Google brevetta l’home page…di Yahoo!

Lunedì 7 Settembre 2009 - 08:29

di Massimiliano Scorza

Motori di ricerca

Nessuna casa può essere come la mia. La mia casa è bianca, ha un text-box nel mezzo e sotto questa dei bottoni. È una casa semplice, senza pretese.

Google ce l’ha fatta. Dopo quasi un lustro di attesa, l’ufficio brevetti statunitense ha confermato che l’home page di Mountain View è di fatto unica e irripetibile. Quindi chi copia paga. I brevetti funzionano, ridotti al cinismo più estremo, in questo modo.

L’home page della maggior parte dei motori di ricerca è molto simile, per non dire identica, a quella di Google.

Nessuno, però, ha fatto menzione di un piccolo particolare. Yahoo vide la luce nel 1994 e Altavista nel 1995. Non ditemi che non ricordate le loro prime home page. Se soffrite di perdita di memoria potete dare un’occhiata qui e qui.

Quanto impiegheranno a Sunnyvale a ricordarsi com’era fatta la prima home page di Yahoo, che nel frattempo ha mangiato Altavista, e gridare al mondo che se mai una home page deve essere brevettata, spetta a loro il primato?

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Commenti

1

Il sistema dei brevetti americano andrebbe rivisto. In Europa non è possibile brevettare il software, tanto meno una home page.

# - postato da malex - 07 Settembre 2009 - 11:56

2

malex ci stai dicendo che da oggi posso affermare che in Europa Windows l’ho inventato io? … io sono a favore di questi brevetti, purche’ ci sia del buon senso nell’approvarli.

Google ad esempio ci fornisce una valanga di codice o serivizi gratuiti ma la chiave del suo successo e’ stata sempre la semplicita’ e velocita’ di caricamento della sua home page con immagini “logose” che ricordano eventi. Non si tratta di iGoogle e del drag & drop di componenti, si tratta della storica scelta vincente che ha reso big G quello che e’ oggi.

Microsoft ad esmepio non saprebbe nemmeno cosa brevettare, con tutta la confusione che ha fatto con live, bing, e quel che sara’ di Yahoo a breve …

# - postato da andr3a - 07 Settembre 2009 - 12:05

3

Guarda che se leggi il testo del brevetto c’è specificato che c’è fondo bianco, logo, la textbox in mezzo alla pagina bianca, 2 bottoni e una serie di link allineati orrizontalmente.
Non mi sembra che gli esempi da te riportati siano così. I brevetti vanno letti quasi “alla lettera”.

# - postato da Lorenzo - 07 Settembre 2009 - 13:07

4

C’è da dire che Google ha mantenuto la minimalità degli inizi come scelta identificativa, mentre per Yahoo e Altavista la minimalità degli arbori era più una cosa “accidentale” (avevano ancora pochi contenuti da linkare). Appena hanno potuto (prima della nascita di Google, tra l’altro) la loro home page si è riempita di link a miriadi di directory. Insomma, sono diventati i classici portali. Salvo poi, col successo di Big G, riproporre una pagina di ricerca spoglia ed essenziale, in pieno Google style
(per esempio Altavista nel 2000:
http://web.archive.org/web/200.....vista.com/

e nel 2003, già googleizzata:
http://web.archive.org/web/200.....vista.com/).

# - postato da idrolitina - 07 Settembre 2009 - 15:37

5

@Lorenzo
credo che al di là della lettera la considerazione di Scorza abbia senso lo stesso perché puoi brevettare UNA certa forma di qualcosa, non LA forma di qualcosa…
e logo + textbox + bottoni è LA forma della pagina di ricerca… cos’altro serve? direi proprio niente… (e infatti i motori di richerca avevano questi elementi e basta fin dall’inizio, incominciando poi ad aggiungere)

certo google ha fatto del less-is-more un punto di forza… ma non è che posso brevettare il mio non-intervento sul visual di qualcosa… altrimenti ogni grado-zero di un oggetto diventa brevettabile: un’asta metallica con dei denti è il grado zero della forchetta… bontà vuole che un designer brevetti la forchetta col manico ricoperto di pelouche, non la forma della forchetta in quanto tale…

altrimenti domani qualcuno brevetta l’aspetto del searchbox composto da textbox + bottone…
masiamoimpazziti!!!
la grandezza gli sta dando alla testa lì a mountain view…

# - postato da EsseZeta - 07 Settembre 2009 - 15:50

6

Tranne il colore dello sfondo il mio primo sito era così, luglio 1998, ben prima della fondazione di Google, quasi quasi lo cito in giudizio per avermi copiato l’idea :)
A parte gli scherzi, gli americani sono ostaggi della lobby forense, brevettano di tutto e di più, e sono ridotti così perché (random) trovano dei giudici che danno ragione a richieste di danni stratosferiche sulla base di giudizi soggettivi.

# - postato da Mik - 07 Settembre 2009 - 16:30

7

@andr3ea

Stai confondendo diritto d’autore con brevetto.

Sono due cose distinte, in Europa il software è tutelato solo dalle leggi sul diritto d’autore, cioé trova la stessa tutela che ha l’autore di un libro, come è giusto che sia.

I brevetti non sono approvati da nessuno, solo registrati.
Cioè io potrei brevettare la ruota, ma quando citerò in giudizio qualcuno, il giudice noterà che la ruota, pur non essendo mai stata brevettata prima, non è una novità, quindi ho registrato un brevetto che non ha alcun valore.

# - postato da Mik - 07 Settembre 2009 - 16:43

8

quindi Mik se il brevett non ha valore perchè si narra che Google ce l’ha fatta, che l’ufficio brevetti ha approvato, etc etc?

Che mettessero il diritto d’autore sulla loro pagina, voglio dire Google è Google, c’è poco da fare, e se qualcuno di noi voleva fare un clone … è tardi, altavista, lycos, yahoo, vattelapesca, tutti anni luce dietro. Quindi perchè allarmarsi? Al limite lo si fa uguale con lo sfondo #FEFEFE;

:D

# - postato da andr3a - 07 Settembre 2009 - 23:56

9

Nel 2001 in Australia un tizio e’ riuscito a farsi registrare il brevetto per… la ruota (definita “circular transportation facilitation device”).

Se vi pare che questo sia un modo decente di gestire i brevetti…

# - postato da pbattino - 08 Settembre 2009 - 10:36

10

Premesso che io sono contrario ai brevetti software, tanto più ai brevetti sulle home page, le pagine linkate di Yahoo e Altavista non c’entrano niente con il design in oggetto.

Effettivamente credo che se dovessi dire un motivo per cui Google ha avuto successo all’inizio è proprio il design minimale della sua pagina, con casella di ricerca, bottoni e basta.

All’epoca gli altri motori di ricerca avevano home page pesanti, piene di altre cose che ci mettevano un sacco a caricarsi. Stiamo parlando di tempi in cui la connessione era a 56k, e i browser non avevano la ricerca incorporata. Quindi la pagina di un motore di ricerca andava caricata ogni pochi minuti, e il fatto che il caricamento fosse più o meno istantaneo, al confronto degli altri motori che impiegavano diversi secondi, faceva un’enorme differenza.

Non mi risulta che altri motori di ricerca adottassero questo design prima di Google, c’era ancora l’idea delle directory per indicizzare i contenuti.

# - postato da Andrea - 10 Settembre 2009 - 00:52

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