Leggete questa news: il player Zune di Microsoft è venduto moltissimo nella colorazione marrone. E chi lo avrebbe mai detto. Il responsabile marketing del player spiega che il marrone è un colore che “polarizza” l’utenza. Insomma, o piace molto o non piace proprio. A chi piace molto, però non c’è alternativa: visto che l’iPod marrone non esiste, si tenderà  ad acquistare Zune.

Ora mi chiedo: quando sviluppate le vostre produzioni sul web, su cosa vi basate nelle scelte cromatiche? In questo post Fradefra ne aveva già  parlato. Ogni colore ha un suo significato, ma spesso ci abbandoniamo ad altri ragionamenti, ed è questo che chiedo: andate a istinto? Chiedete al committente? Partite dal logo? Oppure scegliete effettivamente secondo quello che ogni colore significa e può rappresentare? (chi risponde di sì a quest’ultima opzione sia convincente perchè non ci crederà)

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Bisognerebbe fare degli studi in proposito, forse ci sono altre sfumature psicologiche dietro ai colori che non il semplice "rosso=passione".
Sicuramente ci sono fortissime componenti sociologiche che stanno a monte. E' ovvio che il contesto storico-geografico in cui siamo condiziona in modo preponderante il nostro modo di essere, di pensare e di fare pubblicità . Ma proprio perché ci siamo dentro non é sempre facile avere il distacco necessario per individuare e riconoscere certi elementi. C'é qualcosa di più ampio del "rosso=passione". Ed é talmente grande e ci siamo talmente vicini che non lo vediamo.
Ed in tutto ciò annegano le mille parole che facciamo per ottenere dei risultati ottimali.
Già . E' disarmante, lo so. Dall'esperienza lavorativa che mi sono fatta negli ultimi anni, a volte (ma non sempre per fortuna) penso che é meglio essere web designer ignoranti e felici che web designer informatissimi e con i conflitti interiori... Tanto é sempre quel pervertito del cliente ad avere l'ultima parola! Scherzo! ^________^

Cheope
Cheope

Cheope, il tuo commento é tanto semplice e lineare quanto veritiero. Bisognerebbe fare degli studi in proposito, forse ci sono altre sfumature psicologiche dietro ai colori che non il semplice "rosso=passione". Ed in tutto ciò annegano le mille parole che facciamo per ottenere dei risultati ottimali.

Giacomo
Giacomo

Alla scuola di grafica pubblicitaria ti insegnano una marea di cose. Ti insegnano la cromatologia, ti insegnano cos'é un coordinato d'immagine, ti insegnano che un logo é un buon logo solo se é semplice e riconoscibile anche se riprodotto in bianco e nero e ridotto ad 1 cm quadrato. Tante belle cose, tante belle teorie che poi alla fine vengono uccise nel nome della soddisfazione del cliente. Ti insegnano anche questo, a buttare nella spazzatura anni di studio pur di accontentare i clienti, anche i più irragionevoli, perché giustamente "sono loro che pagano". La maggior parte dei clienti ha un'interesse viscerale naturale verso la grafica, proprio perché é un po' come se fosse la loro faccia. In campo web dopo tutto il sito é il volto del nostro cliente su internet, perciò é giustificabile che voglia una grafica che rispecchi il suo modo d'essere o come vorrebbe essere. Che questo poi porti la maggior parte delle volte a risultati graficamente poco cristani non importa. Perché alla fine la maggior parte dei clienti fa i siti per se stessi, non per gli altri. E' un sottile gioco psicologico, una sorta di narcisismo perverso. Richiama quel topos culturale tipicamente italiano un po' yuppie e un po' anni 80 del "sei ciò che possiedi".

Cheope
Cheope

Domanda ulteriore: visto e considerato il fatto che la comunicazione dovrebbe essere organica; visto e considerato il fatto che a volte si parte da zero e a volte da situazioni pregresse; si ragiona spesso con interviste conoscitive; insomma, ragionate mai sul fatto che le scelte compiute devono integrarsi con un bel biglietto da visita, una bella insegna luminosa, una bella brochure? Le scelte sono compiute unicamente nell'ottica del web o c'é un qualche ragionamento che unisce il valore grafico? La domanda ha una risposta intrinseca ovvia. Ma nella realtà , perché non c'é tempo e perché raramente il cliente sa apprezzare, i fatti vanno in tutt'altro modo.

Giacomo
Giacomo

Siamo già  un po più ragionevoli che quel responsabile del marketing Microsoft..... Decisamente meglio....

ratamusa
ratamusa

Personalmente parto sempre da una dettagliata intervista con il mio cliente, mi piace essere il più possibile fedele alle aspettative ed alle esigenze di chi vuol mettere la propria azienda o se stesso sul web; mi sento un mezzo per l'espressione di un desiderio, per la realizzazione di un "sogno", per la concretizzazione di un piano di marketing dove una parte é anche dovuta ad una presenza sul web; così la mia creatività  ha spesso un binario molto preciso da seguire... il che penso sia meglio nella maggior parte dei casi; questo naturalmente riguarda soprattutto la scelta dei colori nell'impaginazione di un sito web; beh naturalmente certe volte devo fare i conti con delle richieste un pò azzardate, ma fino ad ora sono riuscita a dimostrare cosa funziona e cosa no: spesso mi é successo di spostare totalmente la richiesta del cliente (tipo fondo tutto arancione con testo in verde perché magari il logo aziendale é arancione e verde...) su layout decisamente più user-friendly... Ritengo quindi che nella scelta di un layout al primo posto debba esserci un rispetto di tutto il pregresso comunicativo nel caso di una azienda già  sul mercato o comunque delle richieste del cliente in un giusto equilibrio tra fattibile e desiderabile... in un gioco armonico di testo, colori ed immagini per un prodotto di qualità , pensato per chi poi lo usa

Francesca
Francesca

Alcune considerazioni di Marketing obiettivo e neutrale, senza partigianerie (non saprei che farmene di quei due marchingegni): é solo una maniera per screditare il rivale.... Le sfumature dei colori sono infinite e prima o poi alla Microsoft trovano quella assente nella gamma del rivale: sono pagati per quello... Faccio inoltre presente che le percentuali del zune nel mercato sono quasi trascurabili, anche tenendo conto del suo recente arrivo e delle sue incompatibiltà  con altri prodotti della Microsoft. Ah....Due cose: Il marrone é scelto, generalmente, dai sognatori e, quella risposta é stata,secondo me, un esempio di marketing molto partigiano, forse un po' troppo ........

ratamusa
ratamusa

Credo che ci siano varie situazioni. Se si parla di una nuova linea di comunicazione, che parte da zero, si possono prendere molte strade, applicando varie strategie. In questo caso, direi che studierei i colori in relazione a ciò che voglio comunicare. Spesso, però, si lavora a cose che hanno pregresso, una vita vissuta e dei precedenti. In quei casi, spesso si hanno le mani legate.

fradefra
fradefra

Bisogna valutare per chi si sviluppa il prodotto web. Spesso le aziende hanno già  realizzato del materiale cartaceo per la comunicazione tradizionale ed é difficile non tenere conto di questo, anche perché, spesso sono fieri. Per assurdo, comincio a pensare ai colori che non bisogna usare valutando anche il materiale fotografico... Altre volte si seguono le mode (vedi: colori web2) Certo, il sito di un ristorante tipico non lo penserei mai viola... Ad ogni modo, parto dallÂ’esistente: rappresentazione di ciò che cÂ’é. Questo mi da buoni risultati a livello di appagamento del cliente (il cliente apprezza il lavoro) Purtroppo, pur facendo questo, a volte penso sia sbagliatoÂ… Per quale motivo il nostro ristorante tipico dovrebbe avere il verde predominante? Vado dal cliente: lo chef é una “donnona” sessantenne, focosa, vigorosa e chiacchierona. Perché non proporgli un rosso e giallo focoso? Chi visiterà  il sito avrà  la percezione della forza della tradizione e della tipica. Ma mi conviene rischiare con il cliente? Non so, é difficile. Chi é nato con il web ha grosse difficoltà . A volte i webdesigner sono laureati in Scienze Politiche, più spesso in IngegneriaÂ… Chi é nato con la scuola di grafica&comunicazione tradizionale (copy fotografo) non sa nemmeno cosa siano i CSS.. Le prime volte che lessi questo blog mi sono chiesto: perché verde? Come prima cosa ho pensato subito ai colori "naturali" della css-mania, quindi scelta di "moda" ed ideologica. La seconda cosa fu quella di pensare ad un “distacco voluto” dallÂ’autorevolezza del blu di HTML.it, Verde: per cercare di armonizzare e coinvolgere i lettori e portarli al commentoÂ… NATURALMENTE COME SI SUOL DIRE: UNA MIA SEMPLICE OPINIONE

Demetrio Polimeno
Demetrio Polimeno