Se invece optiamo per una licenza open source assicureremo un'elevata personalizzazione del prodotto. Inoltre daremo la possibilità alla community di prendere il nostro posto nel momento in cui decideremo di terminare l'implementazione di un determinato progetto. Il codice open infatti, almeno in teoria, "non muore mai" e può essere riciclato all'infinito. Per questo motivo oggi vogliamo presentarmi 5 delle licenze open source tra le quali scegliere.

MIT License

Partiamo dalla MIT (Massachusetts Institute of Technology) License. Ha origine proprio nel famoso ateneo statunitense e per molti rappresenta la migliore scelta per i progetti liberi e aperti. Con questa licenza sarà possibile fare ciò che si desidera con un sorgente, basterà indicare la giusta attribuzione agli autori. Viene utilizzata da migliaia di progetti tra cui JQuery e Rails.

Apache License 2.0

Andiamo ora su Apache License 2.0, la licenza dell'omonima fondazione. È molto simile alla MIT, tuttavia non permette ai developer di cambiare nome al progetto, è però possibile utilizzare il codice liberamente. La licenza viene utilizzata da diversi progetti tra i quali, per esempio, il sistema di controllo versione SVN.

GPL

È il turno della GPL (General Public License), si tratta della licenza open source più utilizzata e più nota in assoluto. Da la possibilità a tutti di usare, modificare, distribuire ed eseguire il codice liberamente, la sua caratteristiche principale è però quella di essere "virale": puoi fare ciò che desideri del codice, ma questo deve restare sempre sotto licenza GPL.

Ciò vuole dire che ogni developer che apporta delle modifiche al codice di un progetto sotto GPL dovrà dare la possibilità a tutti di avere accesso alle sue patch, andando quindi a creare un ecosistema di scambio equo. Il kernel Linux utilizza la GPL (e le sue varianti), così come diversi altri progetti tra cui WordPress e Git.

BSD License

Veniamo ora alla BSD(Berkeley Software Distribution) License, prende il nome dalla celebre università californiana. Si tratta di una delle licenza open source con meno restrizioni, permette la modifica, la distribuire e l'esecuzione del codice liberamente e, inoltre, non impone che le modifiche restino sotto la stessa licenza, né che i progetti derivati mantengano lo stesso nome.

Questa licenza ha fatto in modo che diversi software open source diventano la base per progetti proprietari, Sony ha utilizzato ad esempio le distribuzioni BSD per realizzare il sistema operativo da utilizzare nelle sue console.

EPL

L'ultima licenza di questa selezione è la EPL (Eclipse Public License). La EPL (1.0) permette l'uso commerciale del software senza che i destinatari debbano pagare. È permesso usare, modificare, copiare e distribuire il codice e le sue versioni modificate.

Secondo i creatori della EPL chiunque distribuisce il proprio lavoro dovrebbe concedere a tutti la possibilità di utilizzarlo e studiarlo in ogni sua parte. Viene utilizzata principalmente dalla fondazione Eclipse per il suo omonimo IDE.

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