Quanto contano gli URL?
Giovedì 6 Marzo 2008 - 09:55
di Riccardo Degni

L’URL è una parte molto importante di una pagina pagina web, quella che la individua univocamente e che può offrire una breve descrizione del contenuto.
La stesura degli URL con la scelta delle relative sintassi da utilizzare al loro interno, costituisce una delle fasi di progettazione di un sito, ma spesso è sottovalutata sia dagli sviluppatori che dagli utenti finali.
Sappiamo che i motori di ricerca privilegiano gli URL “umanizzati”, quindi:
http://www.qualcosa.com/sedie/44
http://www.ilmioblog.net/come-realizzare-un-logo
al posto di:
http://www.qualcosa.com/prodotti.php?prodotto=sedia&id=44
http://www.ilmioblog.net/?p=18
I primi favoriscono una migliore indicizzazione e sicuramente una spiegazione più immediata del contenuto della pagina, senza contare che sono più facili da memorizzare (per un’eventuale digitazione da una postazione in cui non abbiamo in nostri preferiti, ad esempio).
È anche vero che molti utenti/clienti non badano affatto alla sintassi degli url e non vanno oltre al classico www.qualcosa.it.
Secondo voi quanto dovrebbe contare la sintassi che diamo agli URL nelle fasi di realizzazione di un sito? Nella vostra esperienza di navigatori percepite più attenzione o trascuratezza rispetto al problema?
Categoria: Contenuti e Web Writing | Permalink
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Commenti
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Ormai esistono ottimi sistemi di rewriting che risolvono con poco il problema.
Sono per gli URL umani.
# - postato da Nemesis Design - 06 Marzo 2008 - 10:57
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Non vorrei scrivere fesserie, ma per quanto ne so il problema delle URL, se mai di problema si possa parlare, è stato risolto da Google qualche tempo fa (a dir la verità non ricordo se fosse più di un anno fa o meno…); c’è a tal proposito una dichiarazione nelle linee guida del search engine.
Negli anni in cui tale problema era un vero problema si era ricorsi all’URL rewriting per aumentare il valore delle pagine dal punto di vista dei fattori on-page.
Attualmente (IMHO, siete liberi di smentirmi) dal punto di vista dei motori il problema non sussiste; mentre per quello che riguarda gli utenti il discorso è molto più complesso.
Dipende principalmente da due fattori:
- tipo di sito: blog, portale, e-commerce etc.
- livello dell’utente medio che lo navigherà
Ora, se ritenete che non ho scritto fandonie, potremmo segnalare case history di url (umanizzate o paranetriche) che mostrino sia il primo che il secondo fattore.
Un caso plateale è il sito Vodafone: avete notato che url ? Io si, ma non perché mi abbia creato scompensi, bensì per via del lavoro che faccio: vi assicuro che quando utilizzo i suoi servizi non me ne curo affatto.
3
La sintassi delle url è una componente fondamentale del mio lavoro quotidiano.
Si è diffuso molto l’uso dell’url rewrite, grazie anche a strumenti come WordPress che le integrano nelle proprie preferenze.
Penso che oltre ad avere una funzione di marketing, influisca sull’usabilità e sull’eleganza di una pagina.
# - postato da Sandro Lain - 06 Marzo 2008 - 13:34
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Diciamo che sostanzialmente non servirebbe a nulla. Però in settori competitivi sul web, in fatto di posizioni nelle serp dei motori, le url riscritte possono ottimizzare all’estremo il posizionamento.
Per l’utente comune (prendo me come esempio) è utile riscrivere le lettere della prima parola dell’articolo per far apparire il link nel menu a tendina della barra degli indirizzi…
5
La sintassi e la leggibilità degli url è importante, sia per i motori di ricerca che per gli utenti (vedi l’esempio di Paolo sulla barra degli indirizzi).
Purtroppo sui siti “importanti” la cosa è trascurata, il primo esempio che mi viene in mente è l’ormai defunto italia.it..
6
@Dag
Ciao,
il rewriting per i motori di ricerca è ancora importante, uno dei tanti fattori di cui tenere conto.
Se mi chiamo Repubblica posso anche fregarmene (sempre che il Corriere della Sera faccia altrettanto) ma più debole sono in un aspetto, più devo compensare con un altro
# - postato da Fabio Sutto - 06 Marzo 2008 - 16:06
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Dimenticavo…
Vodafone è l’esempio di come non si dovrebbe fare un sito dal punto di vista SEO, TRE invece ha fatto da molto tempo un lavoro discreto.
Provate a cercare “Vodafone UMTS” (senza apici) giusto per curiosità…
# - postato da Fabio Sutto - 06 Marzo 2008 - 16:09
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anche io mi limito a sapere l’indirizzo principale del sito, senza le sottopagine.
per quanto riguarda il cosidetto url_rewrite, l’unico motivo per il quale lo pratico è, oltre che per professionalità, per una migliore e corretta indicizzazione sui motori di ricerca.
9
Ritengo molto importanti gli url “umanizzati” :)
Per quanto riguarda vodafone: non mi dispiacerebbe affatto andare direttamente alla funzione che mi serve con un URL tipo:
my.vodafone.it/sms/sendNo?
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Intanto non è vero, secondo me, che le URL possono essere come si vuole per i motori. Per esempio, se superano una certa lunghezza, fanno fatica… inoltre un numero eccessivo di parametri è ancora negativo.
Che poi ci siano mille fattori che possono compensare, è un altro discorso.In termini di Comunicazione sulla SERP, invece, le URL lunghe ed “incasinate” creano qualche problema. Osservati, varie volte i visitatori ci hanno detto di non aver fatto click su un risultato proprio perché la URL troppo incasinata dava un senso di sfiducia o di cosa estranea.
Lasciamo perdere se è giusto o sbagliato. Questo è ciò che hanno risposto.
11
3/4 anni fa, nel settore immobiliare, il passaggio da url parametriche a url ottimizzate aveva portato un sito che gestivo a scalare decine di posizioni nelle SERP. Probabilmente l’effetto ormai è attenuato dal fatto che è più facile e l’ottimizzazione è diventata una prassi. Ciononostante, è una buona prassi, di rispetto per gli utenti; io ormai non inizio un progetto che non preveda, tra le altre cose, anche le url human-friendly.
# - postato da paperogiallo - 07 Marzo 2008 - 04:24
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Salve, visto che si è detto “Ormai esistono ottimi sistemi di rewriting che risolvono con poco il problema.” propongo alla redazione di fare un piccolo articolo in questo blog dedicato alle varie tecniche di rewriting (se non è già stato fatto)
Grazie
# - postato da michele - 07 Marzo 2008 - 09:36
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concordo.. sarebbe bello avere notizie sui metodi di url rewriting!
# - postato da poe - 07 Marzo 2008 - 10:17
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@Michele e Poe
Google vi è amico, basta chiedere :)
http://www.google.it/search?hl.....#038;q=url rewriting&btnG=Cerca&meta=lr%3Dlang_it
# - postato da Fabio Sutto - 07 Marzo 2008 - 10:55
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Dipende dal tipo di cliente.
Scusate se sono venale.Per quel che mi riguarda faccio degli url mirati per le parole chiave del mio sito e per i contenuti dinamici lascio anche lunghe Querystring.
Sottolineo, però, che le pagine che creo sono solitamente molto testuali e quindi i motori di ricerca trovano molti contenuti in esse
# - postato da Fabio Mattis - 07 Marzo 2008 - 11:36
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Se fossi un professionista che lavora nel campo web garantirei questa funzionalità e la riterrei prerequisito fondamentale per un sito di buon livello…
Da cliente, invece, mi rifiuterei di ricevere un sito nuovo senza URL rewriting…
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Ritengo che nella progettazione di un servizio web professionale, è imprenscindibile pensare fin da subito a URL user friendly, praticamente per ogni parte del sito che sarà navigata dagli utenti, per tutti i motivi già elencati (seo friendly, facilità di ricordare gli indirizzi, ecc.) e aggiungo anche per una migliore e più veloce lettura della web analytics.
# - postato da Mariano Montuori - 08 Marzo 2008 - 11:45
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@Fabio
Sono dell’idea che molto spesso i siti con un tale brand non sono esempi da seguire, ma cercando “Vodafone UMTS” (senza apici) ottengo vodafone.it tra i primissimi risultati.
Tralasciamo il discorso snippet:Siamo spiacenti, il sito www.vodafone.it non è al momento disponibile a causa di
un intervento di manutenzione. Ti invitiamo a riprovare più tardi.…questo è un altro discorso.
Come ho scritto, ribadisco che secondo me il rewtiting è dipendente dal tipo di sito; questo non significa affatto che possa risultare in qualche modo negativo, tutt’altro! Dico solo che in alcuni casi i benefici non sono così evidenti da giustificare l’ulteriore lavoro da svolgere per l’url rewriting; beh, se il cliente è disposto a pagarlo a parte, non c’è problema… Si fa…
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@Dag
vedo da sempre Vodafone.it a metà pagina e nei risultati “insertion”. Di sicuro non un gran risultato con cotanta azienda.
Per quanto riguarda il rewriting lo ritengo, e sono in buona compagnia, un requisito indispensabile se si vuol poter dire di aver ottimizzato un sito e fatto tutto ciò che un SEO dovrebbe fare.
# - postato da Fabio Sutto - 10 Marzo 2008 - 10:53
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..pagine statiche o pagine dinamiche che siano, ciò che c’è scitto nell’url conta un sacco.. indicazione diretta del contenuto..come se fosse un secondo Tag-Title (o pressappoco..!!)..







