Bias Tracker è ancora in fase sperimentale ed è stato testato durante le elezioni politiche italiane del 4 marzo. Di base la piattaforma può essere utilizzato per la verifica di qualsiasi contenuto presente in Rete (sito di news, blog, profilo social), ma nel caso specifico è stata impostata per valutare il "sentiment" delle pagine Facebook gestite dai più importanti media della Penisola nei confronti dei candidati.

Le parole sono importanti

Ma cosa si può fare esattamente con Bias Tracker? Esso funziona tenendo conto del fatto che l'impiego di determinati termini in un testo (un articolo, un blog post o una condivisione su un social network) rivela l'opinione ("sentiment") del suo autore nei confronti di un tema. Bias Tracker analizza quindi la ricorrenza di tali parole e il loro posizionamento nei confronti un certo argomento e ne valuta, appunto, il "sentiment".

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L'obiettivo finale è quello di rilevare se un insieme di testi presenti su uno stesso sito Web siano viziati o meno da un pregiudizio.

L'algoritmo del "sentiment"

Bias Tracker utilizza un algoritmo sviluppato appositamente per individuare automaticamente il "sentiment" relativo a un'entità, ad esempio una persona, un luogo o un oggetto, e ne tiene traccia. Fatto questo è in grado di mostrare come si sviluppa nel tempo il "sentiment" nei contenuti che includono quell'entità attraverso grafici a barre chiamati 'sparkline'.

Bias

Gli utenti possono quindi cliccare sui grafici per visualizzare i singoli post di Facebook e i post, così come i loro punteggi per quanto riguarda il "sentiment".

Operatività e prospettive

Bias Tracker è attualmente un prototipo, ma grazie all'analisi di oltre 57 mila post, 22 fonti e oltre 14 mila entità è già in grado di illustrare con una buon livello di precisione il "sentiment" dei media italiani.
Come anticipato, la fase di test in occasione delle Politiche 2018 ha riguardato unicamente i post su Facebook, ma si tratta di una prima prova del fatto che l'automazione è la chiave per analizzare un contenuto su larga scala.

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Una volta completato lo sviluppo di Bias Tracker, esso potrà essere adottato per analizzare il "sentiment" di un sito Internet o di un profilo social nei confronti di un tema e sarà utile a partiti politici, Ong, aziende e organizzazioni per scoprire se l'atteggiamento nei lori confronti venga viziato da pregiudizi.

Il prototipo di Bias Tracker è stato rilasciato sotto licenza open source, è disponibile sul code hosting di Github ed è stato progettato con API RESTful.

Progettato da Ugo Barbàra, giornalista di Agi, con gli sviluppatori Douglas Arellanes ed Edouard Richard e con la collaborazione dell'Università e dell'Ifg di Urbino, Bias Trackerè stato creato grazie al supporto del programma Tech Camp.

Via Bias Tracker

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