Innanzitutto non conta il paese in cui risulta risiedere il cliente (privato o azienda che sia), ma il paese verso cui la merce verrà inviata. Ad esempio, se una società con sede in Lussemburgo vi chiede di spedire la merce acquistata in un altro paese (ipotizziamo il Cile) dovrete applicare le regole che valgono per il paese di destinazione della merce (sempre il Cile) e non quelle valide per il paese in cui sta l'azienda (il Lussemburgo).

Detto questo analizziamo più nel dettaglio quali sono queste regole. Ci concentriamo però solo sulle vendite che prevedono la spedizione di un oggetto (ovvero quelle che rientrano nella categoria delle "vendite online indirette").

Bisogna innanzitutto distinguere tra vendite effettuate verso paesi appartenenti all'Unione Europea e vendite verso tutti gli altri paesi, i cosiddetti extra-UE.

Infatti le vendite verso paesi extra-UE sono esenti da IVA, secondo l'articolo 8 del D.P.R. 633/1972. L'IVA è una vera e propria tassa sul consumo, pertanto deve essere incassata dallo Stato in cui il bene viene consumato (e non da quello in cui viene venduto). Quando la merce giungerà a destinazione il cliente sarà tenuto a pagare in dogana gli eventuali dazi e l'IVA (che così verranno incassati dal paese di destinazione, ovvero quello in cui il bene viene "consumato"). Pertanto l'IVA non deve essere né applicata né incassata da chi vende (nel paese di origine), ma dovrà essere applicata ed incassata dal paese di destinazione della merce, una volta che questa entrerà nei suoi confini.

Per quanto concerne invece le vendite verso paesi UE le cose si complicano. Se si tratta di "cessione intracomunitaria" gli importi non sono imponibili (articolo 41, comma 1, lettera A, del D.L. 331/1993) se e solo se il cliente è un "soggetto passivo". Ovvero se il cliente è una partita IVA non si applica alcuna aliquota IVA.

Per le vendite verso i paesi UE se il cliente è un privato si deve aggiungere l'IVA. La cosa complicata è che non si utilizzano le aliquote del paese di origine (ovvero quello in cui risiede l'attività di vendita): bisogna applicare le aliquote del paese di destinazione!

Pertanto se ad esempio un cliente tedesco acquista un prodotto su un vostro sito di e-commerce che opera in Italia, e vi chiede di spedirglielo in Germania, dovete applicare l'aliquota IVA tedesca e non quella italiana. Dal primo gennaio 2015, una volta incassata l'IVA dal cliente tedesco dovrete versarla allo Stato tedesco, e non a quello italiano tramite il MOSS. In questi casi è caldamente consigliato farsi seguire da un commercialista esperto in materia.

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Vorrei avere maggiori informazioni sulle vendite in line e non on linein finlandia vetso provato o soggetti con piva. Se il sito è in finlanfia ma la merce parte dall.italia quale regime iva si applica?

Melina
Melina

io ho bisogno di altre informazioni ....se acquisto merce in italia posso non pagare iva perché la merce va all estero?

emanuele
emanuele

Buona sera, quanto e stato specificato sopra e molto chiaro quando un e-commerce vende all'estero, ma come si deve comportare il nostro fornitore? faccio degli esempi: 1) A mezzo del e-commerce gestito da società italiana vendo ad un privato in Spagna e il mio fornitore e Spagnolo e la merce viene consegnata direttamente dal mio fornitore al privato. 2) A mezzo del e-commerce gestito da società italiana vendo ad un privato in Spagna e il mio fornitore e Italiano e la merce viene consegnata direttamente dal mio fornitore al privato. 3) A mezzo del e-commerce gestito da società italiana vendo ad un privato in Russia e il mio fornitore e Italiano e la merce viene consegnata direttamente dal mio fornitore al privato. In tutti e tre i casi trattasi di triangolazione all'esportazione in quanto e il mio fornitore redige la documentazione per l'esportazione , ma come bisogna comportarsi ai fini IVA con il mio fornitore? Grazie per la collaborazione

Michele
Michele