Quanto sono specifici i libri di programmazione nelle librerie italiane?

Venerdì 6 Giugno 2008 - 10:03

di Riccardo Degni

Lavoro

Oltre a leggere un numero assai elevato di tutorial di qualità in giro per il web, è anche piacevole sfogliare di tanto in tanto qualche buon manuale di programmazione o web design, magari scritto da qualche guru del settore.

Rimanendo in tema con i recenti post (Libri di carta sempre aggiornati di Antonio e Ma qualcuno legge libri di programmazione? di Cesare) butto sul tavolo un’altra questione riguardo ai libri cartacei.

Sono parecchie volte ormai che giro per diverse librerie in cerca di qualcosa di specifico, e perché no, di “nuovo”.

Eppure mi ritrovo sempre davanti decine di libri targati “Il linguaggio PHP”, “Il linguaggio Javascript” o ancora “L’HTML”. Non un libro dedicato a componenti più specifiche ed avanzate come ad esempio JSON, i framework, Wordpress o Joomla o ancora su tecnologie nuove come AIR, Silverlight e cosi via.

Tuttavia le collane straniere straripano di libri dedicati alla programmazione ed alle sue meccaniche più evolute ed avanzate, basta fare un giro sui principali portali di e-commerce o sui siti ufficiali degli editori per rendersene conto.

Qui non si tratta dell’aggiunta progressiva di nuovi capitoli come proposto da O’Reilly, soluzione che peraltro condivido, ma proprio di assenza di materiale nella nostra lingua.

Secondo voi questo è uno dei motivi per cui sempre più utenti acquistano libri online dall’estero, oltre a quello del prezzo?

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Commenti

1

Acquisto (e leggo) molti libri tecnici, ma tutti in inglese, proprio per mancanza di risorse in lingua italiana.

# - postato da Oscar Del Ben - 06 Giugno 2008 - 10:27

2

Secondo me i fattori sono diversi, e rilancio infine con una domanda:

- In alcuni casi il gioco non vale la candela, nel senso che il tempo necessario alla traduzione, alla correzione, alla stampa necessario portano a far uscire un testo già vecchio.
- C’è un preconcetto comune da parte dei tecnici che il testo in inglese sia migliore (oddio a volte si leggono certe traduzioni..).
- Tenendo presente il punto 2, c’è una vera richiesta di testi in italiano?

ciao

# - postato da Giovanni Battista Lenoci - 06 Giugno 2008 - 10:47

3

Quanto mi capita di entrare un una libreria giapponese, anche se alla fine non compro quasi nulla, per ovvi motivi linguistici, rimango sempre sorpreso dalla varietà di argomenti.
Libri dedicati solo al disegni di icone, di interfacce per videogiochi, o dedicati solo a specifiche librerie con jQuery o le Yui.
Ho visto che la “librizzazione” di interi siti o blog!
Per non parlare di ogni possibile software, anche poco diffuso, che spesso gode di svariati manuali sia per esperti che imbranati…

Invece in Italia sono molti anni che non compro neanche le riviste…

# - postato da Andrea - 06 Giugno 2008 - 10:49

4

In Italia e in italiano ho visto libri dedicati a Joomla…

# - postato da Mattia - 06 Giugno 2008 - 10:57

5

Passo regolarmente diverso tempo nelle librerie per cercare nuovi titoli, però devo osservare come alcuni libri siano molto arretrati (es. “guida ubuntu 6.06″ sic) altri troppo generalisti (”html, javascript e PHP”, probabilmente uscito 3/4 anni fa), e altri semplicemente inutili (le “references pocket”, che si possono trovare anche online in due minuti) e coperti da due dita di polvere.

Le case editrici italiane, poi, non mi hanno mai soddisfatto in termini di qualità dei contenuti:
comprare libri all’estero è l’unico modo per avere libri aggiornati, di qualità (e per quanto mi riguarda per qualità intendo O’Reilly o Apress) e soprattutto privi di errori di traduzione

Nella maggior parte dei casi il prezzo di copertina non è il motivo principale (almeno per me) per cui decido di acquistare online: spesso è in linea con quelli che si vedono qui, mentre in certi casi può essere più vantaggioso (vedi i libri della packtpub, molto specifici e molto economici).

E tutto ciò che non è coperto da edizione cartacea per fortuna può essere reperibile online (vedi gli “open books” su symfony o Django) per poi essere stampato in proprio e rilegato :)

# - postato da Fabrizio Calderan - 06 Giugno 2008 - 11:00

6

Lasciamo perdere la traduzione; quanti sono gli AUTORI italiani veramente autorevoli? Pochi.

# - postato da Sergio - 06 Giugno 2008 - 11:04

7

Comprare libri è stupendo, mi è capitato in passato di essere quasi in feticista di libri di infomatica!

Purtroppo per gli argomenti da voi già citati diventa difficile per noi “informatici” avere dei titoli veramente appetibili… spesso i libri costano uno sproposito! e sono tradotti in ritardo e male.

Inizio a prenderli in inglese, con il tempo mi accorgo che è meno difficile di quanto pensassi.

Poi voi mettere…. fa di un figo!!! hahahah

# - postato da TaTaC - 06 Giugno 2008 - 11:10

8

Qualcosa si trova… ma sono dei “tascabili” alquanto scadenti… Personalmente, però, preferisco le documentazioni online.

# - postato da Paolo - 06 Giugno 2008 - 11:18

9

Avete sentito senz’altro parlare di CIW

CIW provides high-stakes assessment exams that validate these credentials for potential employers.

io sono rimasto un po’ sorpreso del fatto che insegnano Javascript con un approccio molto primitivo e descrivono Perl come un linguaggio potente e fondamentale per la costruzione di siti dinamici.
Potential employer con Perl mi domando io?

# - postato da Martin Sarsini - 06 Giugno 2008 - 11:29

10

Beh… il motivo per cui non si comprano libri in libreria e in italiano e’ alquanto semplice: non ne esistono!
Sono anche io un feticista di libri di informatica… ultimamente ho acquistato molti testi su Ruby on Rails e Actionscript3.

Ho dovuto acquistarli per forza online da Amazon, perche’ in Italiano semplicemente non esiste nulla!

Del resto lo capisco… quanti comprerebbero un libro su rails in italiano? Facciamo un migliaio di persone? Ovvio che alle case produttrici non conviene… e’ questione di numeri e di mercato: il nostro e’ semplicemente troppo piccolo per giustificare i costi di edizioni dedicate.

ps: conoscete Anobii? Beh… nel caso non lo conosceste, questa e’ la mia libreria: http://www.anobii.com/people/p.....xelinlove/

# - postato da Andrea - 06 Giugno 2008 - 11:34

11

Amazon tutta la vita.

# - postato da Matteo Galli - 06 Giugno 2008 - 11:55

12

Il mercato dei libri tecnici in italiano è già una nicchia, a occhio per gli editori non vale la pena di investire in manuali ancora più specializzati.. molto meglio le guide for dummies :P

# - postato da Tom - 06 Giugno 2008 - 12:27

13

giusto Tom, in italia andiamo avanti con le guide for dummies, estremamente superficiali e di livello basso.

L’informatica e’ inglese, e non capiro’ mai perche’ gli stessi informatici, o quelli che si ritengono tali e soprattutto quelli italiani, dovrebbero rifiuttarsi di imparare questa lingua che, a livello tecnico, e’ molto semplice e sempre corretta.

E’ un po’ come il discorso dei dottori bravi, e quelli meno … dove i bravi si aggiornano andando a convegni internazionali e dove spesso i termini sono addirittura in latino, inglesizzati, ma comprensibili a tutti i presenti.

Le traduzioni informatiche, invece, non vengono sempre fatte da professionisti, ma da traduttori, ergo spesso si perde il concetto, si trova un termine inesatto, o non si capisce il senso di una frase o peggio ancora, si spiegano fischi per fiaschi.

Vero anche il discorso del ritardo nella traduzione, se passano 3 mesi il libro e’ gia’ vecchio e sviscerato in rete da coloro che hanno scritto gia’ una review piu’ o meno corposa.

Quindi, se volete programmare, e se volete tenervi aggiornati con materiale qualitativamente superiore, vi consiglio, per quelli che non l’hanno ancora fatto, di imparare questo inglese, che non potra’ fare altro che garantirvi vantaggi a 360 gradi.

… poi ci sono gli hobbisti della domenica …

# - postato da andr3a - 06 Giugno 2008 - 12:52

14

Si penso che il problema sia quello ma una cosa che ho notato ed è anche il motivo del perchè acquisto libri in inglese, è il metodo di spiegazione. Molti manuali sono tante pagine ma poca sostanza. In pratica ti spiegano cose che già sai e non entrano nello specifico. Avevo letto un libro su Flash AS2 della Friend of Ed (ottima marca), in inglese, spiegava come se l’insegnante fosse li con me. Gli arogmenti si riprendevano nei capitoli, si facevano ripassi… cose che non si trovano nei manuali italiani e in più la pecca è che molti comandi vengono tradotti in ITALIANO… quindi su alcune cose si capisce poco.
Questa è la mia idea.

# - postato da Michele Cataneo - 06 Giugno 2008 - 14:31

15

Manco a farlo apposta proprio ieri sono stato in una famosa libreria di Roma e notavo proprio quello che si dice nel post. Ci sto ragionando da parecchio e credo che questa sia addirittura una questione un po’ “italiana” perchè sono stato l’ultima volta un anno fa a Parigi ed ho trovato dei testi, in francese, che anche se generali avevano in ogni caso dei capitolo che riguardavano alcune dei framework o delle tecnologie comunemente utilizzate nella realtà lavorativa di tutti i giorni. Aggiungerei, a tal proposito, che è impossibile (almeno per quel che mi riguarda) essere al passo con i tempi affidandosi al solo cartaceo: si rischia di rimanere indietro di anni!

Un saluto!

# - postato da Jack Solo - 06 Giugno 2008 - 15:44

16

A mio avviso è solo una questione di mercato. Se pubblichi negli stati uniti e per di più in inglese hai praticamente un mercato globale e quindi puoi pensare di avere abbastanza lettori e acquirenti anche per argomenti specifici. I testi in italiano mirano a fornire spesso solo un’introduzione iniziale perché in quel modo sanno di avere un pubblico potenziale più ampio. Almeno questa è la mia impressione: non lavoro nel settore editoriale, quindi è solo una supposizione.

Va anche detto, però, che anche in Italia esistono le eccezioni. Per esempio il lavoro che sta facendo la pearson di pubblicare alcuni testi più avanzati (penso anche solo al libro di zeldman o al recente libro di R. Scano) va in tal senso.

# - postato da Andrea - 06 Giugno 2008 - 16:34

17

Quando uscì il libro CSS La guida completa di Gianluca Troiani edito da Apogeo, parlai con Gianluca riguardo il prezzo del libro, abbastanza alto anche per un buon libro tecnico e dopo alcune incomprensioni reciproche mi disse chiaramente che il prezzo alto era dovuto al fatto che l’editore non poteva far meglio su un libro che avrebbe venduto si e no diecimila copie in diversi anni.
In poche parole, i libri di informatica in Italia seguono e a ragione, le solite regole di mercato.
Se un tema non vende non si stampa, settori relativamente di nicchia, come il citato JSON non si venderebbe se non a pochi amanti della carta come me, la concorrenza di internet è troppo forte.

# - postato da Marco Grazia - 06 Giugno 2008 - 18:20

18

Concordo in pieno col pensiero di Fabrizio, anche in merito alla qualità dei libri della O’Reilly.

Abito a Sassari e pur essendoci diverse librerie, i titoli a disposizione sono per la maggior parte molto generalisti. Vedo decine di libri tutti uguali su php, html, ecc. rivolti prevalentemente a un’utenza di principianti. Rari i casi di libri che trattino argomenti un pò più specifici. Per esigenze di lavoro non molto tempo fa avevo necessità di un buon libro di powershell. Nonostante abbia girato in lungo e in largo non sono stato in grado di trovare un solo libro sull’argomento. La maggior parte dei librai non sapevano nemmeno di cosa stessi parlando, i rimanenti mi han risposto che si trattava di un argomento troppo di nicchia, privo di mercato. Son stato costretto a reperire un buon manuale per vie traverse e avendolo apprezzato molto ordinerò la versione cartacea, che comunque preferisco, tramite Internet.

# - postato da nicola75ss - 06 Giugno 2008 - 18:37

19

si si si…. credo che il grosso endicap sia proprio la lingua… in questi giorni ad esempio, mi sono dedicato alla ricerca di cookbook specifici per ajax, php, mysql e apache, però ho trovato solo roba in inglese :(

e dato che non mastico l’inglese al punto di comprarmi un intero libro, sono costretto a spulciare in lungo e in largo nella rete in cerca di qualcosa.

# - postato da Activ - 06 Giugno 2008 - 20:12

20

@17
Ciao Marco, quando discutemmo del prezzo del mio libro sono certo di non aver parlato fatto una stima così ottimistica riguardo la dimensione del mercato; magari fossero diecimila i possibili lettori di un libro di informatica!

Quando il mercato è così ristretto, come fa un editore a produrre libri su argomenti di nicchia? A chi le vende le copie prodotte?

# - postato da Gianluca - 07 Giugno 2008 - 01:30

21

La maggior parte dei testi italiani sono traduzioni inglese, normalmente più datate (per ovvie ragioni di tempo).
E questo, da solo, è il motivo che mi induce a non comprare libri in italiano.

Su centinaia di libri a casa, meno del 20% è in italiano.
Di questi, i libri italiani non specifici che non siano una copia inglese si contano sulle dita di una mano.

Ne vorrei citare uno, che merita attenzione: ACCESSIBILITA’ - GUIDA COMPLETA di Michele Diodati, edito da Apogeo.

# - postato da Simone Carletti - 07 Giugno 2008 - 16:22

22

Per esperienza personale posso dire che la causa principale di questo problema è il rapporto fra numero di copie presumibilmente vendute e i costi necessari per produrre una versione italiana: semplicemente, se va bene paghi le spese… esperienza diretta: un libro secondo me capolavoro come PPK on JavaScript ha venuto poche centinaia di copie. E come fa un editore a pagare traduzione, impaginazione, revisioni, diritti d’autore, stampa, distribuzione… ?

# - postato da livio - 09 Giugno 2008 - 11:36

23

In Italia siamo molto arretrati informaticamente.
Guardiamo più televisione che internet e le case editrici si adeguano.
Le aziende editoriali sono ferme all’alfabetizzazione perchè quello è il mercato che va per la maggiore.

# - postato da Ratamusa - 09 Giugno 2008 - 16:47

24

io sto ancora cercando di capire come si legge in un array un file di classi in c …. se qualcuno ha qualche idea e vuole darmi un’idea, gli sarei immensamente grato…

# - postato da Daniele Rapisarda - 09 Giugno 2008 - 17:23

25

È semplice: come tutti gli array in C contenenti stringhe (i nomei di classi sono stringhe, no?):
dipende da come sono state indicizzate le classi e il file che le coniene; nell’elenco tramite array (in senso stretto:no indirizzi):

  1. In posizione 0, c’è il nome del file;
  2. Nelle posizioni vanno da 0 (escluso)a n-1 ci sono i nomi;
  3. L’elemento 1 è la prima classe.
  4. L’elemento n-1 è l’ennesima classe…..

Se ho capito quello che vuoi sapere…
Se invece dei nomi ti interessano gli indirizzi al posto di un vettore di nomi, ne usi uno di puntatori e procedi in maniera analoga….

Sappi, però che qui è una cosa OT, c’è l’area apposta nel forum di Html.it.Chiedi lì….

# - postato da Ratamusa - 09 Giugno 2008 - 19:55

26

vorrei sapere se esiste un Libro in italiano di ActionScript 3.0 ?
Perchè vorrei capirci meglio !

# - postato da Marco - 02 Aprile 2010 - 16:20

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