Sharma, vicepresidente Professional Business dell'unità  digitale di Adobe, è stata recentemente intervistata in quel di Londra, in occasione degli Adobe Days. Interrogata sulla possibilità  che la software house sfrutti la sua posizione dominante sul mercato per imporre prezzi troppo alti, la donna ha così risposto:

La mia unica risposta razionale è che non possiamo spingere i prezzi. àˆ nel nostro migliore interesse conquistare la fiducia dei consumatori, considerato come ogni mese dovranno scegliere se rimanere con noi o meno. Non siamo mai stati più vulnerabili che nel passaggio a un modello a sottoscrizione. àˆ davvero una grande scommessa. [...] I consumatori hanno più potere su Adobe di quanto ne abbiamo mai avuto.

Adobe avrebbe scelto la Creative Cloud non solo per i nuovi modelli di business, ma anche per la versatilità  d'uso che offre. Le singole applicazioni, infatti, possono essere combinate e integrate fra loro come mai è successo prima. Così spiega la vicepresidente:

Questo è il modello del futuro, dove si hanno piccole applicazioni specializzate, capaci però di lavorare insieme e di avere senso insieme. Questa è certamente la direzione. Questi strumenti non sono solo interconnessi orizzontalmente, ma anche con le applicazioni touch e con la condivisione e lo storage della Creative Cloud.

Nel rimarcare come i designer già  passati alla Creative Cloud abbiano tutti manifestato una piena soddisfazione - in particolare per Photoshop CC, definito l'"anima" della comunità  creativa Adobe - la donna conferma anche l'intenzione del gruppo di migliorare quegli aspetti non propriamente perfetti del nuovo sistema. Ad esempio, il passaggio dalla CS alla CC sarà  reso più semplice, soprattutto a livello di installazione. Inoltre, Adobe si starebbe focalizzando sulle possibilità  d'uscita per chi decidesse di abbandonare la nuvola creativa, pur mantenendo i file realizzati.

La comunità  ci sta dicendo che quel che forniamo oggi - ovvero la possibilità  di esportare dalla CC alla CS6 - non è una soluzione accettabile. Ci sono altre idee e aspettative dei consumatori che stiamo discutendo internamente, ma - fatto più importante - anche con i nostri esperti e gli stessi consumatori.

Fonte: MacWorld

9 CommentiDi' la tua

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La mia opinione é che ad Adobe sinceramente non interessi affatto il mercato di utenza media. Partendo dal fatto che i conti se li ha già  fatti contando proprio sui suoi clienti di fiducia. Non sono mai stato un "fan" di Adobe anche se ho avuto modo di provare alcune trial in svariati anni. Nel mio piccolo, ho trovato sempre soluzione facili e gratuite e per quel che mi riguarda ho sempre portato avanti progetti e lavori allo stesso livello. Se con un solo programma non potevo ottenere gli stessi effetti della suite Adobe, ne ho aggiunti altri per riuscirci nell intendto. Il fatto, secondo me, e che oggigiorno l'utente "sprovvisto" di un programma Adobe, si sente inferiore, non all'avanguardia. Chi veramente usa un Photoshop a pieno regime sfruttandone solo il 50% di potenzialità  che il programma offre? pochi o nessuno.... solo chi veramente lo usa in modo ultra professionale. Ci sono decine di programmi che bastano per un semplice fotomontaggio, per una correzzione di colori o rimozione di occhi rossi. E' il branco di pecore che segue le une con le altre che porta a tutti i costi a voler un Photoshop. L'utente non dovrebbe lagnarsi del perché o del come mamma Adobe abbia cambiato i piani della sua politica, ma bensi concentrarsi sul modo e sistema di poter svolgere gli stessi lavori senza essere "rapinati" e trascinati come pecore al paese delle meraviglie di casa Adobe. Sono contrario alla sua politica sulla scelta Creative Cloud in quanto non trovo giusto che chi acquista un programma non debba esserne "padrone" di usarlo fino a quando gli piaccia e pare ma sopratutto non avere la banconota da 1000€ nella softoteca di casa. Chi acquisterebbe un prodotto senza fisicamente non possederlo?? credo pochi. Trovo giusto, che chi ha le possibilità  sopratutto economiche, di intraprendere la strada del IO PAGO. MA per gli altri utenti, consiglierei vivamente di accendere veramente la capoccia e di scegniere strade molto piu affidabili quanto piu facili e gratuite. Non é un programma che lavora per noi, ma la nostra creatività  nel assemblare un sistema per operare efficaciemente senza ricorrere sempre piu spesso a programmi dal calibro di Adobe che non possiede nulla di piu di 2-3 programmi diversi che come risultato fanno la stessa cosa. "se esistono gli stupidi, é giusto che vengano sfruttati".......

Johnny
Johnny

Ciao @marco (commento 1). Secondo un autorevole blog internazionale sulla fotografia, hanno gia' "sistemato per le feste" Photoshop. Era prevedibile? Certo e ad Adobe non sono sciocchi, lo sapevano benissimo. Il problema rispetto al passato e' che offrire i propri prodotti solo a noleggio senza vendere licenze perpetue e' un grosso rischio. La scommessa non e' quanto successo avranno o quanto scendera' la pirateria ma quanto salira'. E se la perderanno dovranno finalmente rispondere con prezzi o condizioni piu' accettabil e ne guadagneranno "i piccoli studi grafici" e quegli onesti che giustamente lodiamo. Il mondo dell'IT e' un po' contorto in effetti. Teniamoci le nostre CS6 con licenza perpetua e aspettiamo.

Gabriele Favrin
Gabriele Favrin

"Adobe: la Creative Cloud é una scommessa" persa in partenza

Hush
Hush

Concordo pienamente con Gabriele. Adobe dovrebbe considerare la questione seriamente. Anche il fatto che, a parità  di periodo d'uso, il costo in CC é maggiore. Se alla fine non mi lasci nulla, almeno fammi spendere meno dell'importo di acquisto della licenza, oppure autorizza l'uso perpetuo della versione in CC dopo un numero di mesi di affiliazione. In questo modo si stanno impegnando a sostenere costi di gestione tecnica ed amministrativa non indifferenti (server per il cloud, fatturazione mensile per lic/utente) che ricadono sugli utenti finali, ma che a questi non portano alcun vantaggio operativo! Bella strategia.

Mario Biasi
Mario Biasi

...la donna conferma anche l’intenzione del gruppo di migliorare...
ma come scrivete??

sunny
sunny

Non capisco perche' si pensi che tale mossa possa frenare la pirateria. E' prevedibile che ci sara' qualche abbonato che divulghera' (o si fara' involontariamente copiare, magari dal virus di turno) la propria copia dei programmi che poi con qualche modifica non richiederanno la verifica periodica. Cosa c'e' di nuovo in questo? Questa strategia commerciale invece, secondo me, danneggia chi usa il software originale, e non solo quello Adobe. Il modello "software as a service" semplicemente ti fa pagare di piu' nel lungo periodo e ti toglie il possesso (o come a chi vende software piace dire "il diritto perpetuo all'uso") delle cose che paghi. Invece di pagare una volta e usare finche' vuoi, continui a pagare e quando smetti o non puoi piu', non ti resta in mano niente. I prezzi elevatissimi di Adobe fanno apparire questa soluzione conveniente ma non lo e' per quanto sopra esposto e anzi apre una strada che, se avesse successo e venisse seguita, porterebbe a maggiori costi per tutti. Io ho usato software originale Adobe per molti anni e ho convinto persone che lo usavano pirata a regolarizzarlo ma penso proprio che ora restero' alla CS6 perche' con i miei soldi voglio comprare cose (o "licenze d'uso perpetuo"), non affittarle. Recentemente mi sono abbonato a learnable.com con una bella offerta di lancio. Per un anno posso seguire i corsi e scaricare i libri di SitePoint in pdf, epub o mobi. E quando finira' la sottoscrizione cio' che ho scaricato mi restera'. Troverei appena appena accettabile la Creative Cloud solo se, terminando una sottoscrizione annuale, si potessero tenere le applicazioni scaricate fino a quel momento. Cosi' com'e' no e spero vivamente che perdano la loro scommessa e come altri giganti dell'IT siano obbligati a venire incontro alle esigenze dei clienti.

Gabriele Favrin
Gabriele Favrin

Ti sei fatto due conti di quanto può costare pagare una licenza perpetua spalmata sull'arco di 10/15 anni? La realtà  della grafica in Italia é composta da studi piccoli, piccolissimi e da una folta schiera di freelance che fatica a portare a casa 500 euro al mese? Ma vogliamo scherzare? Lo studio con cui collaboro usa ancora la CS4! E' ora che in casa Adobe abbassino i prezzi e che ci spieghino tanto per cominciare, perché il costo di una suite in Italia é almeno il 40% in più del prezzo americano, li pagano a peso d'oro i traduttori?

ilaria
ilaria

@marco Beato te che hai la verità  in tasca! :-) Dove sono i dati che supportano simili affermazioni? Perché, secondo te, solo i piccoli studi ne sarebbero toccati? Dalla mia esperienza credo che accadrà  esattamente il contrario. Per questioni di economia spesso si saltano due (a volte anche tre) versioni prima di effettuare l'aggiornamento, anche alla luce del fatto che, a parte Photoshop, in genere tra una release e l'altra le modifiche non sono quasi mai eclatanti. Con questo nuovo modello di business, a mio avvio, l'unica che ci guadagna é Adobe. Per carità , é una scelta pienamente legittima: business is business. Ma non mi si venga a raccontare che é una grande opportunità  per gli utenti. Adobe sa di avere, di fatto, il monopolio e ha semplicemente fiutato l'affare.

Nicola
Nicola

siete un po' fissati sull'argomento! ma vi dispiace così tanto? non é che avete licenze tarocche? :-) Questa cosa tocca solo i piccoli studi grafici che possono benissimo passare alla concorrenza e tutti quelli che installano photosho senza sapere come si usa solo per fare i fighi e dire io ho photoshop. Senza contare i milioni di licenze tarocche. Bene così, w gli onesti

marco
marco