Il rilascio di questo standard open source, unito al lancio di servizi web come Google Font o Open Font Library, ha permesso di accedere ad un'immensa collezione di font disponibili sotto licenza open source e facilmente utilizzabili tramite qualsiasi browser web.

L'effetto della tipografia web è abbastanza complesso da misurare e, malgrado siano passati diversi anni dall'introduzione di servizi come Google Font, è difficile valutarne l'impatto sugli utenti. Quando i font sono divenuti disponibili gli utenti questi hanno avuto la possibilità di installarli manualmente per poterli utilizzare sul proprio sistema, ovviamente non era però facile gestirli senza appositi tool, ecco perché sono nati diversi software per questo scopo e i gli sviluppatori dei sistemi operativi hanno imparato ad includere dei programmi dedicati a questo aspetto.

Ma se per l'utente standard le difficoltà si riducono alla gestione della propria libreria di font, per chi invece crea un prodotto multi-lingua le cose si fanno più ardue. Infatti spesso i glifi latini non sono compatibili con le lingue non-latine e cosi via. I designer spesso si ritrovano quindi a dover trovare il giusto compromesso per uniformare lo stile dei glifi con più lingue possibili.

Con la diffusione dei portali d'informazione a livello internazionale spesso si è scelto di mantenere uno stile e una formattazione uniformati, scelta che però spesso si scontra con la selezione dei font disponibili per più lingue.

Anche le formule e le espressioni matematiche possono avere problemi con determinati tipi di font e chi si occupa delle pubblicazioni online deve tenere sempre in considerazione questi fattori. Solitamente i font commerciali vengono rilasciati con un insieme di manuali e documenti allegali che aiutano i creatori e i gestori di progetti Web based nei lavori di adattamento, fornendo anche supporto dedicato.

Diversi font open source spesso non godono di un supporto di questo tipo, essendo però disponibili sotto una licenza libera è sempre possibile distribuirne le specifiche cosi da agevolare il lavoro dei developer di terze parti. Esistono ad esempio iniziative come SIL Gentium o Bungee che mirano proprio a questo scopo.

Esistono però degli ostacoli tecnici che la community dovrà risolvere nel prossimo futuro. L'AppStream metadata standard definisce per esempio pochi e specifici parametri per i font file, sarebbe quindi necessario che la community desse vita ad un nuovo standard open source per i font metadata.

Via Nathan Willis

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