Aurora Serverless riporta all'attenzione degli sviluppatori e dei database administrator le potenzialità delle architetture Serverless, suggerendo un confronto tra queste ultime e le soluzioni server per evidenziare vantaggi e svantaggi di entrambe.

A favore dell'impostazione server based abbiamo sicuramente una maggiore maturità sottolineata anche da una documentazione più completa e da una maggiore familiarità nei confronti di strumenti SQL e NoSQL come MySQL, Postgres e MongoDB. Non mancano però alcuni limiti legati al numero di possibili connessioni attive in simultanea (in particolare nel caso degli RDBMS) e, di conseguenza, all'entità di traffico gestibile.

Si devono poi considerare eventuali problematiche correlate alla ristrettezza delle regole dei firewall, alle latenze derivanti dall'utilizzo di interfacce personalizzate, all'integrazione in applicazioni preesistenti (si pensi alle necessità di migrazione) e alla variabilità del traffico nel corso della settimana.

Per contro, alternative offerte dalle architetture Serverless come per esempio DynamoDB su AWS, non presentano limiti per quanto riguarda le connessioni attivabili, garantiscono poi una minore complessità dal punto di vista del networking e del provisioning, favorendo l'agile development. Non mancano però degli svantaggi rispetto all'impostazione server, come la necessità di un'estrema aderenza del data design ai query pattern.

E' quindi corretto prevedere il futuro successo delle architetture Serverless a discapito dei Server-full database? Stando a quanto esposto in precedenza diventa più probabile uno scenario in cui le due impostazioni finiscano per coesistere. Questo almeno nel corso dei prossimi anni, successivamente è ipotizzabile una sempre maggiore diffusione di servizi in auto-scaling forniti tramite formule Pay-per-use.

Via Alex DeBrie

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