visitatore debba leggersi lhelp, in
> quanto ciò consente di dargli poi funzioni più
> evolute o pensate che sarebbe meglio dargli
> qualcosa in meno ma semplificargli al massimo
> la vita?
Il problema è che internet è alla relese 2.0 (sto scherzando, ma cmq rende l’idea) mentre la massa dei fruitori è in fase 0.9.9 BETA.
Quando internet sarà abbastanza metabolizzato le pagnine di help non serviranno più (sarebbe un po’ come scrivere il libretto di istruzioni di un frullatore, un coltello da cucina etc.)
2
:( non avevo checkato la richiesta di notifica dei nuovi commenti.
3
Penso che per una fruizioni dei contenuti o per l’utilizzo delle funzioni base di un sito, a qualunque categoria esso appartenga, NON DEVE essere necessario nessun help; ciò non toglie che sia molto interessante leggere ciò che ha spinto il creatore del sito/servizio sul come l’ha implementato e il perché; in oltre alcuni servizi più evoluti rispetto a quelli base (o anche, e soprattutto i più innovativi) potrebbe tornare utile un micro-help per velocizzare la familiarità con il servizio.
4
In realtà ben pochi perdono tempo sull’imediatezza dell’interfaccia, visto che come minimo richiede vari cicli di studio test su cavie.
Quando questo invece avviene, come nei “canali” del Wii (che si navigano come un sito) ci si rende subito conto della differenza.
5
Concordo con Marotochi…in linea di massima i siti web non dovrebbero essere accessibili previa lettura istruzioni…in casi particolari o per cosi dire sperimentali la cosa puo’ essere interessante, ma è l’eccezione non la regola.
Una piccola parentesi va aperta per il tipo di target al quale è rivolto il sito web…cosi’ ad esempio un portale di una associazione religiosa dovra’ essere più “classico” e chiaro possibile, mentre magari un portfolio di un web designer puo’ sperimentare qualche stravaganza…# - postato da Alessio - 10 Dicembre 2007 - 11:30
6
>> La domanda è: ritenete che sia giusto il fatto che un visitatore debba leggersi lhelp, in quanto ciò consente di dargli poi funzioni più evolute o pensate che sarebbe meglio dargli qualcosa in meno ma semplificargli al massimo la vita?
La risposta e’: ASSOLUTAMENTE NO
# - postato da Maurizio - 10 Dicembre 2007 - 11:58
7
Vabbè, sarò il primo che risponde “dipende” ;)
Voglio dire: per una web application, magari su intranet, ci può anche stare; in un sito informativo non ce lo vedo.
# - postato da P&M - 10 Dicembre 2007 - 13:45
8
@P&M
Una web application è in tutto e per tutto un software; in quanto tale un libretto di istruzioni è quantomeno necessario.
Per un sito informativo concordo con te.
Il discorso cambia con siti di e-commerce: tali siti dovrebbero puntare sull’usabililtà, ma comunque la presenza di una sezione d’aiuto è pressoché obbligatoria: in ogni momento, l’utente deve essere in grado di completare l’acquisto, pena l’abbandono e la mancata vendita da parte del sito.
9
dipende dalla KEY del sito se e´una tecnica e´corretto mettere avvertenze o invito su una linea di navigazione …sai se non sei pratico su certe KEY sei perso se non sai che link devi cliccare.
se poi sono key per blog o siti NORMALI e un di piu´che fa piu scena che servizio…
10
@Dag: forse Fradefra parlava proprio di “pagine di help = manuale di come aggirarsi nel sito”, non di pagine tipo “cosa ho messo nel carrello”.
Proprio in un ecommerce io vorrei il massimo della linearità e della standardizzazione: non che il carrello debba essere per forza in alto a destra, ma quasi… Se un creativo al posto di “carrello” scrivesse “piccione” hai voglia a fare pagine di aiuto!!!
Invece ricordo con piacere una home page creata da una conoscenza di HTML.it (andr3a) realizzata a mo’ di desktop, molto d’effetto eppure di una linearità disarmante!
Pierluigi.
# - postato da P&M - 10 Dicembre 2007 - 15:55
11
Non solo lo trovo giusto ma credo che sia un’ottima mossa per:
fidelizzare il cliente che magari con un video di approfondimento si sente coinvolto,partecipe,a su agio e sa’ esattamente come compiere le azioni,come cercare etc..
Spesso e-commerce a parte,i grossi portali non hanno una linea o struttura ben precisa e fruibile dagli utenti comuni.
Fermarsi alla classica paginetta di aiuto non e’ naturalmente cio’ che io pensavo.
Creare uno o piu’ video di presentazione e’ invece a mio parere un’ottima strategia…
Le tecnologie ci sono,le figure professionali anche e il costo non sarebbe elevato.
Oltre al video sarebbe utile un rimando ad un forum assistenza e naturalmente ai servizio di supporto virtuale e reale.
12
Istruzioni inserite qui e li a caso non servono. Come sappiamo, poi, l’utente non legge nemmeno il messaggio di errore in colore rosso lampeggiante figuriamoci se poi lo tempestiamo di messaggi di aiuto.
Una frasetta essenziale vicino ad un pulsante, una label precisa, il title giusto per l’elemento del form giusto. Questo è l’aiuto che serve secondo me.
Un piccolo menu in basso a destra, poi, un po’ più descrittivo ma non invasivo può completare l’opera di supporto all’utente. Il tutto lo limiterei solamente a pagine legate ad e-commerce o, comunque operazioni importanti che portano un rientro economico al sito.
13
Se uno per usufruire di una pagina di Internet deve leggersi l’help, significa che chi ha fatto quella pagina è meglio che cambi mestiere.
Se un sito ha bisogno di un help per consultarlo
è fatto male e o viene corretto o gli utenti si rivolgono altrove.
In biologia si dice che in questo caso, viene messa in atto una qualche forma di selezione darviniana del migliore….# - postato da Ratamusa - 11 Dicembre 2007 - 09:39
14
Credo che la standardizzazione sia solo uno dei modi possibili per incrementare il livello di usabilità dei siti web, l’altra via è la sperimentazione pura e l’analisi dei risultati.
L’assenza di standard rappresenta infatti un’occasione di studio irripetibile per chi si occupa di progettazione delle interfacce intangibili.
Ad esempio se fossimo costretti a sviluppare siti solo con i soliti menù a tendina&co non avremmo la possibilità di dare quattro sforbiciate virtuali ai fiocchi di neve di http://snowflakes.lookandfeel......com/ e ragionare sulle forme che un help può assumere, dalla forma stessa del cursore a chissà quali altre trovate :D# - postato da Daniela Trifone - 13 Dicembre 2007 - 19:09
15
vorrei tenermi solo questo e-mail
# - postato da sergio - 05 Febbraio 2008 - 17:51







