Poter utilizzare WebTorrent per il deployment dei siti Web significa anche poter gestire delle installazioni virtualmente impossibili da oscurare, in grado di garantire anonimato a chi le amministra e totalmente serverless. Chiaramente parliamo di caratteristiche che in molti casi si pagano in termini di prestazioni, un dato comunque variabile a seconda della natura delle risorse condivise.

I responsabili del progetto hanno ideato Web2Web sulla base della considerazione che i server e i nomi a dominio rappresentano due degli aspetti maggiormente vulnerabili dei siti Internet in fase di produzione. Ricorrendo al supporto di WebTorrent le proprie risorse non dovranno fare riferimento ad un Web engine e non sarà richiesta la titolarità di alcun dominio, si dovrà invece disporre di una pagina di bootstrap destinata a caricare il sito Web dalla rete Torrent perché sia visualizzabile tramite browser.

Nessuna infrastruttura centralizzata, la pagina di bootstrap infatti non non è altro che una comune pagina HTML, caratteristica che rende Web2Web compatibile con tutti i programmi per la navigazione Internet più utilizzati e ne consente il mirroring online così come il download in un qualsiasi terminale locale. Nelle operazioni di gestione dei contenuti entrerà invece in gioco Bitcoin e il sistema che gestisce la nota criptovaluta.

In pratica, quando il gestore di un sito Web desidera effettuare un aggiornamento dovrà creare un file Torrent nel quale è incluso il contenuto aggiuntivo, fatto questo l'info hash del Torrent deve essere inserito in una transazione Bitcoin inviata dal proprio account. Il sito Web rimane continuamente in attesa di transazioni, per cui riceve qualunque info hash in entrata per poi scaricare il contenuto dal Torrent e concludere l'aggiornamento.

Via Web2Web

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