Grazie a device come la single board Raspberry Pi oggi è però possibile realizzare dei laboratori di informatica a basso costo, esistono infatti numerose distribuzione dedicate proprio a questo scopo e gli insegnati possono trovare in Rete alcuni validi strumenti, anche gratuiti. Un sistema informatico dedicato agli studenti deve però avere determinare caratteristiche, ovvero:

  • Deve essere facile da utilizzre e da configurare.
  • Deve avere tempi di avvio rapidi.
  • Deve avere un'infrastruttura stabile e ben difesa da malware e attacchi informatici.
  • Deve richiede un livello di manutenzione meno complicato possibile.

Progetti open source come PiNet o PiServer offrono per esempio tutte queste caratteristiche e permettono una gestione semplice e centralizzata dei dati e degli utenti.

PiServer, in particolare, è stato sviluppato dalla stessa Raspberry Pi Foundation. È stato concepito per l'esecuzione su un server x86 e per interfacciarsi con le varie Raspberry Pi connesse alla rete locale via Ethernet. PiServer può gestire l'avvio dei vari client, anche se non è presente una microSD con il sistema operativo, grazie al supporto al network booting o PXE. Ecco in breve le feature principali di PiServer:

  • rileva automaticamente le Raspberry Pi connesse alla rete locale e cerca di avviarle tramite network boot, cosi da non dover individuare manualmente i vari device.
  • Imposta in automatico un DHCP server, ovvero il protocollo che nei router fornisce a tutti i dispositivi di rete un indirizzo IP (in modalità proxy o in modalità IP completa), ordinandogli di rispondere solo alle richieste del Raspberry Pi del network, elemento davvero importante per la sicurezza della rete.
  • Genera user e password per i client in modo che ogni studente o insegnante possa creare e salvare dei file in uno spazio dedicato e personale protetto dalle sue credenziali. Inoltre verranno conservati i log delle azioni degli utenti e nessuno di essi avrà i poteri per installare nuovi pacchetti o modificare i software di sistema.

Realizzare una rete scolastica con Raspberry Pi offre diversi vantaggi, un impianto del genere infatti risulta essere particolarmente economico, non occupa molto spazio e richiede poca energia, soprattutto in considerazione del fatto che i processi ARM consumano molto meno rispetto a quelli di un comune PC con architettura x86. Inoltre Raspbian, il sistema operativo basato su Debian e sviluppato dal team del Raspberry, richiede poca manutenzione.

Ovviamente non si tratta di un ecosistema perfetto. È possibile che in alcuni casi si possano registrare alcune "problematiche", diversi programmi didatti sono disponibili ad esempio solo per Windows. Inoltre essendo, Linux un sistema relativamente poco diffuso in ambito desktop, è possibile che sia inizialmente difficile da padroneggiare per gli insegnati e gli studenti. Senza contare che le caratteristiche hardware della Raspberry Pi possono non essere sufficienti e adeguate per le applicazioni che si intende utilizzare.

Le soluzioni basate sul Raspberry potrebbero non essere l'ideale per tutte le esigenze, ma sicuramente offrono un interessante alternativa low cost a quelle basate su configurazioni più costose.

Via Stephan Tetzel

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