Come spieghereste al nonno che cosa è un blog?
Mercoledì 5 Marzo 2008 - 11:41
di Massimiliano Scorza

In Training Day (anzi, probabilmente in Philadelphia), pellicola americana che valse l’oscar a Denzel Washington, il protagonista era solito ripetere, per farsi spiegare un concetto:
spiegamelo come se avessi tre anni.
Una vicenda personale mi ha permesso di cimentarmi in una situazione simile, con 80 anni di differenza: ottantatre. Tanti ne ha mio nonno, al quale ho dovuto spiegare che cosa sia un blog.
Diciamo che mi è andata bene: nella maggior parte dei casi, un blog è una sorta di diario personale. Non è il caso di Edit, ma chissà dove mi sarei addentrato nel tentativo di spiegare al suddetto nonno che cosa sia Edit, e soprattutto quali siano gli argomenti trattati (alcuni dei quali, non faccio fatica ad ammetterlo, sono piuttosto complessi anche per un giovine come me).
Ebbene, trovarmi di fronte alla banalità di dover rendere chiaro cosa fosse un blog, con parole povere e comprensibili, ad un inesperto del mestiere, mi ha fatto pensare a tutte quelle circostanze in cui il nostro interlocutore professionale - cliente, collega o superiore - non ha la benchè minima idea di ciò che gli stiamo raccontando.
Dal calderone dei pensieri estraggo tre esempi, i primi che mi vengono in mente, senza entrare troppo nel dettaglio:
- il Trust Rank;
- il linguaggio XML;
- il Web 2.0;
Come li spieghereste a vostro nonno (alias padre anziano, alias interlocutore professionale assolutamente a digiuno in materia) tenendo presente, ovviamente, che lui non sa cosa sia il Page Rank, non conosce l’HTML e intuisce a malapena che Internet non è un luogo fisico?
Spesso, ne converrete sicuramente, anche questo argomentare nel deserto fa parte del nostro lavoro quotidiano…
Commenti
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solitamente generalizzo: computers/informatica, come lo si può spiegare altrimenti?
forse con un “poter comunicare son tutto il mondo come se si fosse vicini”?
Mi trovo sempre un po’ senza parole… Anche perchè spiegare bene il tutto non mi garantisce comunque che il messaggio venga ben capito perciò diventa inutile (nonno-padre). con un cliente/interlocutore professionale il concetto è diverso: capiterà sicuramente di poter far vedere esempi a schermo di ciò che è un blog oppure di qualunque argomento tecnico; il problema rimane quello di semplificare in un linguaggio per “lui” quello che è già semplice in un linguaggio per “noi”.
2
Io di solito per spiegare questi concetti cerco di trovare qualcosa di simile nel passato del mio interlocutore, qualcosa che lui percepisca come reale e quasi “necessario”, oltre che vicino alla sua esistenza. Alla fine sono convinto che sia un semplice cambio di media e non un modo diverso di comunicare. Si è passati dalla carta al Web e dunque alcuni oggetti quotidiani hanno cambiato forma così il diario è divenuto blog, la lettera email ecc. Certo spiegare un termine tecnico non è mai semplice, ma a volte per esemplificare al massimo si può ricorrere a qualcosa di simile e reale. Io la penso così…
# - postato da Shinyeagle - 05 Marzo 2008 - 12:53
3
Mi viene in mente “[…] in plain english” progetto basato proprio sulla risoluzione di questo problema: spiegamelo come se avessi tre anni!
Ciò che funziona in questo caso non sono le “semplici” definizioni da dizionario, ma le “contestualizzazioni”, gli esempi, raccontati in una “forma narrativa” chiara per mezzo di similitudini, metafore, paragoni e quant’altro.
4
forse con un “poter comunicare son tutto il mondo come se si fosse vicini”?
Già, non è male come definizione.# - postato da esteticaebellezza - 05 Marzo 2008 - 14:22
5
La frase di Denzel Washington non era presa da “Philadelphia”? Forse l’ha usata anche in “Training Day”, ma certamente è stata usata nel primo film citato.
# - postato da Luca - 05 Marzo 2008 - 14:51
6
Il mio di anni ne ha 96:
- “nonno, ti ricordi quando mamma da bambina aveva il diario segreto chiuso con il lucchetto e si arrabbiava se qualcuno lo leggeva? Bene, adesso io il mio diario lo faccio leggere a tutti in tutto il mondo e più sono e più sono contento”
- “nonno, sai che c’é un modo che puoi dire una cosa a tante persone che non conosci senza andare in piazza o essere editore di giornale?”
- “nonno, lo sai che rivelo trucchi e segreti del mio lavoro in cambio di conoscere quelli dei miei concorrenti?”
# - postato da Andrea Firetto - 05 Marzo 2008 - 14:55
7
@Luca
Uhm…non voglio andare OT ma mi hai messo in testa un atroce dubbio…e dire che è la mia frase preferita e ora non sono più sicuro di averla citata correttamente…urge verifica (fuori da Edit, magari scriviamoci)…no, non serve, mi sai che hai ragione:
http://www.scrivereperilweb.co.....ile-facile
(tra l’altro è un link a tema!)# - postato da Massimiliano Scorza - 05 Marzo 2008 - 15:09
8
“nonno, un blog è l’equivalente di un diario personale, solo che se vuoi lo possono leggere tutti e puoi condividere le tue informazioni, il tuo pensiero, ecc. Dato che poi usare un blog è molto comodo e semplice un gran numero di persone o di aziende, invede delle loro cose personali, parlano dei loro prodotti, o di un argomento in particolare. Ad esempio un blog può parlare di aerei, o di vestiti, o di frutta (esempi da fare relativi all’interlocutore).”
Con mio padre ha funzionato, con mio nonno non ci ho mai provato.# - postato da rik il guelfo - 05 Marzo 2008 - 15:24
9
è una tragedia far capire certe cose a mio nonno o anche a persone un pochettino più giovani.
un vero problema, trovare la parole giuste non è mai facile, dopo esempi su esempi magari dicono… ho capito…. ma non perchè hanno realmente capito, ma perchè hanno una tal confusione in testa da dire qualsiasi cosa pur di farmi smettere :)
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1) E’ come se un calzolaio ti raccomandasse un negozio di scarpe e un macellaio un altro. A chi crederesti?
2) Aspetto che qualcuno lo spieghi a mio nonno, cosi lui lo spiega a me.
3) le scritte con l’effetto riflesso. :D
# - postato da smshot.tv è una sola - 05 Marzo 2008 - 18:50
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A me non spaventa il nonno, bensì un certo “Vespa”. Sono certo che se mio nonno fosse ancora qui, capirebbe i blog ed il social network più facilmente dell’individuo citato poc’anzi.
A parte questo, credo che il discorso del diario personale sia un buon inizio; poi il video blog in palin english di Lee e Sachi (Common Craft) potrebbe completare l’opera; l’unico rischio è che il nonno si trasformi in un social grandfather.
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IO: Nonno, ho un giornale che tutti possono leggere e ogni articolo riceve dei commenti a cui posso rispondere
NONNO: Ma trovati un lavoro serio, plandrun! (pelandrone)
IO: Ma è un modo di farmi pubblicità e attirare nuovi clienti!
NONNO: ah brau brau (ah bravo bravo)
# - postato da Fabio Mattis - 06 Marzo 2008 - 11:09
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Trust Rank = probabilità che un sito sia libero da schifezze
XML - un linguaggio tra tecnici per dirsi non solo cosa, ma come
Web 2 - “Nonno, il web di prima ma con un po’ più di dialogo. Ah già, che è il web di prima? tanti che danno informazioni sotto forma di pagine ed altri che leggono e si lamentano di continuo.”
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al nonno non è troppo complicato. ma provate a spiegare al vostro titolare (65 anni) perchè deve pagarvi per fare qualcosa da cui non ricevono bonifici.. baci baci gabry
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ottima osservazione, gabriele. Effettivamente alcuni titolari o dirigenti non si rendono conto degli investimenti nel tempo, a meno che non sia qualcosa che possono toccare
# - postato da Fabio Mattis - 08 Marzo 2008 - 10:46
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io sono il nonno. sto lottando solo per capire, ma destreggiarti fra tutti quelli che ti offrono un blog è un casotto.
poi bisognerebbe cominciare con una pagina bianca e poi arricchirla con tutto quello che ci si vuole mettere dentro.
Negroponte ha detto una volta “che tutti quelli che non conoscono l’informatica sono destinati a rimanere cacca” non con queste parole, ma il concetto è questo.
tanto per commentare.# - postato da naso.freddo - 15 Marzo 2008 - 01:08







