Il posizionamento non può inventare utenti che non esistono
Mercoledì 10 Gennaio 2007 - 10:13
di Francesco de Francesco

Una cosa che spesso mi trovo a discutere è il concetto di numero massimo degli utenti che navigano il Web per un certo settore.
Spesso mi sento fare la domanda “Scusi, ma il posizionamento quanti visitatori mi può portare?” a cui segue una discussione sul perché per quanto ben posizionato, il traffico che il sito riceverà non può essere superiore a quello esistente per il settore di cui fa parte.
Lasciamo per un momento perdere la pubblicità e facciamo un esempio sulle scarpe da flamenco (ma ovviamente potremmo prendere in considerazione qualunque altra cosa specifica).
Se in Italia ci sono 5 mila ballerini di flamenco, solo una parte di questi è disponibile a comprarle on-line. Diciamo il 50%, cioè duemilacinquecento.
Una volta che hai ottimizzato il sito nel migliore dei modi, ha inserito tutti i testi che saturano le SERP per tutte le parole chiavi di tuo interesse, hai inserito link ed articoli in tutti i portali e blog a tema, reso il sito ed il prodotto presentato attrattivo per i tuoi utenti, ulteriori sforzi saranno inutili. Riceverai, poniamo, 100 visitatori.
Arriva a questo punto qualcuno che ti propone un sistema per far passare i tuoi visitatori da 100 a 1000. Questi visitatori fanno parte del tuo mercato?
In sostanza, prima di posizionare un sito (e forse anche meglio, prima di farlo) dovremmo porci questa domanda. Il mio settore, che potenzialità può esprimere su Internet? Il posizionamento ha poi lobiettivo di raggiungere tutti i potenziali attori di queste opportunità.
Esiste un errore di fondo, quindi, in molte discussioni. Si sbaglia a credere che migliorando il posizionamento aumentino ad oltranza le opportunità, senza un limite preciso. In realtà un limite esiste. Il traffico può aumentare, non le opportunità.
Responsabilità di un Consulente Web Marketing, quindi, è aiutare il cliente ad individuare obiettivi realistici per il proprio progetto. Senza un obiettivo realistico, tutto il resto è aria fritta.
Ovviamente escludiamo da questo discorso i nostri tentativi di influenzare chi non è interessato. Esistono varie scuole di pensiero, a questo proposito. Cè chi è convinto che si possa influenzare chiunque a far qualunque cosa, quindi un mercato predefinito di fatto non esiste, cè chi crede che si possa solo tirar fuori ed evidenziare una necessità che allo stato seminale in realtà esiste in certi (speriamo tanti) utenti. Un mercato potenziale, in realtà, esiste sempre ed ha un suo preciso contorno.
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Commenti
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parole sante!
…. che a la maggior parte dei clienti non piacciono
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Esiste un errore di fondo, quindi, in molte discussioni.
…e non solo in queste!
# - postato da Simone Onofri - 10 Gennaio 2007 - 11:42
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Ciao Fra ;)
A quanto pare il discorso etico è sempre piu di attualità tra chi si occupa di webmarketing e posizionamento.
Il tuo ottimo articolo per avere l’effetto che tutti noi desideriamo dovrebbe esser pubblicato su repubblica.it oltre che su questo sito visitato per lo più da operatori del settore e smanettoni.
Solo in questo modo l’utenza (i clienti) potrebbero cominciare a comprendere la nostra lingua ed evitare di esser presi in giro ;)
Un abbraccio
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a questo punto sarebbe interessante capire se ci sono mezzi (che non siano costose analisi) per capire più o meno qual’è il “parco visitatori” per questo o quel settore…
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@TheClue
I mezzi ci sono, per fortuna. Presto ne scriverò.
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Ti sbagli, secondo me non esistono 5.000 ballerini di flamengo in Italia…
:)
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Ottimo articolo.
[quote]I mezzi ci sono, per fortuna. Presto ne scriverò.[/quote]
Aspetto con ansia!
# - postato da Trx - 10 Gennaio 2007 - 17:02
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Caro Dalla…. si scrive (e si dice) flamenco non flamengo! e quanto ai 5000 ballerini… se si contano solo i professionisti sono sicuramente meno…. se si contano anche gli “amatori” ma meglio dire amanti… non saprei.
ciao# - postato da anna - 21 Febbraio 2007 - 12:24







