Naturalmente, ogni piattaforma ha le sue specificità: Facebook, ad esempio, è molto diverso da Twitter e Instagram. Il primo passo è analizzare a fondo le forme di comunicazione tipiche dei social media di proprio interesse, adattando l'investimento promozionale di conseguenza.

Condivisione

Per ottenere l'effetto sperato, un prodotto di content marketing deve poter essere in grado di catturare quante più condivisioni possibili, preferibilmente all'interno del proprio target di riferimento. Per farlo è possibile approfittare delle call to action, senza però scadere nel più spicciolo clickbaiting. Suggerire all'utente un'azione, magari sotto forma di comunicazione simpatica, può avere effetti decisamente migliorativi. Il tutto tenendo presente come un prodotto ben confezionato, capace di acquisire viralità, si condividerà praticamente da sé.

Allo stesso modo l'azione di condivisione e d'interazione può essere stimolata su siti esterni ai social network, ad esempio mettendo in evidenza pulsanti per Facebook, Twitter e le principali piattaforme, nonché stimolando un'interazione attiva: attirare curiosità, organizzare piccoli contest e molto altro altro. Si sfruttino quindi gli hashtag, dove previsti, scegliendo parole semplici, facilmente memorizzabili e capaci di stimolare l'attenzione.

Cura delle immagini

Sui social network le immagini hanno la meglio sulla parola: catalizzano l'attenzione, attirano curiosità e risultano maggiormente visibili. Per quanto possa essere meraviglioso il progetto realizzato per la propria campagna di content marketing, si tratti di una GIF o di un formato statico, la mancata ottimizzazione potrebbe essere deleteria.

Innanzitutto, ci si deve accertare che il file non risulti eccessivamente pesante, sia perché gli utenti non amano i tempi di caricamento, che per eventuali intoppi sull'universo mobile. Ancora, si rispettino le dimensioni native del social di riferimento - ad esempio le proporzioni 1:1 per Facebook e Instagram - affinché possano apparire nella loro interezza nelle timeline o nei flussi hashtag. Immagini in formato non standard potrebbero essere tagliate ai lati dagli stessi social.

Si scelgano adeguatamente, infine, i protagonisti: qualora l'unica possibilità fossero gli scatti stock, si tenti di cercare le fotografie meno popolari, riducendo quindi il rischio che siano già state impiegate per altre campagne o dai concorrenti. Meglio disporre di un portfolio proprio, con modelli scelti per l'occasione. Ancora, si curi la grafica apponendo non solo logo e scritte, ma anche un design che sia sempre ricollegabile alla propria azienda.

Priorità al contenuto

Indipendentemente da quanto esteticamente sia curato il proprio intervento social, o dagli strumenti adottati per incentivare le condivisioni, il contenuto rimane sempre imprescindibile. Non bisogna creare pubblicazioni social con un'ottica solamente quantitativa, nel tentativo di intercettare interazioni, è meglio invece limitare le ripetizioni fornendo contenuti eccellenti. A funzionare sono gli interventi dall'ironia tutt'altro che banale, ma anche temi emozionanti, l'effetto nostalgia e molto altro ancora.

Nella definizione dei contenuti bisogna prestare attenzione anche alle regole delle piattaforme di approdo. Ad esempio, Facebook e Instagram sono notoriamente molto rigidi nei confronti di contenuti che, anche solo per vaghissima eco, potrebbero stringere l'occhiolino a un pubblico adulto. Twitter e Tumblr, invece, risultano solitamente più laschi.

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