Edit deve partecipare allo sciopero dei blog?

Martedì 7 Luglio 2009 - 08:57

di Massimiliano Scorza

Eventi e segnalazioni

Se ne parla su OneWeb2.0, e sicuramente avrete visto la notizia sui siti dei principali quotidiani nazionali.

Come giustamente viene ribadito su OneWeb2.0, suona lievemente assurdo che tale notizia sia riportata alla stregua di un comunicato sindacale, come se i blogger fossero riconosciuti come categoria professionale.

La protesta è promulgata dal giornalista Giglioli e dal docente di diritto informatico Guido Scorza (onde evitare equivoci, non è un mio parente! ;-) ).

Dico la mia: se avessi un blog personale, non parteciperei alla protesta. Mi pare antitetica. Invece i blog corporate, oppure i blog di settore, vagamente interessati al motivo della protesta? Come devono comportarsi? Indifferenza? Collaborazione? Sostegno attivo?

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Commenti

1

Io farei qualcosa di diverso. Pubblicherei un post congiunto in cui chiedere al presidente della repubblica di fare il presidente della repubblica e di non firmare un ddl che ha come evidente ed unico scopo quello di rendere la casta politica ancora più intoccabile di prima e come effetto quello di impedire ai magistrati di fare il lavoro e di proteggere tutti i criminali.

Ah, se fossi un blogger sentirei anche l’esigenza di esprimere il dissenso per la proposta di legge 2455 a nome dell’onorevole Lussana che vorrebbe vietare (in modo molto discutibile) il diritto di riportare a mezzo internet dei precedenti penali di una persona.

# - postato da Fabrizio Calderan - 07 Luglio 2009 - 10:10

2

dacci oggi il nostro blogging quotidiano… e liberaci dal ddl, amen…

reagire adottando strategie proprie di altri contesti è errato (scil. inefficace)

personalmente spero che l’iniziativa non abbia seguito…
ad ogni modo sarà una prova molto significativa…

la “repressione” intende equiparare il NUOVO al VECCHIO (il blogging all’informazione-da-albo)… se la “resistenza” risponde ad appelli del genere (appelli in stile VECCHIO, da categoria) allora la “repressione” è riuscita nel suo intento e in definitiva… ha già vinto…

buona giornata a tutti…

# - postato da EsseZeta - 07 Luglio 2009 - 10:14

3

Se fossi in voi parteciperei.
Edit, come tantissimi altri blog, potrebbe contribuire a dare un segno.

Peccato che i politici si ostinino a non volerlo vedere !

# - postato da PiccoloSocrate - 07 Luglio 2009 - 11:30

4

Se non sbaglio HTML.it insieme ad altri grossi network di blog sono testate giornalistiche, quindi non sono colpiti dal decreto.

Anzi cinicamente potrebbe far comodo loro dato che estende ai piccoli blogger loro concorrenti degli obblighi, senza però che questi possano godere delle agevolazioni riservate agli editori.

Tuttavia per spirito di solidarietà verso colleghi secondo me dovrebbe aderire.

# - postato da Mik - 07 Luglio 2009 - 12:16

5

magari non è la forma più consona, perché non esiste un sindacato dei blogger….ma penso sia utile dare un contributo contro una stupidaggine bella e buona come la legge bavaglio firmata lussana.

# - postato da Michele - 07 Luglio 2009 - 12:42

6

Lo sciopero non mi sembra il giusto metodo di protesta. Secondo me, basta scrivere un post con il link e l’immagine della protesta (sempre se il blogger è d’accordo con la protesta).

# - postato da Mattia - 07 Luglio 2009 - 13:32

7

No.

# - postato da idrolitina - 07 Luglio 2009 - 13:35

8

Per chi è esterno e guarda l’equazione è semplice: chi non è contro è a favore. Se sono pochi a manifestare allora il provvedimento tuttosommato è ok.
Bisogna guardare al principio. Se si è favorevoli o contrari.

# - postato da Carlo - 07 Luglio 2009 - 17:32

9

sì Carlo e poi il prossimo passo sarà quello del sindacato dei blogger e chi non è pro vuol dire che

e poi i blogger avranno i loro sindacalisti che stabiliranno quando e in che forme scioperare, che contratteranno per loro e tutto il resto

e addio libertà…

la rete è fuori da qualsiasi giurisdizione geopolitica

ad esempio se io il mio blog lo trasferisco sui server del burundi questo ddl mi tocca o no?

# - postato da Seingalt - 07 Luglio 2009 - 18:37

10

Grazie al cielo qui siamo liberi, e grazio al cielo non ancora mischiati con la politica e le regole dell’off-line.
Gli eventi per bloggers dovrebbero partire da bloggers, non da altri media. Si aderisce? Bene, non lo si fa? Bene lostesso purchè ci sia libertà e quanto meno controllo possibile da parte dei vecchi sistemi o media, qualunque sia la ragione.
Opinione personale.

# - postato da andr3a - 07 Luglio 2009 - 20:56

11

invece che perder tempo a decidere se aderire o no sarebbe più utile spargere la voce, la notizia, il proprio pensiero e magari allertare quanta più gente possibile per un’eventuale raccolta firme a sostegno della libertà di internet e dei blog.

Lo sciopero al giorno d’oggi è lo strumento più inutile se non diventa un ostacolo o un problema. Se scioperano i blog va tutto in aiuto a quei politici vigliacchi che hanno paura di noi blogger.

il punto di forza dei blog è proprio quello di poter comunicare sempre e comunque.

# - postato da Paolo - 07 Luglio 2009 - 23:08

12

Come sostiene o ha sostenuto qualcuno, se sembra giusto fare uno sciopero, bisogna farlo.

Ci sono tante maniere di farlo. basta dare retta alla propria fantasia e alla propria creatività.
Altrimenti si lascia perdere. Si fa una figura migliore.

Vale per tutti gli scioperi e per qualunque motivo si ritenga fiusto o sbagliato farli.

# - postato da Ratamusa - 08 Luglio 2009 - 09:44

13

qui non si tratta di bavaglio dei blog, si tratta del bavaglio della libertà di espressione:

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…

qui non si tratta di aderire con lo sciopero del blog ma utilizzare i blog per informare e spingere ad informare questo scandalo. Magari utilizzare i blog per raccogliere firme ed indire un referendum per abrogare una legge dalla matrice censoria.

# - postato da leo - 08 Luglio 2009 - 13:21

14

Il blog di Webnews.it parteciperà alla giornata del silenzio. I motivi sono semplici: trattasi di una mobilitazione congiunta che difende il semplice diritto del cittadino a bloggare ed esprimere la propria idea sul web.

Sul blog di Webnews ne abbiamo parlato estesamente. Criticando le modalità ipotizzate inizialmente, appoggiando la formula finale del post congiunto. In ballo c’è la considerazione per cui un privato cittadino possa esprimersi senza dover incorrere in regole formulate per l’editoria. Il privato è un privato, deve rispondere alle leggi come qualsiasi privato, ma una sua forma espressiva non può e non deve essere equiparata ad una testata editoriale. La nostra risposta alle critiche del Giornale è chiara ed esplicita.

Ha senso che, in caso di un semplice ritardo in una rettifica, si possa incorrere in sanzioni di svariate migliaia di euro? Chi scriverebbe più su Facebook? Chi aprirebbe più un blog?

Tutti dovrebbero partecipare, quindi. Perchè in ballo c’è molto di più di una semplice e vuota diatriba tra giornalisti e blogger. Il cuore della vicenda è altrove. In ballo ci sono le condizioni per la libera espressione delle idee in Rete.

# - postato da Giacomo Dotta - 08 Luglio 2009 - 13:59

15

Anche io sarei dell’idea di partecipare per poter esprimere,nei limiti la mia idea.

# - postato da Carrieri Marco - 08 Luglio 2009 - 15:06

16

Aderirò, sia con il mio blog aziendale che con quello personale anche se non rientro tra coloro che sono “direttamente chiamati in causa”.

Lo faccio per solidarietà a chi rischia una censura ma sopraattutto per ribadire il potere e l’influenza della blogosfera.

# - postato da Alessandro Cosimetti - 08 Luglio 2009 - 19:16

17

@Giacomo Dotta

Però l’essenza stessa dei blog è pluralità, scambio di idee, il post comune è lontano da questi concetti. Perchè non lasciare la libertà ai blogger di scrivere pensieri e proposte per combattere il decreto, magari delegando “l’unità di intenti” ad un’immagine comune da allegare al post? Un post uguale per tutti ha il gusto di qualcuno che sceglie per tutti. In politica si chiama dittatura…

# - postato da Massimiliano Scorza - 09 Luglio 2009 - 09:51

18

non credo che sia strettamente necessario “sciperare” nel senso “non pubblicare”, ma può bastare anche una sola frase che sia una presa di posizione. Non credo che i blogger avranno mai bisogno di “sindacati” ma solo dei loro lettori. Con la carenza e la parzialità dell’informazione italiana una voce libera è indispensabile. evitare di parlarne “perchè questa volta non ci tocca” non fa altro che togliere ossigeno alla libertà di informazione, in attesa che la prossima volta “ci tocchi”.

# - postato da Carlo - 10 Luglio 2009 - 00:33

19

@Carlo. Sante, santissime parole!

# - postato da @rchie - 11 Luglio 2009 - 19:10

20

Gestendo un blog dove si discute anche di politica locale, molte volte mi sono trovato in situazioni “particolari”.

La tendenza attuale è quella di cercare il minimo appiglio per denunciare per diffamazione.
Invece palesare la possibilità di una replica lo vedo come un’apertura alla discussione.

Non capisco il perché ogni volta si discute di web in parlamento si gridi al bavaglio, alla censura, alla dittatura.

# - postato da Claudio - 15 Luglio 2009 - 02:35

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