Quelle trite metafore..

Mercoledì 9 Aprile 2008 - 08:26

di Cesare Lamanna

Web Design

Credo che vi siate soffermati a pensarci qualche volta anche voi (a me è capitato l’altro giorno davanti alla copia scintillante dell’ultimo Office). Si parla di icone e delle metafore associate ad esse nelle più comuni interfacce desktop e web. Secondo Thomas Baekdal alcune di queste metafore non hanno più tanto senso e magari potrebbero essere cambiate. Che senso ha, dice, continuare ad usare l’immagine del floppy per indicare il salvataggio dei dati? E che dire della busta (o del francobollo, come su Apple Mail) per la posta elettronica? Tutto un po’ obsoleto, insomma, meritevole forse di una rinfrescatina.

In realtà credo sia il primo a sapere che la forza di certe metafore consiste proprio nell’essere divenute dei veri standard visivi e mentali, e che difficilmente possiamo aspettarci di vedere sparire l’iconcina del floppy nella prossima versione di Word. Certo non mancano ambiti in cui la sperimentazione di nuove idee potrebbe essere interessante. Voi come vi regolate nei vostri progetti per il web? Andate sempre sul classico oppure ogni tanto vi consentite delle stravaganze?

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Commenti

1

Per lavori importanti e delicati mi affido allo standard classico. Semplificare la vita all’utente è la prima cosa e, quindi, icone standard.
Per l’uso sul mio blog o su un sito di divertimento/sperimentazione provo invece nuove icone. Anche se, ammetto, preferisco il testo puro e semplice alle icone.

# - postato da Paolo - 09 Aprile 2008 - 09:00

2

Metafore classiche, altrimenti si disorienta l’utente che potrebbe dire/pensare “Ma dove diavolo è…?”. ;-)

# - postato da Laurami - 09 Aprile 2008 - 09:10

3

Metafore classiche, sebbene il vecchio floppy come idea di salvataggio è ormai veramente obsoleta!!però questo è un modo per non disorientare l’utente. Sarebbe curioso che qualche applicazione uscisse con nuove metafore, per vedere quanto un addetto del settore potrebbe trovarsi disorientato con il nuovo set di icone.

# - postato da paolo - 09 Aprile 2008 - 09:18

4

Credo che l’utenza media sia ancora molto legata alle icone standard. La velocità con cui si sviluppa il web, a mio avviso, non è proporzionale alla velocità di assimilazione degli utenti che reputo sia un poco più lenta, di conseguenza per facilitare le azioni mi affido ancora alle icone classiche.

# - postato da Antonio - 09 Aprile 2008 - 09:27

5

Metafore classiche… anche perchè semplicemente più belle. L’idea di avere concetti comuni espressi da icone vintage a me piace molto, fosse per cambieremmo il notepad con pergamena e piuma d’oca.

# - postato da \\Dav - 09 Aprile 2008 - 09:33

6

Ma sai che queste metafore sono così radicate che neanche ci avevo fatto caso al fatto che alcune siano davvero preistoriche? Tipo il floppy… Però come si fa a cambiarle così, di punto in bianco?

La cosa divertente è che, tempo 10 o 15 anni, i giovani utenti vedranno quello strano simbolo quadrato che sono abituati a cliccare per salvare i documenti e i più intraprendenti si chiederanno da dove arrivi… E allora lo domanderanno a quelli della nostra generazione, gli ultimi a sapere questo arcano segreto.

# - postato da Marcello - 09 Aprile 2008 - 10:14

7

Alcuni simboli sono ormai obsoleti, questo è vero, ma è proprio il tempo trascorso che li ha fatti diventare degli standard.

Sostituire delle icone con altre mai viste è una mossa avventata, il più delle volte porterà seri problemi di usabilità.

# - postato da Tom - 09 Aprile 2008 - 10:14

8

Stavo per scrivere una cosa identica a quella che ha scritto marcello, solo che non credo che dovremo aspettare 10 o 15 anni, il mio cuginetto di sette anni quando ha visto un disco in vinile mi ha detto “ma che CD grande!”.

# - postato da Giovanni Battista Lenoci - 09 Aprile 2008 - 10:59

9

Io uso le icone Tango! giacchè sono frutto di studi approfonditi di gente che ne sa molto più di me e ci dedica tutto il tempo e la passione necessarie.

# - postato da William Ghelfi - 09 Aprile 2008 - 11:56

10

Proprio sulle Tango, icone di default di gnome, c’è da dire che già da tempo il floppy è stato sostituito da un’immagine dell’hard disk con una freccia sopra, secondo me molto più attuale.

C’è da dire anche che in Gnome sotto le icone di default c’è pure la descrizione (in questo caso “Salva”), quindi non è difficile capire a cosa serva.

# - postato da Fredx - 09 Aprile 2008 - 19:29

11

un cambiamento ci può stare, ma concordo che bisogna dare degli aiuti in più tipo -> icona nuova e sotto relativa etichetta…

ormai il floppy, la busta..fanno parte del quotidiano…sono standard per quasi tutti…

# - postato da giorgio - 10 Aprile 2008 - 09:41

12

Il floppy, l’ho spesso pensato anche io, ormai molti PC e i mac non hanno neanche più il drive di supporto (te lo devi comprare esterno. I nuovi utenti sapranno a stento che cosa è, e fra qualche anno sarà solo un pezzo storico. La domanda interessante è quale simbolo semplice e facilmente riconoscibile, può allo stato attuale rappresentare quella funzione/operazione?

Per quanto riguarda il francobollo di apple mail, mi trovo a dissentire, è il più classico e semplice dei simboli, mai caduto (e spero che mai andrà) in disuso. La posta, le lettere (quelle reali) sono ancora adesso un simbolo univarsalmente riconosciuto, al quale tutti possono far riferimento per comprendere l’utilizzo del servizio offerto dal software in questione.

# - postato da Stefano - 14 Aprile 2008 - 09:29

13

La metafora, come figura retorica, si basa sul concetto di somiglianza e non su quello di identificazione. Ciò che é qui importante è il paradigma esibito nel trasferimento di un effetto di senso da un significante ad un altro. Non importa la sua ‘attualità’ ma la sua efficacia che, spesso se non sempre, non ha alcunché a che fare con la sua verità (attuale o meno) e sempre è arbitrario.
Dire ‘fumi come un turco’, non afferma la verità statisticamente rilevante che i turchi fumano più di tutte le altre etnie e quindi sono da prendere come termine di paragone, exemplum di verità. Affermiamo con questa metafora che, nel regime semiotico preso in considerazione, al turco viene associato un pattern semantico nel quale è presente la proprietà di fumare molto. Che sia vero o meno non importa.
Insomma, vige la regola della retorica come arte della comunicazione che Aristotele pose nella Poetica. Verosimiglianza e non verità.
In altre parole, non importa che il floppy sia antiquato. Importa invece la verosimiglianza della relazione tra il primo termine (icona) e ed il secondo (atto del salvare). Finché questo rapporto é verosimile esso é efficace.
Ed è questo il suo compito.
Che poi si voglia dare una rinfrescatina, va pure bene. Attenti però a non violare le regole semiotiche della verosimiglianza, pena, come qualcuno ha giustamente affermato, gettare l’utente nel rumore percettivo più completo il che vuol dire che non abbiamo fatto bene il nostro lavoro.

# - postato da semioticmonkey - 19 Maggio 2008 - 09:40

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