L'upgrade include una GEO API, che consentirà di indicizzare le informazioni in base a latitudine e longitudine per poi renderle disponibili alle interrogazioni, e il comando BITFIELD, che permetterà di utilizzare una stringa come array di bit composto da interi con dimensioni e offset definiti dall'utente. Presente un debugger per lo scripting Lua, supportato nella redis-cli, e implementati i campi RDB AUX per le informazioni addizionali (server di origine, data di generazione..) nei file RDB.

Ulteriormente migliorato il livello di efficienza nella gestione della memoria così come la replicazione degli script Lua, stesso discorso per quanto riguarda il Cluster Redis anche se non è presente il supporto per il port forwarding in Docker inizialmente implementato prima del rilascio della versione definitiva. Risolto un problema di compatibilità tra slave e master inerente l'identificazione delle chiavi in scadenza nello scorso della fase di lettura.

Novità anche per Sentinel, la soluzione per l'availability di Redis, il cui sorgente ha subito interventi particolarmente rilevanti ai fini della scalabilità nel monitoraggio multi-master; nel caso specifico è da sottolineare che il lavoro fatto dagli sviluppatori potrebbe non essere stato ancora completato, è quindi consigliabile un'approfondita sessione di test prima del passaggio alla fase di produzione.

Sempre per quanto riguarda il discorso legato alla stabilità, il fatto che lo sviluppo di Redis 3.2.0 abbia richiesto più tempo del dovuto e che la piattaforma sia rimasta in RC per un periodo prolungato non significa che essa sia automaticamente adatta per il deployment su tutti i propri progetti, se ne suggerisce invece un'adozione incrementale in modo da poterne rilevare gradualmente le eventuali criticità.

Via antirez

CommentaDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *