Sia l´edizione gratuita che quella a pagamento si baseranno su un ibrido tra la virtual machine HotSpot di Sun (quella attuale) e JRockit, un´implementazione proprietaria della JVM acquistata da Oracle stessa circa otto anni or sono e utilizzata nelle sue soluzioni middleware. La fusione tra i due software era già stata annunziata all´inizio di quest´anno.

Secondo Messinger, chi usa la JVM non deve preoccuparsi di eventuali costi aggiuntivi, dal momento che

facciamo già tanti soldi grazie a Java per altre vie.

Oracle intanto dichiara, per bocca di Henrik Ståhl, che l´aver rifiutato ad Apache Harmony il riconoscimento quale implementazione di JVM non implica alcuna volontà dell´azienda di tagliar fuori un potenziale rivale. Resta da vedere se sarà davvero così.

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