Analisi dei referrer: le opportunità commerciali

Venerdì 7 Novembre 2008 - 10:53

di Francesco Gori

Web Marketing

Uno dei controlli di base che faccio giorno per giorno sui siti che gestisco riguarda la provenienza dei visitatori (Fonti di Traffico). In particolare, tra i miei report preferiti, c’è quello dei Referrer (Siti di Provenienza).

Da un’attenta analisi dei referrer si possono conoscere le conversioni generate da ognuno di questi siti, si possono scoprire citazioni e nuovi link esterni ed è possibile farsi un’idea degli intenti che spingono alcuni dei visitatori ad atterrare sul sito monitorato.

Ma una volta presa coscienza delle tendenze nascoste tra i numeri, che fare?

Un possibile studio da condurre riguarda il valore, in termini di opportunità commerciali, che i referrer offrono.

In sostanza, si tratta di trovare una risposta a domande del tipo:

  • Ci sono opportunità di partnership con i siti che mi portano conversioni?
  • Come posso trarre vantaggio da un nuovo link, oltre al posizionamento sui motori?
  • Quali aspettative hanno i visitatori che arrivano da un determinato link?

Porsi il proprio set di domande giorno per giorno significa essere pronti a cavalcare il mercato nei momenti propizi. Voi li analizzate con costanza i referrer? Siete mai riusciti a sfruttare commercialmente questo tipo di informazioni?

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Commenti

1

Li controllo ma non sono mai riuscito a sfruttarli appieno.

# - postato da Mattia - 07 Novembre 2008 - 15:05

2

Io non so come controllarli!

Google Analytics elimina la query string dei referer…

altri siti tipo statcounter.com limitano a pochissimi log la versione gratis…

quindi…

# - postato da Mario - 08 Novembre 2008 - 01:29

3

@Mario

Google Analytics, con un filtro chiamato Full Referrer, permette di risalire all’URL del sito di provenienza.

Trovi una breve spiegazione (ma ottima) sul blog personale di Marco Cilia: http://blog.tambuweb.it/2007/0.....-completi/.

# - postato da Francesco Gori - 08 Novembre 2008 - 19:58

4

@Tutti
Provate domodomain… Poi mi direte… il costo è irrisorio, ma ti da miliardi di informazioni.
TI permette di taggare, raggruppare, filtrare, etc. gli accessi, di essere avvertito tramite e-mail quando un referrer torna a farci visita…

Insomma, c’è da lavorarci un po’…

Non dico che in azienda serva una persona per far solo quello sia chiaro, ma potrebbe essere un ulteriore strumento messo in mano al Servizio Commerciale.

# - postato da DAG - 10 Novembre 2008 - 14:39

5

Io li osservo tutti i giorni, per tutti i siti che gestisco. Credo sia una delle cose più importanti.

Prima cosa, quando trovo un sito che mi invia visitatori, vado a vedere di che si tratta. Se è una recensione o una citazione, metto sempre un intervento, per completare o per ringraziare.

Poi alla lunga, faccio i miei conteggi per stabilire dove conviene essere presenti, il genere di argomento, ecc.

Finora ho sempre monetizzato :)

# - postato da fradefra - 10 Novembre 2008 - 19:05

6

@Dag
Mi piace l’idea di Web Analytics e Servizio Commerciale: rende proprio l’idea di un qualcosa mirato all’azione, a vantaggio delle aree aziendali che non sono strettamente legate al web (a mio parere uno degli obiettivi primari della web analytics!!).

# - postato da Francesco Gori - 10 Novembre 2008 - 20:30

7

Forse sono io che non ho capito, ma…..
Prima di darsi tanto da fare, non sarebbe opportuno capire che lega i siti di provenienza del link e qullo di destinazione?
Grazie a chi mi vorrà spiegare…

# - postato da Ratamusa - 12 Novembre 2008 - 09:35

8

@Ratamusa
Non ho capito la tua domanda, potresti spiegarti meglio?

# - postato da Francesco Gori - 12 Novembre 2008 - 17:49

9

Subito….
L’analisi del sito di provenienza(approfondita, immagino) implica un certo lavoro, per capire, cosa li spinge a visitarci,cosa cercano eccetera….No?
Bene…
Prima di fare tutto quel lavoro non è opportuno vedere quale legame c’è tra il nostro sito e quello di provenienza della visità?
Voglio dire….Se noi e loro parliamo di cose diverse e senza alcun legame, perchè dobbiamo darci da fare per eseminare quel referrer?
Dai messaggi che mi precedono sembra che dobbiamo darci da fare comunque….

Grazie….

# - postato da Ratamusa - 12 Novembre 2008 - 18:06

10

@Ratamusa
Concordo sul primo punto:

l’analisi del sito di provenienza (…) implica un certo lavoro, per capire cosa li spinge a visitarci, cosa cercano …

…ma non sul secondo!

se noi e loro parliamo di cose diverse e senza alcun legame, perchè dobbiamo darci da fare per esaminare quel referrer?

Perchè possono esistere delle associazioni mentali inconsce nell’essere umano che noi markettari non sempre possiamo riconoscere al volo, ma che una volta scoperte possono essere sfruttate.

Per fare un esempio assurdo: pubblicizzare un negozio di barche sul sito di un centro di golf. In italia chi gioca a golf per hobby è ricco, gli piace l’aria aperta, la bella vita, lo sport tra la natura e magari anche il mare, la navigazione, la barca vela, ecc ecc…

Il mio è un esempio estremo per dire che una controllata, in ogni caso, fa sempre bene…. non si sa mai!

# - postato da Francesco Gori - 12 Novembre 2008 - 23:38

11

Anche sul secondo….
Nel caso dell’esempio da te riportato, il legame c’è:un’opportunità per il visitatore tipo e un legame tra l’argomento del sito e i probabili interessi dei suoi utenti.
È pure la risposta che cercavo per la mia domanda…

Grazie…

# - postato da Ratamusa - 13 Novembre 2008 - 09:55

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