Quando il default ci rende ciechi

Martedì 5 Dicembre 2006 - 17:08

di Cesare Lamanna

Software e Servizi

L’uso quotidiano di computer e software conferma puntualmente molte teorie sul design e sugli errori di progettazione. Basta rendersene conto e fermarsi un attimo a pensarci. Anche senza ricorrere all’autorità di personaggi come Bruce Tognazzini o Joel Spolsky e ai loro scritti sui principi di base nella progettazione di interfacce e sulle aspettative dell’utente, è facile sperimentare sulla propria pelle il potere del default.

Da anni uso come lettore di feed RSS NetNewsWire. Dalla versione 2.0 (ormai vecchiotta, direi) è dotato di un browser integrato che si appoggia al motore di rendering di Safari. Un click su una news presente in un feed e si apre in una nuova tab la pagina web. Non la sfrutto molto questa feature preferendo aprire i link in Safari. La uso spesso, invece, in un caso: se trovo segnalato tra gli aggiornamenti un nuovo blog di cui mi interessa aggregare il feed, per esempio, clicco sul link, apro il sito e… Aperto il sito il mio sguardo cade implacabilmente sulla barra dell’indirizzo, dove mi aspetto di trovare l’icona RSS. Invece ecco cosa vedo:

Screenshot: NetNewsWire

Dov’è l’icona? Possibile che su un blog di Om Malik non ci sia un feed o che non abbiano usato l’autodiscovery? Ma sì, il feed c’è. Clicca, esplora, possibile che devo copiare e incollare la URL per sottoscriverlo?

Alla fine gli occhi puntano casualmente sull’angolo inferiore destro della finestra: l’icona è lì, dov’era su Firefox prima della versione 1.5. Ora, io quell’icona lì in basso l’avevo sicuramente già usata, ma abituato ormai alla posizione standard che occupa oggi sugli altri browser l’avevo di fatto dimenticata, rimossa.

Chiedo a questo punto a quanti tra voi sono impegnati nella progettazione di interfacce per il web e non solo: quanto tenete conto nei vostri progetti di questa sorta di ‘fattore default’ (lo user model di cui parla Spolsky)?

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Commenti

1

io tanto. ma ricordo anche che di “default” vi è pure l’immagine che sta ad indicare un feed, che è possibile inserire nella pagina. così se non si nota (o se non c’è) l’icona nella barra degli indirizzi, io la inserisco nella pagina.

# - postato da smal - 05 Dicembre 2006 - 17:31

2

E’ un fattore che tengo senza dubbio in considerazione, e non poco.

Proprio per questo motivo non riesco ancora a capire la nuova interfaccia di IE7, dove sono stati spostati molti elementi rispetto alla posizione a cui ormai siamo abituati (refresh, stop..).

# - postato da Tom - 06 Dicembre 2006 - 09:27

3

E’ un fattore da tenere assolutamente in considerazione, uno dei più importanti per chi disegna inferfacce, soprattutto interfacce web.

Ma c’è un problema, e Tom ne ha citato un esempio davvero calzante: gli standard, in questo dominio, cambiano costantemente, fluttuano, sono mal definiti.

Per questo (anche per questo) è così difficile definire il modello utente nel mondo dell’informatica. Molto più semplice definire il modello utente di un automobilista: i comandi dei fari sono diversi in ogni auto (ma ci sono più o meno due o tre possibilità, non di più) mentre il volante è sempre lì, il freno sempre al centro, l’acceleratore a destra ecc.

Mi ricordo di aver letto almeno dieci anni fa un contributo in un libro di HCI da parte di un progettista Apple: come fai a progettare un’interfaccia usabile e intuitiva e contemporaneamente cambiare qualcosa ad ogni release altrimenti il software sembra “vecchio”? La risposta era: “You can’t”. Nel senso che è sempre un compromesso tra il cambiamento (anche un fatto di marketing, vedi il look nuovo di IE7) e la familiarità con precedenti abitudini dell’utente.

Difficile. Ma per favore teniamo conto delle abitudini consolidate e funzionanti. Non torniamo all’epoca in cui ogni software aveva i menù in un ordine diverso, e bisognava cercare “Salva” e “Apri” dappertutto….

# - postato da p.battino - 06 Dicembre 2006 - 11:48

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