Analizzare i dati della ricerca interna al sito

Lunedì 5 Ottobre 2009 - 08:39

di Cesare Lamanna

Motori di ricerca

L’ultimo numero di A List Apart è interamente dedicato alla funzionalità di ricerca interna ad un sito e all’analisi dei dati da essa generati. Sono tre articoli ricchissimi di spunti, utilissimi per chiunque voglia partire da questo tipo di analisi per migliorare la gestione dei contenuti del sito a livello di architettura dell’informazione, usabilità, qualità generale dei testi, etc. A chi avesse difficoltà con l’inglese anticipo che un paio degli articoli usciranno prestissimo in traduzione sulle pagine di HTML.it.

Il pezzo di Avinash Kaushik, Internal Site Search Analysis: Simple, Effective, Life Altering!, è forse quello più basic, dal momento che partendo da Google Analytics mostra come impostare al meglio nel servizio di Google un’analisi dei dati ricavabili dall’uso che i visitatori fanno del motore di ricerca interno.

Uno degli scenari su cui l’articolo di ALA non scende nei dettagli è quello del tracciamento delle ricerche sul sito che non producono risultati. Per colmare questo gap vi giro la segnalazione del post Tracking Zero Result Searches in Google Analytics che ho trovato sul blog di Marco Cilia.

I dettagli, come dice Marco, sono molto tecnici, essendo il post centrato sulla configurazione del tracciamento in Google Analytics. A trarre le conclusioni rispetto all’impatto che ricerche senza risultati possono aver sull’immagine del sito e sul suo successo ci pensa però Joost de Valk in questo intervento. In sintesi: una ricerca sul sito senza risultati può essere il segno di una discrepanza tra quello che il visitatore/utente si aspetta di trovare e i contenuti forniti; l’analisi delle query e delle parole chiave per cui non si riscontrano risultati può servire ad armonizzare il lessico adottato sul sito rispetto a quello usato dagli utenti; se il motore di ricerca interno non fornisce risultati adeguati potrebbe essere mal concepito e/o mal funzionante. In tutte e tre le circostanze l’imperativo è quello di adottare interventi correttivi.

Ah, Joost de Valk è il creatore del plugin Google Analytics for WordPress. Sulla configurazione di quest’ultimo per il tracciamento dei dati sulla ricerca interna fornisce ottimi spunti lo stesso Marco Cilia nel post già linkato qui sopra.

Voi quanta attenzione prestate alla configurazione del motore di ricerca interno e all’analisi dei dati sul suo uso?

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Commenti

1

teoricamente un sito strutturato come si deve non necessiterebbe nemmeno di una ricerca interna.

Anzi, il più delle volte ci si affida alla ricerca proprio quando non si trova nulla con la normale navigazione. Il più delle volte senza risultati.

# - postato da Paolo - 05 Ottobre 2009 - 12:03

2

non sono d’accordo, Paolo…
un sito strutturato come si deve non necessita del cerca per come siamo abituati ad usarlo noi… ovvero per cercare quello-che-non-troviamo-e-non-sappiamo-nemmeno-se-c’è…

ma immagina un sito che contiene tanti tanti documenti che-siamo-sicuri-ci-siano… anche se è strutturato a dovere, un bel cerca interno è f o n d a m e n t a l e…

pensiamo alla gazzetta ufficiale e ai bandi di concorso…

pensiamo all’avvocato online e alle sentenze…

ecc. ecc.

il problema penso che non sia docuto SOLO alla struttura di un sito… ma anche alla cura con cui i materiali vengono indicizzati e inventariati… perché se non mi tagghi a dovere i documenti puoi anche cercare con google, ma trovi un sacco di ciofeche… invece se le ipotetiche sentenze fossero taggate con anno+livello-di-giudizio+tribunale+parola-chiave-ecc. allora i termini della ricerca avrebbero senso e potrebbero essere affinati a dovere…

# - postato da EsseZeta - 05 Ottobre 2009 - 12:11

3

sono d’accordo con EsseZeta, e per fortuna me ne sono accorto prima di riscrivere esattamente tutto il suo commento :)

# - postato da Marco Cilia - 05 Ottobre 2009 - 13:37

4

Hai detto bene, Paolo, teoricamente.
Nella pratica il motore di ricerca interno diventa irrinunciabile per offrire percorsi di navigazione diversi, diverse strade che portano ad una stessa unità di contenuto. Questo perchè non tutti siamo uguali, non tutti ragioniamo allo stesso modo, non tutti abbiamo le stesse abitudini di navigazione. Ma non per questo non dobbiamo arrivare alle stesse informazioni.
Poi, come dice Essezeta, ogni contenuto deve avere metadati corretti, altrimenti il motore di ricerca interno diventa controproducente.
C’è chi naviga un sito in lungo e in largo in cerca di serendipity, e c’è invece chi cerca qualcosa di preciso: se non lo trova neanche con il motore interno, passa ad un altro sito.
Insomma, l’utilizzo del motore interno non è necessariamente un difetto, ma un’occasione sia per dare risposte anche ai navigatori che non seguono percorsi tradizionali, sia per verificare se l’architettura delle informazioni adottata è sufficientemente efficace.

# - postato da Cheope - 05 Ottobre 2009 - 14:37

5

Io penso che la ricerca sia meglio farla fare a chi sa farla. per questo uso (quasi) sempre la ricerca di Google. Se il sito è sritto e indicizzato correttamente è la soluzione migliore.

# - postato da maurizio - 05 Ottobre 2009 - 15:25

6

In presenza di un sito che ha una base dati notevole (ma anche come quella di un blog non abbandonato a se stesso) è assolutamente indispensabile. Per un sitarello piccolo che non si espanderà non penso abbia tanto senso.

# - postato da Pino - 05 Ottobre 2009 - 19:27

7

@ EsseZeta

Hai ragione, ma io parlavo in linea teorica e generale. Ovvio che ci sono siti in cui la ricerca è estremamente necessaria come gli esempi che hai fatto tu ma sono eccezioni che confermano la regola… (IMHO).

Se poi si vuol fornire la ricerca come servizio extra concordo anche con Cheope ma il tutto va analizzato in maniera specifica per ogni situazione.

Per il resto io sono della stessa opinione di Maurizio.

# - postato da Paolo - 06 Ottobre 2009 - 09:39

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