Quanto costa realizzare un blog?
Venerdì 7 Luglio 2006 - 09:00
di Francesco de Francesco

Proprio ieri ho risposta a questa domanda e, dato che non si tratta della prima volta, postiamola qui, così magari sarà utile a qualcun altro e ogni volta chi me lo chiedo, spedisco il link.
Anche se timidamente, le aziende cominciano a interrogarsi sull’opportunità di avere un blog e naturalmente il primo punto è “Ma, scusi de Francesco, quanto mi costa?”.
Fatta la premessa che il vero cardine dovrebbe essere il costo di gestione, di gran lunga più alto, una indicazione abbastanza precisa, la ho.
Finito l’avvio del mio blog, operazione che ho condotto con criteri di project management aziendale proprio per farne un caso reale di sperimentazione e verifica, anche dei costi, sono in grado di fare qualche conto.
Voci di costo:
- piattaforma Movable Type, 5 licenze, 70 euro circa (valore annuale);
- hosting professionale (che io però non ho preso, per motivi di sperimentazione), registrazione dominio, assicurazioni varie, 1.000 euro circa (valore annuale);
- grafica e creatività di tipo semplice, 1.000 euro circa;
- configurazione e personalizzazione della piattaforma MT, cinque giorni uomo a 200 euro di costo, 1.000 circa;
- primi contenuti, almeno un post per ogni categoria, due giorni uomo a 200 euro, 400 euro circa;
- prime attività di promozione, comunicati stampa, ecc, due giorni uomo a 200 euro, 400 euro circa;
- test e collaudi vari, un giorno uomo a 200 euro;
- formazione dei blogger, specifiche editoriali e prime attività di coordinamento, due giorni uomo a 200 euro, 400 euro circa;
- inserimento sistema di statistica, un giorno uomo a 200 euro;
Si tratta, chiaramente, di costi interni. Sul costo uomo, ognuno potrà inserire il proprio. Nel caso di una realizzazione su commessa, andranno aggiunti i profitti che si desiderano.
Naturalmente ladottare un proprio server può cambiare la cifra (non necessariamente in diminuzione, se poi bisogna comprarsi la connettività). Esistono anche altre possibilità, come lhousing o il dedicated-hosting.
Vi sono, inoltre, necessità di ottimizzazione che possono variare i costi o personalizzazioni necessarie per laggancio ad altri sistemi software.
Ulteriori aggravi possono essere dati da necessità di recupero di precedenti contenuti, che possono facilmente tradursi con decine di giorni uomo di analisi, sviluppo e lavoro.
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Commenti
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uhm..per esperienza..costi simili da queste parti sarebberpo improponibili per molte aziende..
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1000 euro di hosting? capisco che sia per un’azienda ma cosa compri un dedicato per un blog?! dipende dalle visite ecc ok, pero per un’azienda che parte con un proprio blog mi sembra fin troppo :D
In ogni caso, quoto Massi, quei costi sarebbero improponibili per molte aziende, di fascia medio-piccola, poi aziende di un certo calibro, non penso abbiano problemi….il blog verrebbe a costare quasi 5000 euro alla fine, e senza costi di gestione inclusi :/
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Forse non mi sono spiegato. Questi non sono i prezzi al cliente. Sono i costi sostenuti! Uno può anche vendere una cosa a 1000 euro, diverso è invece fare il conto di quanto ha speso.
Se si lavora la notte e lo si fa personalmente, non significa che quel lavoro non vale nulla.Se per stare in ufficio prendo uno stipendio, a fronte del valore in busta paga che ricevo, il costo medio aziendale (comprese le ferie, il TFR, ecc. ecc) è di 150-200 euro giornaliere (qualunque commercialista può fare due conti e dimostrarvelo.
Se lavoro 3 giorni, che io lo faccia durante le ore di ufficio o di notte, quel lavoro vale 200 euro per 3 = 600. Poi uno lo può anche vendere a 3 euro… però il costo resta sempre di 600.
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Fradefra, mi togli una curiosità?
Perchè MT e non Wordpress?p.s. “inserimento sistema di statistica” - un giorno intero?!? (che sistema installi, tanto per sapere?)
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concordo con massi, le aziende con cui lavoro non prenderebbero mai in considerazione tali costi per un blog. probabilmente, nel mio caso almeno, sarebbe più facile fare un forfait livellato verso il basso (risparmiando dove si può, è brutto da dire ma è così)e/o inserire il blog in un pacchetto di offerte.
# - postato da ilsorpasso - 07 Luglio 2006 - 10:01
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@Maurizio
Io uso come blogger (non come sviluppatore) sia MT (per esempio su questo blog) sia Wordpress (su un’altro blog dove scrivo di enogastronomia).Se per chi sviluppa forse non ci sono grandi differenze, per chi scrive (il blogger, appunto), le differenze ci sono. MT è una piattaforma, secondo me, decisamente più completa. Basti citare la schedulazione che ti consente di inserire i post assieme durante il we e pianificarne l’uscita in settimana (o viceversa).
Si potrebbe fare anche con WP, ma bisogna montare plug-in aggiuntivi.
Stessa cosa vale per varie altre opzioni.
Inoltre, il fatto che di MT esista una versione commerciale, ti consente di accedere contrattualmente ad un servizio di assistenza.Il sistema di statisca che ho scelto è Tracewatch. La giornata è giustificata dal fatto che devi installarlo, configurarlo, modificare i template del blog per inserire lo script, testarlo, ecc. In realtà io ho impiegato due giorni, non uno. Ho segnato uno perché parto dal presupposto che la seconda volta sarà più facile.
Occorre anche considerare che la maggior parte dei sistemi di statistica sono pensati per i siti, non per i blog. Esistono differenze fondamentali nell’analisi dei dati di accesso tra le visite di un sito e quelle di un blog, soprattutto se si lavora sulle conversioni visitore/cliente in relazione a specifiche call to action da monitorare.
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Trovo giusto non “svendere” mai le proprie creazioni ma 5000 per un blog mi sembrano un pò eccessivi. Con quella cifra si può approdare a piattaforme ben più complesse. Considerando poi che il “motore” del sito pesa praticamente l’1% del costo sito non oso immaginare un preventivo per una soluzione dedicata! Sui 200/giorno ci sto ma francamente, 1 giorno per inserire un pò di contenuti mi sembra un pò eccessivo (anche perchè i contenuti te li fornisce l’azienda)
# - postato da Maurizio Panese - 07 Luglio 2006 - 10:10
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Trovo giusto non “svendere” mai le proprie creazioni ma 5000 per un blog mi sembrano un pò eccessivi. Con quella cifra si può approdare a piattaforme ben più complesse. Considerando poi che il “motore” del sito pesa praticamente l’1% del costo sito non oso immaginare un preventivo per una soluzione dedicata! Sui 200/giorno ci sto ma francamente, 1 giorno per inserire un pò di contenuti mi sembra un pò eccessivo (anche perchè i contenuti te li fornisce l’azienda)
# - postato da Maurizio Panese - 07 Luglio 2006 - 10:12
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- Negli usa un buon hosting con macchina dedicata costa molto meno (e lo possiamo usare anche noi italiani!)
- I primi contenuti li fai veramente tu?
- La formazione dei blogger invece è un’ incognita, se non stai attento finisce che ti telefonano spesso per chiederti sempre le stesse cose…
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condivio le analisi.. però, ripeto, è difficile convincere un cliente a spendere tanto, sopratutto se esistono alternative opensource…vallo a spiegare che le ore/uomo costano cmq…in ogni caso dipende sempre dai clienti…blog o sito aziendale che sia.
Soluzioni troppo professionali spesso non vengono nemmeno prese in consideraizone, forse perchè nemmeno loro ci credono!
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@Maurizio panese
L’inserimento di contenuti iniziali, per una azienda, significa che ogni categoria deve avere almeno un post, meglio due. Un blog ha tipicamente una decina di categorie, come dire che devi mettere una ventina di post.
Io scrivo su tre blog importanti e vari altri secondari. Impiego mediamente un’ora per ogni post. Sono venti ore…. Altro che un giorno!Anche quando i contenuti sono forniti dal cliente, non sono mai pronti per essere inseriti. Vanno trasformati in italiano (ti danno quasi sempre delle minute), vanno titolati con coerenza (soprattutto se ci preoccupiamo dei motori), vanno ricavati degli abstract umani da inserire negli Excerpt, vanno inserite le immagini (se previste) e chi scrive articoli, sa cosa questo voglia dire (io impiego il triplo del tempo, ogni volta che devo dare post con immagini).
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@Andrea - formazione dei blogger
Se un’azienda decide di aprire un blogger, sta aprendo una linea comunicativa col proprio mercato.
C’è da fissare una linea editoriale, c’è da spiegare a chi scrive come scrivere i titoli e gli abstract (i blogger non possono mica improvvisarseli secondo la loro idea), bisogna dare delle precise indicazioni per i tag, i ping trackback.
Altra cosa importante, occorre formare chi scrive alla produzione di vari tipi di post. Post di tipo dichiarativo che presentano informazioni con lo stile tipicamente front-line e post interlocutori che invece aprono discussioni stimolando in qualche modo e catalizzando l’attenzione su certi aspetti (come questo post, ad esempio).Voi credete che il fatto che ci siano blog con zero commenti ed altri che i commenti li hanno, sia dato solo dal settore e dal traffico? Esiste un metodo preciso e va imparato. Poi chi non lo vuol fare…amen. Ognuno decida per sè.
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Mi hanno chiesto un template accessibile per Wordpress e relative linee guida per l’inserimento dei contenuti… ovviamente gli ho chiesto molto meno, ma non li ho più sentiti.
Inizialmente me lo avevano chiesto aggratis :DDD
# - postato da Andrea Paiola - 07 Luglio 2006 - 10:30
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@Andrea - hosting
Andrea, per un blog in Italia, che debba essere seguito da italiani, ci sono situazioni in cui non è opportuno che l’hosting sia americano, anche in condizioni di performance superiori.
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@Andrea Paiola - a gratiseee!
Andrea, capita, non prendertela.L’altro giorno avevo un rubinetto che perdeva. Vuoi dire che ho fatto una cavolata a far uscire un idraulico e pagarlo? Dovevo provare anche io a chiedergli di farmi il lavoro gratis? :-D Naaaaaa!
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ma senza andare all’estero, mi sembra gia troppo una soluzione dedicata per un blog, che puo diciamolo vivere benissimo in uno shared hosting di fascia professionale ;)
Ecco se poi mi fate l’esempio di un blog come
direi anche io che non sopravvive in una soluzione shared, ma è una realtà diversa anche ;)
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Forse bisognerebbe partire con una premessa.
Per una azienda, il blog è un progetto molto molto più delicato che un sito.
Un blog ha implicazioni che un sito non ha. Non è questa la sede giusta perché non è il tema (e magari si potrà aprire un apposito post).Un’azienda può anche permettersi qualche errore sul sito, non può, invece, permetterseli sul blog.
Vabbè, su questa cosa dovremmo parlarne per ore…
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sono d’accordissimo sulle premesse…
il problema è solo commerciale in fondo.una grande azienda rispnderebbe pure..ma quante sono e quante necessitano veramente di un blog?
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@massi - necessità blog
Infatti, è proprio questo il punto, hai ragione. Se un’azienda ha bisogno del blog, allora i costi sono giustificati. Se i costi non sono giustificati, allora il blog vuol dire che lo fa o lo vuole tanto perché “fa fico”.
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io invece trovo giusta l’analisi. Noi non vendiamo tecnologia, ma il nostro tempo, e, tra parentesi, io costo di più di 200 euro al giorno, perchè con questo lavoro ci voglio campare e se ci voglio campare non posso svendere il mio lavoro, il mio tempo. Ed è anche un principio giusto dire ad un cliente, guarda che il lavoro (lo start up) ti costa tot, mentre mantenere in piedi la cosa affinchè sia produttiva ti costa tot. Se uno deve aprire una fabbrica non si preoccupa solo quanto cosatno i macchinari, ma si fa i conti del personale, dell’affitto, dei consumi, delle materie prime… etc
# - postato da Ikona - 07 Luglio 2006 - 11:43
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>Basti citare la schedulazione che ti consente di inserire i post assieme durante il we e >pianificarne l’uscita in settimana (o viceversa).
>Si potrebbe fare anche con WP, ma bisogna montare plug-in aggiuntivi.Assolutamente no Frà, basta modificare il timestamp, si fa al volo senza plug-in aggiuntivi.
Inoltre, per installare un programma di statistiche occorrono circa 30 minuti con Wordpress, ed il programma, Slimstat, non è affatto male.
Per il tema, uno originale, creativo e semplice, in Wordpress, lo si fa in meno di un Giorno Lavorativo.
Hosting professionale, e dipende cosa intendiamo, lo si trova da 300 euro all’anno (vedi Dreamhost, se non sbaglio).
Bellissimo post e bella discussione :)
# - postato da Giorgio Taverniti - 07 Luglio 2006 - 12:01
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Fregato di una manciata di minuti da “Giorgio Taverniti“: il resto è tutto opinabile e discutibile, per quanto riguarda MT e WordPress, al netto dei contenuti, io deciderei sempre WordPress.
Non esiste un supporto commerciale? La community lo rimpiazza in modo efficacissimo.
E parlo dal punto di vista del blogger, non dello sviluppatore.
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@Giorgione (ehm… Giorgio Taverniti)
Scusa con quale versione di WP? Con la mia, non funziona, la schedulazione. Anche se cambi data, lui lo pubblica subito lo stesso, senza aspettare.Per le statistiche, Giorgio, bastano 30 minuti con quasi tutti i programmi. Il punto è diverso. Tutti i programmi di statistica, non danno le informazioni che secondo me servono per la gestione di un blog. Per avere queste informazioni, mi serve il giorno di lavoro (ed anche di più). Ad esempio, per avere la conversione sui link proposti (per lo studio del modello comportamentale degli utenti).
Per il tema, va bene solo se si vuole usare qualcosa di pronto! Un’azienda non può permettersi di avere un blog simile a quello di tutti gli altri. Ragazzi, non scordiamoci che stiamo parlando di aziende, non di webmaster. Un’azienda deve avere una linea di comunicazione e di creatività coordinata. Bigliettini da visita, carta stampata, gadget, sito e blog!
Per l’hosting, scusate, io vi farei una proposta. Mettete su un blog, postate tre o quattro messaggi al giorno con immagini (eh già, un’azienda mica può permettersi post solo testuali), qualche centinaio di visitatori giornalieri e poi tornate qui, con la risposta se un hosting semi-professionale basta. L’uptime garantito non lo guardate, come parametro? La sicurezza del database? Il numero di connessioni aperte in contemporanea? I feedreader che fanno accesso al xml ogni 30 minuti, caricano il server di attività, sperando che gli utenti siano stati onesti e non abbiano messo tempi di interrogazione più bassi. Sapete che vuol dire fumarsi il database di un blog? Vi siete persi quel pezzo di storia e non è ricostruibile…
E le dorsali? Sapete che se state in Italia avete la connettività limitata dei provider internazionali verso l’USA? Il vostro sistema funziona, il server funziona, nonostante questo siete down! Provare per credere…
Blog importanti, quindi, devono avere il server sulla stessa sezione internazionale di rete degli utenti principali. Se il mio mercato è italiano, meglio che il server abbia connettività italiana, ecc. ecc.
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Basti citare la schedulazione che ti consente di inserire i post assieme durante il we e pianificarne l’uscita in settimana (o viceversa).
Si potrebbe fare anche con WP, ma bisogna montare plug-in aggiuntivi.Mi permetto di far notare che quanto affermato non è vero. Senza voler togliere nulla a Movable Type è almeno dalla versione 1.5.x, WordPress permette di impostare una data futura per la pubblicazione di uno o più post. E senza alcun plug-in aggiuntivo.
La pubblicazione differita è una funzione che stiamo sfruttando molto su MusicBlob -che su WordPress si basa- dato che gli impegni professionali impongono al mio socio ed a me di scrivere quando e come capita, talvolta diversi spunti insieme, altre volte a spizzichi e bocconi, e molto spesso a orari “strani”.Nicola D’Agostino
# - postato da Nicola D'Agostino - 07 Luglio 2006 - 12:23
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@Davide
Quello che tu dici, a proposito dell’assistenza fornita dalla comunità, è l’eterna diatriba tra gratis e commerciale. Il punto è, che se io sono responsabile di una piattaforma verso un cliente e qualcosa non funziona, devo poter aver diritto a mia volta ad assistenza, non confidare semplicemente che ci sia.
Devo avere un contratto che mi tutela e mi garantisce che se apro un ticket d’assistenza, mi sia data riposta in, esempio, 4 ore. Sui forum, invece, garanzie non ce ne sono. La risposta può arrivare come non arrivare. Può arrivare dopo dieci minuti, come due giorni dopo. E che gli dici al cliente, verso cui tu hai un impegno contrattuale a tua volta? Scusa, aspetto che la comunità mi risponda….?
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Si, bella discussione, concreta soprattutto. Dalla “lista della spesa” di Fradefra, trovo che manchi quella che, per le aziende grandi o comunque con una certa notorietà, risulta essere la cosa più importante e, a volte, la più costosa: il progetto strategico. Per stare in linea con la concretezza del post: per una multinazionale che intende avviare un proprio progetto blog, abbiamo prima organizzato una giornata di training/workshop per il management. Lo dico non per “farmi grande” ma per suggerire di pensare ai costi mettendo al primo posto il tempo/uomo (che peraltro costa mooolto di più di 200/gg) per un supporto high level, specie per le aziende di certe dimensioni, ma anche perchè (come detto in un altro commento) il blog può risultare più importante e complesso di un sito web. La tecnologia diventa sempre di più una commodity.
# - postato da Mauro Lupi - 07 Luglio 2006 - 12:28
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@Nicola D’Agostino
Quello che dici sembra confermare quanto detto anche da Giorgio. Ok, vale la pena di far fare una verifica alla piattaforma WP che uso, che invece non lo fa. Grazie ad entrambi, della serie c’è sempre qualcosa da imparare :-)
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@Mauro
ohhhhh! Dovevi aspettare così tanto per venire a darmi una mano? :-)Scherzi a parte, è evidente che vi sono vari livelli di necessità e di visione strategica. Se ad alcuni 3000 euro possono sembrare tanti, ad altri, che spendono centinaia di migliaia di euro in Comunicazione, un blog, che di fatto è un canale di comunicazione col proprio mercato, sicuramente vale molto più che 10 mila, non solo 5.
E la differenza non la fa certo il fatto che si usi MT o WP per la pubblicazione…
Beh, senza essere nessuno, persino per il mio microscopico blog ho speso in prodotti e lavoro la cifra che ho riassunto all’inizio, salvo l’hosting.
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Francesco:
Nessun problema. Semplicemente l’impostazione della data (passata o futura) in Wordpress c’è da così tanto tempo che quanto hai scritto mi è parso strano.
Poi ci possono essere decine di motivi per cui uno strumento, anche commerciale, sia migliore, più adatto o più comodo, invece di un altro e Movable Type è un CMS tra i più maturi e sofisticati.
Wordpress per inciso ha i suoi bei problemi e limitazioni (uno su tutti: una navigazione al limite dell’imbarazzante) e non è affatto la panacea ad ogni esigenza come purtroppo da un po’ si legge in giro.
Nicola D’Agostino
p.s. C’è sempre da imparare: a volte però bisogna fermarsi e fare un bilancio. E delle scelte. :)
# - postato da Nicola D'Agostino - 07 Luglio 2006 - 13:44
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@francesco
per la questione hosting hai ragione, innanzittuo per chi ha citato DreamHost, evitatelo come la peste, peggio della peste anzi, è overselling puro !
In ogni caso, ci sono società italiane che riescono a garantire un buon servizio e una professionalità anche con meno di 300 euro annui. Logicamente parliamo di un servizio che abbia norme contrattuali con SLA garantito almeno del 99.8 % per la rete e per i server .
Per quanto riguarda i carichi, almeno che il blog non faccia qualcosa come 20/50mila visite al giorno direi che non c’è problema …database ecc riescono benissimo a sopportare anche 2/300 persone collegate su un hosting shared professionale. Oltre logicamente serve una soluzione dedicata : però occhio, un server dedicato deve essere gestito da qualcuno ( altre spese ) e nel caso sia managed si raddoppia il prezzo !Concordo pienamente invece per quanto riguarda la questione della connettività italiana, avere server in usa è conveniente ma non sempre, piuttosto mantenerli in Europa, ma averli in Italia per un’azienda italiana è anche segno di serietà, non tutti i visitatori guardano queste cose ma molti ci fanno caso e sono punti di “fiducia” in piu ;)
Comunque quotando qualcuno che lo ha detto, ottima discussione e ottimi interventi ;)
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Subito, vedendo i costi, mi sono un pò spaventato. Poi ho riflettuto e leggendo le ulteriori considerazioni resto dell’idea che sono costi senz’altro giustificati ma che a seconda del cliente potrebbero abbassarsi un pò.
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I costi sono quelli più o meno, anzi, per il mantenimento sarebbero bassi :D
Fra, con tutte le versioni di Wordpress, la casellina va spuntata e vedi che funziona. Altrimenti è strano.
Come altri costi ci stanno :)
Bella davvero, Grazie Fra ;)
# - postato da Giorgio Taverniti - 07 Luglio 2006 - 16:36
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Francesco ti assicuro che non me la sono presa… quando mi hanno contattato ovviamente non hanno parlato di gratis o gratuito.
La prima cosa che ho chiesto però è stata proprio quella :D
Il proprietario del dominio FORSE era disposto a spendere… quindi gli ho fatto un preventivo di massima.
Ora provo a ricontattarli per vedere che mi dicono :D
# - postato da Andrea Paiola - 07 Luglio 2006 - 22:27
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@fradefra
E che gli dici al cliente, verso cui tu hai un impegno contrattuale a tua volta? Scusa, aspetto che la comunità mi risponda….?Ma non si parlava dal punto di vista del blogger?
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@Davide
Tu realizzi un blog per un cliente, poi il blog lo usa lui, non tu. Il blogger, quindi, è lui e le persone che lui abilita alla scrittura. Mettiamo che qualcosa non fonzioni, per cui tu devi correggere o dare assistenza ed in generale risponderne, che fai se hai usato qualcosa che non prevede assistenza nei tuoi confronti?
Il punto è: il cliente ha diritto alla tua assistenza ed in certi tempi, tu, invece, a tua volta non la hai da parte di chi ti ha dato il software. La comunità ti aiuterà, probabilmente, ma non nei tempi che serve a te e senza alcun vincolo.
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Ciao Francesco, bella questa.
Mi ha fatto riflettere e non poco.
Letti i costi indicati - che per una grande azienda ci possono stare - mi sono messo a fare due conti perché non avevo mai preso in considerazione il mio lavoro.max 14 ore al giorno
min 8 ore al giorno
media di 11 ore al giorno.
In un anno fanno 3960 ore circa
in 6,5 anni che è il tempo che sto dietro a TigullioVino.it e a tutto l’ambaradan, 25740 ore circa.Ho quindi applicato 200 euro al giorno come da tariffa da te indicata e - incredibile - ho scoperto che oggi avrei potuto appendere il cappello : CINQUEMILIONICENTOQUARANTOTTOMILA EURO !
Risultato ?
Sono corso ad aumentare i prezzi :-)Ciao, Fil.
# - postato da Filippo Ronco - 08 Luglio 2006 - 17:14
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@Filippo
è proprio questo il punto. Molti non considerano le proprie ore di lavoro.
Se dovessi dirla tutta, ancora oggi il mio blog non è del tutto finito. Ci sto ancora lavorando. Ci sono parti a priorità bassa che ancora vanno finite.
Le cifre che io ho indicato, non sono ipotesi. Sono realmente quello che sto facendo (hosting escluso).
Poi potrei anche decidere di venderlo a mille euro o averlo realizzato per mille euro per un cliente, ma il costo reale del mio (bravo chi riesce a meno) è quello.
Senza contare le riunioni fatte con i blogger per il piano strategico (come giustamente dice Mauro Lupi, che io non ho indicato, ma fatto), la linea editoriale, ecc.
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Niente Francesco :-)
non mi hanno ancora risposto :D# - postato da Andrea Paiola - 10 Luglio 2006 - 12:32
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Quoto in pieno (e saluto) Mauro Lupi.
Partendo dal presupposto che stiamo realizzando un business blog, questo deve avere un fondamento strategico, magari in linea con la strategia di base dell’azienda e coerente con tutta la strategia sul web già in essere (in caso ci sia un sito web istituzionale).
Quindi, primo punto nella lista:
Analisi e Consulenza!!Con costi variabili in funzione del consulente e/o dell’azienda a cui ci si affida. Ma ritengo, facendo parte (anche) di un team internazionale di consulenti di marketing, che i “nostri” compensi siano per lo più allineati.
Dunque, molto più di 200 Euro/gg.
Per il resto, sono d’accordo con Francesco. Con l’esperienza comune di maisazi.com è evidente quanto il tempo da dedicare alle attività di blogger sia elevato. Per ricercare uno spunto, farlo proprio, interpretarlo e tradurlo in forma scritta, pensare all’utente che ti leggerà… e il tempo materiale di scrittura… bene, ogni post dovrebbe avere un valore di qualche centinaia di euro.
Ok, così non è. Ovviamente! Perchè la realtà è diversa dalla teoria, perchè i compensi per le attività consulenziali e professionali sono diversi da altre forme di collaborazione e per tanti altri motivi.
Ma il post di Francesco, a mio parere, ricalca una vecchia discussione in questo settore. Ma quanto costa “fare” un sito web/blog?
Siamo tutti d’accordo che la risposta sia “dipende”?
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I costi prefigurati non sono assurdi, se vi risultano improponibili e’ solo perche’ non vi sono capitate certe aziende.
Aziende dal fatturato multimilionario che decidono di metter su un blog penso che finanzierebbero il progetto con solo 250 euro.
In fondo ci sono aziende che hanno migliaia di dipendenti e altri che ne hanno 1.Pero’ l’analisi e’ un interessante punto di riferimento per tutti, poi ognuno si adeguera’ al proprio mercato.
L’utilita’ e’ infatti soprattutto relativa alle varie voci di spesa l’una nei confronti dell’altra e assoluta per l’elencazione delle voci da considerare.
Ottima analisi (mutatis mutandis).
# - postato da 777 - 12 Luglio 2006 - 16:17
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Saluto tutti ed offro il mio contributo sui costi facendo una riflessione che proprio oggi ho postato a proposito dei costi e dell’hosting. Una delle mie attività storiche è proprio nell’hosting.
La gente crede che la connettività non costa più nulla e quindi anche l’hosting deve costare nulla, anzi dovrei essere io a pagare loro per servirli.
Un esempio che vale per tutti. Un mio ex Cliente che va via disgustato dai miei costi. Due gg. fa si è consumaato il trasferimento al nuovo server e da allora il sito si APRE CON UN ERRORE SQL.
E’ un sito che offre prenotazioni alberghiere e posso immaginare lo stato d’animo del mio ex-Cliente. Quando l’abbiamo preso in carico noi abbiamo fatto i test PER UN MESE prima di effettuare il passaggio al nostro server.
Dunque io ero troppo caro che ho gente che controlla i server h24 e che segue tutte le problematiche sicurezza e SPAM.
Ha detto bene Francesco è una scelta dell’Utente, ma dalle parti mie (in Abruzzo) si dice che “chi resparagna spreca” - penso si capisca il concetto.
Sante
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Salve … sono pienamente favorevole alle soluzioni adottate a livello aziendale … un server ha bisogno di velocità e stabilità specie se deve fare fronte a molti visitatori online … ma non sulla scelta del CMS !
Uso WordPress dal Dicembre 2005 e come Movable Type le sue funzioni sono espandibili grazie ai plugin di supporto … oltre ad’essere un prodotto open source non ho incontrato nessuna problematica a livello di validazioni in base alle specifiche W3C sia transitional che strict … Il CMS di base è già valido dopo la prima installazione e relativo post pubblicato … il problema sta nella scelta dei template , disponibili gratuitamente grazie alle donazioni di vari webdesigner … a mio avviso è qui che si deve dare prestare particolare attenzione … un template sbagliato [magari esteticamente appariscente] non ripaga a livello di codice pulito o specifiche W3C … WordPress non lo cambierei assolutamente con nessuna altra piattaforma e su sitescore di silktide.com mi stà dando un punteggio di 10 sulla accessibilità … una cosa che non capisco di Movable Type è il perchè non riceva i trackback da WordPress … più volte ho inviato verso colleghi che lo adottano con risultati negativi , e questo non è positivo visto che tutti conosciamo il valore di un trackback …..saluti
# - postato da enore savoia - 16 Agosto 2006 - 08:57
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@enore
Io scrivo sia un blog realizzati con WP, sia su quelli realizzati su MT. Uno dei miei blog, per altro, è realizzato proprio con MT e i trackback di WP li riceve. Boh, non mi risultano problemi per quest’aspetto.
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Attenzione, pero, a creare falsi miti.
Leggendo queste righe, vista l’autorevolezza e credibilita di chi scrive e risponde, si puo creare nel webmastaH “di passaggio” che un blog costi in media… 5k euro.
Potebbe essere interessante, o piu corretto, dire che ci sono professionisti che possono creare blog da 5k euro? O magari di piu?
Esistono merendine da 7 euro.. e certe da 80 cent. Quanto costano le merendine? chi lo sa.
Le merendine del “mulino candido” sono care? si ma valgono.# - postato da Evi|A|ivE - 01 Settembre 2006 - 04:39
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@fradefra inizio a pensare allora che sia un problema di chi gestisce tali piattaforme … mi è capitato in mano un manuale in cui si parla di setting dal pannello di MT … scusa la mia ignoranza in merito ma ci sono salito soltanto in una occasione e come autore quindi non potevo gestire … cmq rimane il fatto che più volte ho effettuato il trackback verso piattaforme MT senza esito , fatti alla mano
saluti a tutti discussione molto interessante !
# - postato da enore savoia - 01 Settembre 2006 - 05:26
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non siamo più nel 95 dove quelli che fanno i siti erano 4 gatti, adesso la concorrenza ti porta anche a fare siti a 500… li i prezzi erano i tuoi ora accontentati di un millino e sgobba altrimenti ti distruggono aasd………
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Opererò a livelli assai bassi, sarò fortunato xchè in fondo ancora non devo davvero viverci del lavoro che faccio, ma non sono d’accordo coi 200 euro al giorno. Mi piace talmente tanto questo lavoro, che lavoro anche a 100. E forse lo farei anche a 50. E vivrei con 50, se fosse il caso, pur di continuare a fare una cosa che mi piace
Non faccio l’avvocato, anche se potrei (e non in uno studio piccolo), x i motivi opposti (ho provato e non mi piace). E non lo farei nemmeno a 400 euro al giorno, o a 4000.
Tutto questo x dire che non bisogna fare troppo i “ragionieri” con la propria vita ;)# - postato da paperogiallo - 01 Dicembre 2006 - 18:12
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Paperogiallo, sono d’accordo con te, quando lavoriamo da soli e solo per noi. Anche io accetto di guadagnare meno, pur di fare ciò che ci piace.
I costi che indico io, però, sono quelli di un’azienda, che deve stipendiare dipendenti, commerciali, amministrativi, ecc.
L’azienda, se vuole pagare gli stipendi, non può scendere sotto un certo costo.
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In ogni caso chi ha le spese di un ufficio e una partita IVA non può stare sotto certi costi.
Altra cosa chi lo fa per hobby compremettendo la sopravvivenza di professionisti che lavorano da anni nel settore comunicazione e si vedono paificati a smanettoni ma che non capiscono nulla o poco di comuicazione







