Per questo motivo, è necessario che le landing page risultino visivamente accattivanti, facili da navigare, complete di tutte le informazioni che potrebbero attirare le attenzioni di un futuro cliente. Vi sono però altri consigli, forse meno immediati, che potrebbero contribuire nell'aumentare notevolmente il proprio tasso di conversione, anche qualora si disponesse di budget non elevati.

Non vi sarà certamente bisogno di sottolineare come una landing page deve essere costruita attorno al target che si vorrà catturare, nonché come ogni progettazione debba rispondere al criterio della piacevolezza d'uso, affinché l'utente non scappi a gambe levate.

Attenzione al mobile

Entro il 2020 la maggior parte del traffico online, più del 60%, verrà determinato da dispositivi mobile. È quindi impensabile non perdere un bacino d'utenza così esteso con un sito tutt'altro che ottimizzato per la fruizione da smartphone e tablet, allontanando così la possibilità di preziose conversioni.

Non è però tutto: con l'aumento delle performance per i dispositivi portatili, sempre più utenti considerano poco gradevole la navigazione su pagine appositamente create per il mobile, spesso scarne e non comparabili alla versione originale. Di conseguenza, utile sarà sposare appieno le specifiche del design responsive che, oltre a eliminare la necessità di creare sezioni speciali in base al dispositivo in uso, permettono di adattarsi automaticamente a qualsiasi tipo di diagonale a schermo e risoluzione.

Progettazione e heatmap

La predisposizione di una landing page non è un'operazione una tantum, da effettuarsi una sola volta. È un progetto in divenire, che deve adattarsi ovviamente alla risposta del pubblico, eliminando eventuali problemi di navigazione e compensando eventuali aree sottostimate in fase di definizione. Innanzitutto, per aumentare le conversioni, valgono le comuni regole di qualsiasi prodotto per il web: nessun elemento intrusivo come video in autoplay, grafica minimale ma accattivante, leggerezza di caricamento sia per evitare noiosi tempi d'attesa che per non determinare un traffico troppo elevato.

Utile è analizzare le cosiddette heatmap, ovvero quegli strumenti che permettono di tracciare anonimamente il movimento del mouse degli utenti, per scoprire quali aree della pagina siano maggiormente gettonate. Così facendo, si potranno facilmente scoprire i punti che attraggono più facilmente le attenzioni dei navigatori, spostando in queste aree pulsanti, comandi o inserzioni che hanno più alta probabilità di generare una conversione.

Fiducia e testimonial

Quando un utente giunge sulla pagine di un prodotto o un servizio che ben non conosce, è ovviamente colto da una naturale diffidenza. Soprattutto qualora venga richiesto di effettuare un acquisto o, ancora, di fornire propri dati personali. È necessario alimentare la fiducia del navigatore fornendo tutte le informazioni necessarie, nel modo più puntuale possibile, sul trattamento dei dati.

Ancora, si dovrà fare affidamento a società di pagamento o mediazione alle transazioni universalmente considerate affidabili, mettere in evidenza un'area contatti affinché il cliente possa contattare l'assistenza e, fatto non da poco, mostrare eventuali certificazioni di settore.

Ancora, utile può essere inserire nella landing page alcuni testimonial. Questi, tuttavia, dovranno risultare il più possibile naturali e veritieri, poiché il navigatore tende a credere che le recensioni altrui, soprattutto se provenienti da un personaggio pubblico o da un influencer, possano essere generate in realtà da una sponsorizzazione.

Utile sarà riportare l'opinione dei clienti storici o, ancora, predisporre un'area commenti affinché chiunque possa raccontare la propria esperienza con il servizio.

Non chiedere troppo

Molti utenti potrebbero sollevare sospetti nei confronti di quei servizi che, a fronte della registrazione di un account o di un abbonamento, richiedono fin troppi dati personali. Il timore riguarda la possibilità possano essere rivenduti a terzi, con la spiacevole conseguenza di vedersi la casella di posta intasata di spam o indesiderate comunicazioni commerciali.

Si raccolgano solo i dati che effettivamente servono per i propri scopi. Per una mailing list, ad esempio, potrebbe essere sufficiente anche solo l'indirizzo mail o, in caso si desideri una più ampia analisi del target, il sesso e la fascia d'età. Per l'acquisto, invece, non si superino i dati ovviamente obbligatori per la fatturazione, evitando qualsiasi domanda possa essere considerata anche vagamente intrusiva.

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