Un’esclamazione simile mi è sfuggita di fronte ad una SERP, una volta scovata, nei bassifondi di una quarta o quinta pagina, la landing page che rispondeva esattamente alla mia query.

Non sempre, infatti, il primo risultato è quello più idoneo. C’è una certa percentuale di fallibilità  negli algoritmi, altrimenti non si spiegherebbero certi risultati anomali in prima pagina.

Ma cosa viene chiesto ad un motore di ricerca per essere considerato perfetto?
Un motore di ricerca non deve far altro che soddisfare al 100% una richiesta di un utente nel più breve tempo possibile.

Consegnato al mondo dell’ovvio questo obiettivo, mi sono chiesto come mai i search engine più diffusi al mondo non offrono concretamente e chiaramente agli utenti la possibilità  di segnalare i siti che dovrebbero stare più in alto in una data serp.

Forse qualche tentativo in merito è stato fatto (la faccina sorridente nella Google Toolbar?), ma mi spingerei oltre: un link a fianco ad ogni risultato con un anchor text tipo:

questo sito dovrebbe essere più visibile? Facci sapere perchè!

Ovviamente con un rimando ad una form in cui l’utente spiega i motivi per cui il sito, per una determinata query, dovrebbe risultare più in alto.

La gestione non potrebbe essere che semi-automatica, con personale dedicato a ricevere gli input degli utenti, verificare i siti segnalati e attribuire, in caso di test positivo, dei “bonus” che mettano il turbo al sito web su quella serp – magari solo per un breve periodo di tempo in cui verificarne il bounce.

Qualcosa di simile alle dinamche che muovono l’inserimento nelle directory, una sorta di user generated serp, magari forniti come risultati alternativi (“vuoi vedere cosa hanno messo gli utenti al primo posto?”)

Scrivendo, mi sono venute in mente una serie di conseguenze negative che lascio indicare a voi… insieme a quelle positive, se ce ne sono…

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ebbene...non mi ricordavo nemmeno di aver scritto questo post ma...ben venga ricordarlo! ;-)

Massimiliano Scorza
Massimiliano Scorza

Rilancio il thread che é diventato più attuale che mai. Mi sa che Google l'ha letto! :-) http://www.google.com/+1/button/

Alex designer
Alex  designer

Big-g ha letto il mio post...ecco le nuove serp modificabili!.... http://www.motoricerca.net/2008/07/15/serp-modificabili/

Massimiliano Scorza
Massimiliano Scorza

L'idea non sarebbe male... Sicuramente solo per affiancare i risultati veri e propri, magari al posto di "mi sento fortunato" :-)

Daniele
Daniele

Buon suggerimento, quello dell'interazione diretta dell'utente, ma sicuramente a lungo andare, ciò comporterebbe più male che bene ai fini di pertinenza delle ricerche. Secondo me, e condividerete, Google (e credo solo lui) adotti già  dlle strategie simili all'interno del suo algoritmo di funzionamento, e sarebbe il primo a modificarlo se vedesse che le cose non vanno ne verso giusto. Ovviuamente il web é pieno di situazioni ambigue..ma purtroppo la perfezione non esiste, ma si ci può andare vicini (qualche volta)!

Giuseppe
Giuseppe

L'avere risultati davvero pertinenti sulle SERP é un'utopia e lo sarà  sempre purtroppo. Il web é un business e dunque su questo si basa. Sicuramente l'idea di un link cliccabile per segnalare i siti non pertinenti può essere un'idea, esattamente come quella delle faccine sul browser. E' vero però che questi sistemi non sarebbero funzionali in caso di siti web che per via dell'argomento trattato, hanno un basso numero di accessi. Per questi basterebbe davvero poco per falsare i risultati. Inoltre, spesso sulle pagine moolto interne delle SERP si trovano risultati validi quanto quelli iniziali, se non di più, solo che non tutti gli utenti hanno la pazienza di andarseli a cercare, preferendo invece l'utilizzo di chiavi di ricerca differenti. In questo caso, i risultati molto interni resterebbero comunque penalizzati. Ad ogni modo Google sta rafforzando i filtri anti-SEO e questo si evince dall'elevatissimo numero di siti che di questi tempi stanno ricevendo penalizzazioni e questa mi sembra una buona strada verso il successo. In conclusione, direi che questi sistemi di valutazione potrebbero essere implementati per offrire una base valutativa in più ai motori di ricerca, ma nulla di più.

PPM
PPM

Buona l'idea Andrea Girò. Per il Click-through rate, penso che google già  ne faccia uso.

Andrea
Andrea

Basta cercare. http://www.wikia.com/wiki/Wikia

semioticmonkey
semioticmonkey

Nasce con questa idea Beeseek (http://www.beeseek.org/) un motore di ricerca "opensource". Questo sito, che ho conosciuto grazie ad un amico che ha le mani in pasta nel progetto, vuole rendere partecipe l'utente che fa le ricerche alla salita o discesa di un risultato durante una ricerca. Da quello che ho capito tiene conto anche dell'affidabilità  dell'utente e da quanti utenti la pensano allo stesso modo su un singolo risultato. E' la stessa cosa che più o meno, se ho capito bene, vuole fare Wikiasari (http://search.wikia.com). Beeseek é considerato opensource perché i sorgenti del sito sono disponibili a tutti e chiunqe, se vuole, può dare una mano.

Giacomo
Giacomo

Qui in svizzera (almeno nel canton Ticino) capita spessissimo che dopo una ricerca di una determinata azienda,alle prime posizioni delle serp compaiano siti che riportano semplicemente le iscrizioni al registro di commercio e non il sito dell'azienda che si sta cercando. Questo é dato da siti aziendali spesso poco orientati alla SEO ma rimane comunque un disservizio di google. Vedrei piuttosto un servizio contrario rispetto a quello proposto nell'articolo: un anchor che riporta un semplice "questo risultato non é pertinente con quello che stavo cercando", senza collegamento ad un form ma ad un semplice conteggio. A mio avviso verrebbero a mancare alcune delle obiezioni sollevate:

  • il tempo richiesto é pochissimo, un semplice click, quindi invoglia all'utilizzo.
  • i "furbetti" che lo utilizzerebbero per scopi personali sarebbero sicuramente una minoranza rispetto a chi ne fa un uso lecito (ad es. se qualcuno tagga negativamente 20 risultati nella stessa ricerca é chiaro che non fa un utilizzo lecito e si potrebbe decidere un ban temporaneo dal servizio).
  • anche trovando scappatoie per un utilizzo illecito, la quantità  di tempo necessario per promuovere il proprio sito a scapito degli altri é sicuramente maggiore.
Ma secondo me un ulteriore soluzione (che probabilmente é gia implementata ma ovviamente ha dei problemi a funzionare correttamente), sarebbe quella di utilizzare i dati di Click-through rate all'interno delle serp, in parole povere: alla ricerca con la keyword xyz il primo link della serp é utilizzato il 3% delle volte rispetto al secondo; vuoi vedere che c'é qualcosa che non va? Ovviamente questo parametro andrebbe usato solo con discrepanze elevatissime per permettere di rilevare gli errori piu grossolani e tentativi di aggirare gli algoritmi di posizionamento, per non svantaggiare eccessivamente chi ha un rate basso ma rimane comunque pertinente.

Andrea Girò
Andrea Girò