La sensibilizzazione portata avanti da Barulli, ha trovato subito un forte sostenitore in Fabrizio Capobianco, CEO di Funanbol, progetto che già ha abbracciato la AGPL. L´appello non si ferma al solo lato "sviluppatori", ma introduce una nuova prospettiva anche per il semplice utente che sempre più spesso carica sui server altrui i propri dati. Tuttavia, come afferma lo stesso Barulli, anche se caricati su un altro server è giusto conservare il pieno controllo dei propri dati.

A questo proposito nasce il paradigma Zero-Knowledge, che prevede la totale cifratura di tutti i dati scambiati tra utente e server remoto, incluso lo username, in modo che il gestore del servizio non possa in nessun modo accedere a tali dati.

Infine l´iniziativa auspica l´introduzione nei browser di meccanismi che permettano un maggiore controllo sul codice JavaScript che viene eseguito, lasciando all´utente la possibilità di scegliere quale versione e di ricevere avvisi sugli eventuali aggiornamenti.

Voi che ne pensate? C´è da fidarsi delle applicazioni Web?

CommentaDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *