Qual è il livello di fiducia nella comunicazione online da parte delle aziende italiane?
Giovedì 10 Gennaio 2008 - 10:36
di Fabio Sutto

Quando presentate ai potenziali clienti i servizi di internet marketing il feedback che ricevete esprime prevalentemente:
- Entusiasmo?
- Perplessità?
- Indifferenza?
- Diffidenza?
Certo, siamo nel 2008 e a parole oggi tutti si dicono interessati ad investire in rete, ma quando passiamo ai fatti spesso ci accorgiamo che i budget a nostra disposizione sono molto inferiori a quelli che il cliente è pronto a destinare per strumenti di marketing non certo innovativi, come la pubblicità nei giornali locali o addirittura nella cartellonistica stradale.
Anche nella ‘moderna’ Irlanda mi è capitato di vedere le pareti degli autobus tempestate con la pubblicità di un servizio destinato esclusivamente agli ‘internauti’: faccio una rapida verifica in Google e… non trovo nulla, il sito in questione non è reperibile neppure con il proprio nome come chiave di ricerca.
Spesso poi le aziende che ‘azzardano’ l’investimento in rete sembrano ossessionate dalla misurabilità dei risultati, come se questi ultimi invece fossero pacifici nelle altre forme di advertising.
Molti dei lettori di questo blog considerano giustamente già superati gli slogan come "primi nei motori!" e guardano con interesse al social media marketing, a Second Life e alle più disparate attività di “Digital PR”, ma la realtà è che persino quando le aziende si affidano ad agenzie di comunicazione, quelle tradizionali (che sono la maggioranza) propongono sempre la solita solfa: giornali, cartelloni, volantinaggio, radio locali e magari un sitarello internet (tanto per non apparire obsolete).
Qual è la vostra esperienza, come interpretate oggi questa situazione? Molti colleghi sia arrabbiano ma io penso che in realtà si tratti di un segnale confortante: il mercato deve ancora esplodere e stanno per aprirsi spazi enormi.
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Commenti
1
io penso che la diffidenza sia dovuta al fatto che spesso i clienti chiedono che sia loro fatto un sito ma senza curarsi della parte di marketing che necessariamente deve essere ad esso collegata. e non vedendo risultati snobbano lo strumento come mezzo di pubblicità.
non sanno che investendo un pochino di più i risultati saranno gli stessi se non maggiori visto il mercato e vista l’informatizzazione sempre maggiore.io oltre a lavorare per una webagency che offre servizi completi lavoro anche per un’agenzia pubblicitaria classica, che si ritrova sempre di più, recentemente a dover affrontare le richieste dei clienti che chiedono un sito. ma la richiesta è di un sito fine a se stesso e non so fino a che punto serva ora come ora se non come biglietto da visita :)
2
Il fatto è che le aziende/negozi per avere un sito che porti effettivo guadagno, dovrebbero anche “cedere” dando qualche informazione in più. Se notate in molti siti non ci sono prezzi. E’ come se camminaste per il centro vedendo bellissime vetrine senza cartelli. Non è una bella impressione, si pensa subito che il prodotto è troppo caro :(
# - postato da Sky - 10 Gennaio 2008 - 12:51
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Penso che: siamo indietro, come sempre, tutto qui.
Può anche essere un segnale confortante come dici tu, speriamo che ci svegliamo!
# - postato da Nemesis Design - 10 Gennaio 2008 - 13:27
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Secondo me le aziende cominciano a mostrare interesse per internet ma il problema è che spesso lo fanno nel verso sbagliato, non capendo che non basta buttare on-line un sito per avere un ritorno di qualche tipo.
In parte questo dipende dal fatto che molti, non conoscendo il mondo di internet, non sanno neanche bene cosa volere o cosa aspettarsi da un investimento sul web; è anche vero, d’altra parte, che talvolta vengono consigliati male.
Le agenzie di comunicazione tradizionali non sempre e non necessariamente hanno le competenze per occuparsi anche di internet. Ci sono poi molte aziende che si occupano specificatamente di web, magari anche molto preparate dal punto di vista tecnico, che però non sono in grado di consigliare e seguire il cliente per quanto riguarda la comunicazione e il marketing on-line.
Per questo forse, almeno per ora, molti preferiscono continuare ad investire su forme di pubblicità più tradizionali. Ma credo sia solo una questione di tempo…# - postato da Denise - 10 Gennaio 2008 - 15:50
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“…il mercato deve ancora esplodere e stanno per aprirsi spazi enormi…”
Fabio, è proprio al 100% così come tu hai detto…
e adesso quello che dobbiamo davvero fare è… trarne le naturali conseguenze e AGIRE!
# - postato da Piero Viscardi - 10 Gennaio 2008 - 16:59
6
Ciao a tutti,
mi conforta ulteriormente vedere che le nostre esperienze sono simili e che siamo tutti sulla stessa linea :)
# - postato da Fabio Sutto - 10 Gennaio 2008 - 22:33
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Concordo quanto dite, ma vorrei aggiungere che é un problema legato anche alla situazione italiana.
Mi metto nei panni di chi si prende il rischio ad aprire e investire su una azienda in un paese a bassissima crescita economica. Anche con un buon piano di marketing non é sempre detto che il mercato risponda come altrove.
Non conosco molte webagency che se la passino particolarmente bene nonostante il potenziale tecnico.
Ma sono ottimista, questo cambierà e come dice Fabio “il mercato deve ancora esplodere e stanno per aprirsi spazi enormi”.
Allora si farà la differenza tra chi dice di saper fare e chi invece lo dimostra.# - postato da Andrea Firetto - 11 Gennaio 2008 - 11:15
8
Allora si farà la differenza tra chi dice di saper fare e chi invece lo dimostra.
Speriamo!
Rimane il fatto che con questa crisi economica generale italiana sarà sempre difficile che il mercato esploderà, almeno secondo me.# - postato da Nemesis Design - 12 Gennaio 2008 - 13:24
9
Siamo concordi che non è la poca evoluzione italiana ma alcune convinzioni che ad oggi vanno cambiate. La strategia migliore è abbinare il web con tutte le immediatezze e le strategie delle agenzie di comunicazione. L’abbinamento è ottimale e il cliente si sente coccolato a 360° e non più solo a metà. Fondamentale è la creatività, l’innovazione. I clienti sono sembre ben informati (feedrss) ma non sanno come applicare ciò che leggono o sentono; altresì devono monitorare il ROI. Noi abbiamo creato una struttura che permette di fare tutto questo grazie all’esperienze specifiche che ogni partner ha.
# - postato da Active121 s.r.l. - 17 Gennaio 2008 - 13:22
10
Active121 dice
I clienti sono sembre ben informati (feedrss) ma non sanno come applicare ciò che leggono o sentono; altresì devono monitorare il ROI. Noi abbiamo creato una struttura che permette di fare tutto questo grazie all’esperienze specifiche che ogni partner ha.Ciao,
non sono così convinto che i clienti siano bene informati, anche lavorando con aziende molto grosse sinceramente non ho questa impressione (i feed rss poi sono fantascienza), piuttosto mi sembra che spesso abbiano bisogno di essere rassicurati e di sentirsi raccontare le favole…
Il fatto stesso che sentano la necessità stringente di monitorare il ROI, pur essendo gli investimenti nel WEB ridicoli rispetto a quelli nella pubblicità tradizionale, è indice della diffidenza di cui parlo…lo misurano il ROI della cartellonistica?
Invece sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che l’approccio vincente sia quello a 360°
# - postato da Fabio Sutto - 24 Gennaio 2008 - 09:29
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Il dato oggettivo è che oltre alla generale e diffusa ignoranza di moltissimi imprenditori, non vi è ancora stata una fusione tra il mercato “dot.com” ed il mercato reale. Internet in questo caso e nella maggior parte dei casi è utilizzata solamente come strumento promozionale “integrativo”. L’evoluzione dall’impresa fatta di mattoni a quella totalmente “virtuale” non c’è ancora stata; o si è di qua, o di la.. Ma in futuro si apriranno spazi di lavoro che oggigiorno sono impensabili!







