Quanto conta il marchio agli effetti del posizionamento?
Giovedì 10 Maggio 2007 - 08:43
di Francesco de Francesco

I vecchi se lo ricordano, i nuovi forse lhanno letto. In origine la Link Popularity era stata concepita come parametro di misurazione della popolarità presunta di un sito. Più link verso il sito, maggiore popolarità presumibile.
Ma i link non sono lunica cosa che esprime popolarità, anzi. Ad esempio, cè il Brand, o meglio cè la frequente citazione del Brand.
In sostanza, possiamo ritenere che se un marchio sia spesso citato, significa che è popolare? Bene o male, non importa, comunque se è indicato, significa che cè una motivazione. Come per i link.
Se poi il Brand corrisponde al nome a dominio di un sito, tombola!
Dare prove scientifiche è impossibile, ma chi si occupa di posizionamento da molti anni ed ha posizionato siti di aziende sconosciute e siti di aziende note, ha avuto modo di verificare come per queste ultime un nuovo sito scalasse le SERP.
Il Brand, in modo diretto ed in modo indiretto pare favorire il posizionamento. Ma come?
Beh, intanto il fatto che sia citato frequentemente, anche se solo testualmente e senza link, secondo me è già fattore positivo di per sé. Inoltre, come dicevo prima, ci vuol poco a creare un legame Brand / Sito, quando in comune cè proprio il nome!
Inoltre un buon Brand implica maggiori probabilità di link spontanei. Se scrivete un articolo sullimportanza di una buona scarpa da corsa, probabilmente se dovete fare un esempio, ricorrerete ad un marchio noto, no? Quindi anche un effetto positivo indiretto, tramite la Link Popularity.
In sostanza, le attività di branding, anche se difficilmente collegabili al posizionamento, secondo me hanno effetti molto positivi su questultimo.
Categoria: Motori di ricerca | Permalink
Commenti
1
Confermo! anche se ho sempre pensato che il riconoscimento del brand da parte di Google fosse spiegabile anche grazie a interventi non sempre algoritmici… :-)
# - postato da fra_975 - 10 Maggio 2007 - 08:52
2
Le tecnologie si stanno pian piano avvicinando a quella che è la concezione umana di popolarità, credibilità e valore di un marchio. I motori di ricerca sono un esempio lampante perchè basano i propri ranking su valori sempre più sociali e sempre meno tecnici.
In riferimento al branding, concordo sul fatto che esso incida (più o meno direttamente) sul posizionamento. Anzi, secondo me il posizionamento col tempo, in virtù della considerazione di fattori sociali, si trasformerà in una sorta di “web branding” o addirittura “web-rebranding”: enfatizzazione degli elementi sociali più importanti per costruire la realtà online di un marchio.
Per assurdo: keyword, citazioni, tags, titoli, ecc… non rappresentano forse quei valori sociali tipici del web da tenere presenti nella realizzazione di un progetto per il business online? In fondo, sono questi i valori su cui viene costruita la presenza online (e quindi il marchio) di un azienda su Internet.
# - postato da Francesco Gori - 10 Maggio 2007 - 10:32
3
Miiiiiiii, ben due persone che la pensano come me? Incredibile :-P
4
Fantasie della serie “vorrei che fosse…” o “mi piacerebbe avere scoperto qualcosa di…”
5
@Seos.it
Cioè? non ho capito.
6
Be ragazzi io sto diventando matto.Hho da un anno iniziato questa nuova attivita’:Archimutuo e’ un nuovo prodotto che aggiunge al mutuo per la casa la progettazione gratuita dell’immobile che stai acquistando,o costruendo o che hai intenzione di ristrutturare. Archimutuo, quindi e’ un marchio davvero innovativo nel settore del credito ipotecario,ed e’ presente su tutto il territorio nazionale. Si può scegliere il miglior mutuo fra i 2500 prodotti di 12 banche senza nessun costo di mediazione e con un architetto a disposizione che progettera’ la casa secondo le tue esigenze. Se lo si preferisce e’ possibile aggangiare Archimutuo anche con l’istituto di credito dove tu gia’ hai un conto corrente cosi’ non si cambia banca.I vantaggi di archimutuo sono visibili attraverso il sito istituzionale www.archimutuo.it.In definitiva alta innovazione,risparmio per il cliente che riceve il miglior mutuo e in piu’ un architetto gratis a disposizione. Ma la diffusione su internet e’ comunque dettata dagli investimenti in pubblicita’ e non dalla bonta’ di un prodotto!Io trovo invece che Internet dovrebbe invece funzionare al contrario altrimenti e’ la solita storia.Chi ha piu’ soldi vince!
7
Ciao Gianni, facciamo una precisazione.
La forza di un marchio non è data solo dalla qualità del prodotto e non può essere così. Facciamo un esempio limite. Se tu hai un ottimo prodotto, ma non lo vendi, nessuno lo conoscerà!
La forza di un marchio è data da ciò che si fa, da quanta comunicazione e da come si comunica, dalle attività di promozione, di analisi del mercato, di presenza sul mercato. Inoltre c’è la fidelizzazione, la ricerca della qualità e la creazioni di azioni mirate al coo-brand.
Adesso, molte aziende fanno molto di tutto ciò off-line e quindi poi hanno risultati. Le stesse aziende, però, fanno poco on-line e poi si stupiscono del fatto che sono invisibili su Internet. Come dire che mi muovo in Italia e vorrei essere visibile in Svizzera. Internet è un altro canale! Se non fai nulla, non sarai visibile.
Il che, però, non vuol dire necessariamente pubblicità. Per far branding ci sono molti sistemi, spesso neppure troppo cari.
Inoltre, le attività fatte off-line possono avere ripercussioni on-line, purché siano fatte in modo che ciò avvenga. Questo è un problema di molte aziende. Fanno strategie off-line che non tengono conto delle ripercussioni on-line.
8
Ok sono daccordo certo! c’e’ solo un piccolo problemino.Le campagne pubblicitarie sia off-line che on-line costano.E quindi scegliere in che modo fare gli investimenti giusti e’ sempre un problema…Tu che faresti per ottenere buoni risultati? Sarei contento di un tuo suggerimento!
9
Per esempio, si può fare branding con campagne PPC mediante AdWords.
Quando le campagne sono mirate al branding e non alle visite, costano molto poco.Inoltre, anche la comunicazione sulla SERP dei motori, se orientata al branding costa molto meno (in termini di lavoro).
In sostanza, noi a volte non riusciamo a fare branding perché puntiamo ad avere traffico. Cosa che si fa in modo diverso.
Ogni azione, invece, dovrebbe avere un suo obiettivo e andrebbe svolta con il metodo giusto per quell’obiettivo.







