Kotlin & Flutter: le due facce del futuro di Android

Il primo un linguaggio di programmazione creato da JetBrains nel 2011 e dallo scorso anno certificato da Google come ufficiale per Android, il secondo un pacchetto per sviluppatori (SDK) in Dart (linguaggio di programmazione sviluppato da Google e rilasciato anch'esso nel 2011) per creare App mobile in maniera estremamente semplice.

Da quando Google ha annunciato il supporto ufficiale a Kotlin, l'interesse per questo linguaggio di programmazione è cresciuto tantissimo. Il lavoro quotidiano di tanti sviluppatori Android è migliorato notevolmente: un linguaggio moderno come Kotlin aiuta moltissimo a scrivere codice migliore. Di conseguenza anche il livello medio delle App presenti nel Play Store aumenterà nel prossimo futuro.

commenta Fabio Collini, Android Engineer di Nana Bianca.

Eugenio Marletti e Sebastiano Poggi sono GDE e rispettivamente Lead Android Engineer di Clue e Android developer di Novoda, e spiegano Flutter:

creato da Google, nell'ultimo anno e mezzo ha iniziato ad essere pubblicizzato. […] Con questo framework ci puoi fare tutto. E come un game engine, ma per fare le App. Ha lo stesso livello di astrazione di Android, ma compila come fosse codice binario. Il paradigma è circa lo stesso di React Native. Quando scrivi il codice, in meno di un secondo è già sul dispositivo. Ti cambia la vita.
Al momento è per Android e iOS, ma può teoricamente girare ovunque giri codice nativo, anche su un tostapane. Recentemente è stato rilasciato anche un wrapper per applicazioni web, e gira allo stesso identico modo. Moltissime applicazioni Android e iOS di Google sono state create in Flutter, e sono indistinguibili dall'originale perché utilizzano i paradigmi estetici dei singoli sistemi operativi, come il Material Design e lo Human Interface di iOS.

È un po' come compilare il codice per diverse CPU. Non è esattamente facile da capire sul momento, ma è veramente interessante.

Corporate & Security

Tra i consumatori, c'è la ferrata ed indiscussa convinzione che iOS sia più sicuro di Android. Questo poteva esser vero fino a qualche anno fa, ma ora non più. Tanto che ci sono aziende che offrono servizi di produzione e rilascio di dispositivi aziendali

Io lavoro per Zebra Technologies in Europa, spiegando alle società dei paesi più grandi come andare a implementare nuovi progetti su Android.

Pietro Maggi è SW Consultant Sales Engineer di Zebra Technologies, una società con base a Chicago che ha più di 6000 dipendenti.

Il mercato è quello dell'identificazione automatica: produciamo stampanti e lettori di codici a barre e terminali mobili. Storicamente, le grandi aziende in Europa lavorano su Windows CE e Windows Mobile, ma ora stanno iniziando a implementare sistemi Android, dove ovviamente uno dei punti principali è la sicurezza. Quindi, abbiamo trovato una serie di soluzioni in cui spieghiamo il perché è sicuro, facciamo aggiornamenti di sicurezza ogni mese e via dicendo. Abbiamo dei sistemi di sicurezza su alcuni terminali "out of the box" per sette anni. Quindi, se impieghi anche due anni per decidere che terminale vuoi, inizi a implementarlo e tutto il resto, hai comunque un ciclo di vita completo con la sicurezza garantita.

Io vengo al Droidcon di Torino a spiegare il perché questo sia un mercato interessante: non è quello delle applicazioni gratuite o da 0,99 €.

Il discorso sulla sicurezza è il topic fondamentale di questa società, muovendosi verso Android: abbiamo trovato una serie di soluzioni, però nell'ultimo anno, parlando con diversi clienti, sono venute alla luce problematiche per cui questi clienti non sono prezzati. Immagina se una società perde dei dati e dicono che è un problema di sicurezza sul terminale: noi gli diciamo che gli abbiamo fornito un aggiornamento di sicurezza che risolveva questo problema sei mesi prima.

Ma le grandi imprese hanno dei tempi molto lunghi, e quindi non sono in grado di distribuire gli aggiornamenti con i tempi dovuti.

In Italia, alla fine dell'anno scorso, mi è capitato di andare a parlare con alcuni clienti e gli ho spiegato che Windows Mobile non sarà più supportato da Microsoft nel 2020, oggi tutto il mercato si sta spostando su Android. La risposta del direttore di questa importante azienda italiana è stata: ‘Eh ma lei oggi viene a portare sventura!'

L'Italia, nonostante ciò, è un Paese che si trova nella media: né troppo indietro, né all'avanguardia.

Usiamo Android, puro, continua con due aggiunte principali: una legata al lettore codice a barre e poi c'è un layer aggiuntivo per semplificare la gestione del terminale, in quanto i nostri terminali non sono solo user friendly ma devono essere IT-friendly. Abbiamo clienti con 78.000 device che devi prendere dalla scatola e configurarli. Possiamo caricare un MDM, ma anche per caricare quello viene semplificato molto. Lavoriamo molto con Google per vedere le nuove funzionalità, infatti, in Android P (?) tra le nuove funzionalità, ce ne sono molte legate al mondo dell'enterprise. Una delle modifiche maggiori è l'efphemeral user. Ci sarà quindi un supporto per un dispositivo condiviso: se entro in negozio la mattina, prendo uno dei 20 dispositivi che ci sono, mi loggo su quel dispositivo e inizio a lavorare, la sera quando torno lì faccio il logout.

Oggi, una cosa del genere su Android non la posso fare, perché una volta che metto il Google ID tutto si configura in maniera permanente. Questa invece funziona come se fosse l'utente guest su Windows o su Mac.

Accessibilità

L'ultimo tema, forse il più delicato di tutti, e legato alla parola che meno leggiamo sullo smartphone. "Accessibilità" è il bisogno di rendere Android uguale e fruibile per tutti.

Penso che un approccio "accessibile" sia alla base di ogni buona applicazione

commenta Carlo Lucera, Senior Android Developer di Coffice.

Spesso sento clienti chiedere retro-compatibilità assurde, addirittura fino ad Android Gingerbread pur di non perdere percentuali minime di utenza, mentre non si presta quasi mai attenzione a quella silenziosa fetta di utenza che presenta disturbi più o meno accentuati della vista: da una semplice miopia alla cecità totale. Le opzioni di accessibilità in Android ci permettono con poco sforzo di migliorare la navigabilità delle nostre applicazioni. Ritengo che non siano davvero poche le applicazioni che dovrebbero porre un po' più di attenzione su questo punto.

E proprio per questo è importante che lo facciano. È facile pensare a Facebook quando si guardano le foto e i video, si leggono i commenti e si ride ai meme. Perché le stesse possibilità non dovrebbe averle un consumatore che non sente o non vede? A partire dal

banalissimo alt text nelle immagini: è quel testo che tecnicamente dovrebbe essere presente in ogni immagine e che dovrebbe essere letto in modalità accessibilità

allo scopo di far comprendere ad ogni utente la scena al suo interno.

Sono davvero delle piccole cose, dei banali dettagli che però possono cambiare significativamente l'esperienza d'uso. Perché, dopotutto, se un sistema operativo non è accessibile, non è nemmeno utilizzabile.

CommentaDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *