La qualità degli articoli …

Venerdì 4 Novembre 2005 - 12:03

di Gabriele Farina

PHP e Open Source

In questi giorni stavo discutendo con un amico (lo stesso con il quale ho discusso dell’argomento relativo ad IDE ed Editor) a proposito della qualità del materiale relativo all’informatica che è possibile reperire sulla rete o in edicola.

Purtroppo non posso dire di essere contento della qualità dei prodotti forniti dalle case editrici, che spesso si limitano a pubblicare materiale di scarsa fattura per cercare di colpire il lettore neofita o il programmatore hobbistico. Non esiste (che io sappia) una rivista in cui il materiale è selezionato, interessante ed innoviativo.

Le riviste sono piene di articoli scritti da persone che purtroppo non hanno una competenza completa dell’argomento, e spesso scrivono spronati dagli annunci trovati sul giornale che richiedono nuovi collaboratori. Gli argomenti sono poveri e di poco interesse, e quasi sempre è possibile trovare validissime alternative in linea senza spendere un centesimo.

Mi sono chiesto il perchè di questa carenza, e mi sono dato delle semplici risposte: le riviste cercano di avere il più largo target possible, e non si interessano della qualità del proprio prodotto. Se un articolo tratta di un argomento caldo viene pubblicato, spesso senza la supervisione di un redattore. Oltretutto, la maggior parte delle riviste paga poco e male i collaboratori, e questo non invoglia sicuramente il professionista a scrivere per loro. Un autore dovrebbe voler scrivere per una rivista basandosi sulla serietà di questa e sulla qualità del materiale trattato, non su semplici richieste pubblicitarie che sembrano richieste di aiuto per uscire da una strada senza ritorno.

Non voglio dire che le riviste, per così dire, di basso livello non siano utili per chi della programmazione fa un hobby o per chi vi si è appena avvicinato, ma è essenziale che qualcuno alzi il livello delle riviste cartacee. Perché mai dovrei spendere dei soldi per materiale scadente quando sulla rete posso trovare le stesse argomentazioni trattate in modo più approfondito senza spendere una lira ?

Mi capita di leggere riviste straniere (francesi, inglesi, americane e spagnole … alcune con un po’ di fatica, ma fa sempre bene :D ) e devo dire che la situazione non è come quella italiana. Non so se sia una peculiarità delle riviste che leggo, ma gli argomenti trattati sono interessanti, e quando non lo sono il prodotto è comunque di qualità. A dir la verità mi capita ogni tanto di leggere materiale molto interessante anche in Italia, ma spesso si tratta di articoli di cultura informatica non strettamente legati alla programmazione mentre io mi sto lamentando degli articoli aventi come target il povero programmatore!

Se le riviste online sono capaci di organizzarsi per avere materiale di qualità, perchè mai non possono farlo anche le riviste cartacee? Prendiamo per esempio HTML.it: non per fare inutile pubblicità al portale, ma da quando scrivo per loro ho sempre avuto un tempestivo feedback sulle argomentazioni da trattare e sugli articoli scritti, nonché spesso e volentieri una critica costruttiva sul prodotto. Secondo me gli articoli che derivano da questo processo sono comunque interessanti, sia quelli che trattano di argomenti avanzati, sia quelli che trattano di argomenti da neofiti. Il team è importante anche in questi casi.

Scrivendo per alcune riviste cartacee italiane ho avuto risposte con addirittura 3 mesi di ritardo dall’invio dell’articolo, cosa non del tutto corretta. Comunque non ho una così profonda conoscenza del panorama editoriale italiano, e mi sono solo lasciato andare su un argomento che a mio parere merita di essere discusso.

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Commenti

1

Sebbene in parte concordo con te devo dire che e’
possibile trovare articoli interessanti
anche in riviste italiane (vedi Dev ad esempio)
certo che e’ piu’ raro trovare articoli di interesse e ben trattati
piuttosto che l’articoletto buttato li senza nemmeno un paio di link di
approfondimento, ma tante volte si prende spunto da un articolo scritto male
per ricercare e approfondire in internet l’argomento..

# - postato da kentaromiura - 04 Novembre 2005 - 12:59

2

Quello che dici è in parte vero, ma devi ammettere che purtroppo capita spesso (soprattutto all’utente neofita in un determinato argomento) che si prenda ciò che si trova su una rivista come acqua santa e si continui per diverso tempo a ripetere le inesattezze presentate in articoli superficiali.
Quando studi su un libro di scuola pretendi di star studiando materiale valido. Lo stesso secondo me dovrebbe accadere per quanto riguarda gli articoli.

# - postato da Darkbard - 04 Novembre 2005 - 14:50

3

Hai pienamente ragione..
Nelle riviste trovabili in edicola poche sono fatte bene..e raramente trovi un articolo adatto per un programmatore.
Se questo succede.. spesso l’articolo è superficiale!

# - postato da Nemus - 04 Novembre 2005 - 15:10

4

Pienamente d’ accordo … solo che io ho fatto la stessa lamentela alle riviste stesse ( molte che pubblicano gia’ articoli o allegano libri ) , proponendo un libro già finito e che tratta argomentazioni in modo approfondito. Tale libro sarebbe stato solo il primo di una lunga serie che avrebbe coperto a 360° il panorama di un determinato linguaggio di sviluppo … inutile dire che non si sono nemmeno degnati di rispondermi, questa e’ la loro serieta’.

Non ci sono, per quanto ne so, riviste cha fanno articoli interessanti per i programmatori mentre i piu’ niubbie rischiano di imparare veramente male quanto cercano di fargli apprendere trascurando aspetti fondamentali per lo sviluppo.

Html.it ha buoni e validi articoli, ma se devo proprio essere sincero, non e’ che incentivi cosi’ tanto la gente a scrivere seriamente per loro.

Intendo dire che sicuramente il team e’ ottimo ma per quel che ne so non e’ che le proposte siano poi cosi’ allettanti in termini economici.

# - postato da andr3a - 04 Novembre 2005 - 15:22

5

è tutta una questione di soldi.

una marea di niubbi o meno, che non sa cosa sia un sito web, e i programmatori veri.

i niubbi non sanno che possono trovare tutto il materiale online, con esempi, tutorial e guide complete, quindi si affidano alla copertina che più li attira in edicola tra quelle esposte.
qui trovano spesso i soliti articoli, word, excel, access, l’area riservata in php…
gli articoli sono sempre gli stessi, ripubblicati a rotazione sull’una o l’altra testata, aggiungici qualche news, qualche foto, qualche trafiletto relativo ad un sito innovativo, e il pollo lo compra al volo.

il programmatore vero ha internet a disposizione, ha a disposizione una titanica quantità di materiale da reperire sulla rete che trova superfluo comprare la rivista che per pochi euri ti stampa quello che già sai, e sa anche che il lato negativo della carta appunto, è di non poter avere una comparazione “live” di quanto scritto.
Col computer può testare, ritestare, con internet cerca lo script più a lui conveniente.

Insomma, diciamocelo.

Il programmatore ha internet.

Il niubbo ha la rivista perchè internet non la conosce.

# - postato da Salvatore PECORARO - 04 Novembre 2005 - 15:36

6

Mi sono sempre posto il problema della remunerazione degli autori di articoli per siti web. Secondo voi a quanto ammonterebbe un compenso equo per un lavoro “di qualità”?
Ad esempio quanto dovrei offrire ad un serio professionista per realizzare qualcosa per il mio sito?

# - postato da Gianni_T - 04 Novembre 2005 - 15:37

7

Gianni,
secondo me il problema della remunerazione non è così semplice da risolvere. Ogni autore ha competenze e curriculum diversi da altri, ed ogni autore ha esigenze contrattuali differenti.
Posso solo sconsigliarti di chiedere informazioni a riviste cartacee del settore perchè, esperienza personale, pagano una miseria gli autori.
Online è tutto molto diverso, e dipende da tantissimi fattori … magari contatta qualcuno di HTML.it, ti sapranno dire qualcosa in proposito di sicuro :D

Tieni comunque in considerazione il fatto che l’autore certificato (quello con patentino da pubblicista o giornalista) pretende un pagamento più alto di una persona senza qualifiche (è sottointeso avere le qualifiche nn vuol dire essere migliori di colui che nn le ha … )

Un amico prende 1 euro a riga per scrivere articoli per un giornale NON informatico di discreta importanza senza avere nessuna qualifica.

Fai tu i conti …

# - postato da Darkbard - 04 Novembre 2005 - 18:01

8

@ Salvatore PECORARO
i niubbi non sanno che possono trovare tutto il materiale online, con esempi, tutorial e guide complete
____________________________

… a dire il vero mi riferivo anche a tanti, troppi, articoli on-line che sono molto spesso non approfonditi o non curanti di alcuni aspetti importanti.
Vero che online si trova molto, ma e’ anche vero che non tutto quello che si trova e’ di qualita’ … non e’ detto che siamo in grado di accorgercene, in edicola come in libreria come on-line.

# - postato da andr3a - 04 Novembre 2005 - 18:33

9

@ and3a

è vero che online non tutto è approfondito, ma c’è da dire che il rapporto tra materiale di qualità e materiale scadente è molto più alto rispetto alle riviste.

# - postato da Darkbard - 04 Novembre 2005 - 20:20

10

Caspita!
Venticinque anni fa, quando ancora andavo a scuola, compravo Nuova Elettronica, ero un appassionato di elettronica e incredibile, trovavo proprio sulle pagine di quella rivista, dicussioni con i lettori, esattamente come questa.
Devo anche dire che NE aveva ragione, anche io avevo comprato riviste simili di altri editori, e devo dire che gli argomenti trattati, quando non erano solo copiati, erano spesso sbagliati e i kit proposti errati.

Compravo, Computer Programming e anche DEV dal primo numero, li ho smessi solo perché il loro costo era diventato proibitivo permettermelo e anche perché davano poco spazio a gnu/linux che era il mio orientamento professionale.
Li gli argomenti trattati non erano mai banali, ricordo che si era passati dal trattamenti dei sistemi di quick sort del numero 3 mi pare, fino e oltre ai pattern i C , passando per gradi a forme di programmazione e linguaggi come il prolog, ad esempio.

Oggi in edicola compro poco o nulla, preferisco i libri, i motivi sono gli stessi da voi enunciati: da una parte la scarsezza degli argomenti trattati, dall’altra il costo delle riviste che non è per nulla banale, inoltre un libro rimane davvero per sempre, una rivista spesso la perdi.
On line trovo molte cose e mi bastano, francamente dei newbie mi interesso poco, non per snobberia, ma perché mi considero un newbie anche io, c’è sempre da imparare e preferisco cercare più che chiedere.
Ecco una cosa che manca un po’ a molti, newbie o meno, è la capacità di ricerca, vedo sempre le stesse domande e mai la ricerca di una risposta, si chiede ma non si legge, forse è per questo che esistono e prosperano tante riviste, nessuno legge veramente.

marco.

# - postato da Marcolino - 05 Novembre 2005 - 08:10

11

@ Darkbard

il fatto è che online trovi di tutto ma come ha detto Marcolino il 70% (o forse più) nemmeno le cerca le risposte … però il troppo materiale può avere il rovescio della medaglia … immagina di cercare qualcosa su Flash o PHP, se sei mediamente esperto distingui cosa è buono e cosa non lo è … ma se dovessi cercare qualcosa su un linguaggio per il quale non sei preparato, saresti in grado di farlo ?

Quello che voglio dire è che mancano spesso siti o riviste con problematiche trattate in modo approfondito … perchè ? Perchè far scrivere ad un esperto costa di più, come hai giustamente già detto … e se sei esperto non ti sbatti troppo per una cifra ridicola.

Tu parli di un euro a riga, io dico che fare un buon articolo approfondito, con tanto di esempi completi, relativi sorgenti e approfondimenti per temi e problematiche affrontate per l’ articolo comporta una perdita di tempo consistente … quindi se un ottimo articolo riesce in poche righe a spiegare il tutto in modo dettagliato, l’ autore, esperto e mai banale, spende molto più tempo per prepararlo ma prende meno dell’ altro che scrive le solite cose viste e riviste e mai diverse, ma sempre più gonfiate, proprio per quel rapporto parole / guadagno a mio avviso da rivedere completamente.

1000 pagine di tutto e nulla le trovo inutili confronto a 100 scritte da uno che sa molto bene il fatto suo per quel tema o quella problematica.

Quindi alla fine non trovo così distante il rapporto tra online e cartaceo, poichè online trovi 100 buoni contro 1.000.000 superflui, mentre in edicola o in libreria trovi 1 buono contro 10.000 inutili, sempre parlando del programmatore medio, quello che non ne può più del fantastico Hello World!.

Il niubbo invece, leggerà una volta quel pezzo e poi abbandonerà quel sito o rivista poichè cercherà altro … nessuno rimane niubbo a vita (per un determinato linguaggio), anche se c’e’ sempre da imparare.

Questo sembra non interessare affatto alcune case editrici, visto che perseverano con una politica di risparmio a discapito del nome e della qualità di quella casa stessa, che perde di consistenza ogni volta che ci viene riproposta la solita zuppa, con virgole spostate.

…. non a caso, le case migliori, continuano a vendere … le altre ?

Ovviamente è un mio parere personale.

# - postato da andr3a - 05 Novembre 2005 - 08:33

12

Be aspetta Andr3a, quello che dici è vero, ma fino ad un certo punto.
Intanto ci sono ottimi redattori che però non sanno scrivere due righe di codice html, questo dato che gli articoli sulle riviste vengono, rivisti dai redattori (in fondo a questo servono), giudicando come e in che formato scrivere per il lettore medio che legge la loro rivista, quindi ne viene fuori un articolo leggibile, ma che spesso è lacunoso, per non dire penoso dal lato tecnico.
Sono pochi gli autori che scrivono per riviste importanti del settore e non a cui non vengano rivisti gli articoli, per correggerne la forma.
Pensavo a Sofia Postai che scrive su Internet.pro e i cui articoli vengono letti da moltissimi.
Però è chiaro che se la rivista ha come titolo Hacker, non puoi pretendere di trovarvi chissà cosa, ma sicuramente è una delle più vendute in edicola, perché quel titolo richiama i lettori, newbie o no che siano.
Però vende, e ai redattori interessa solo questo.

Internet invece è diversa, qui chiunque può pubblicare qualsiasi cosa senza pagare nulla o quasi.
Il rovescio della medaglia è proprio quello che dicevi tu prima, la qualità ne va a discapito, però se, sempre per citarti, uno diventa almeno un poco esperto, allora saprà scegliere cosa leggere.

# - postato da Marcolino - 05 Novembre 2005 - 11:18

13

@Marcolino

Guarda, per esperienza personale ti posso dire che spesso i redattori non apportano alcuna modifica al contenuto dell’articolo. Questo accade, secondo me, perchè hanno sotto mano un’infinità di materiale che tratta argomenti differenti in modo differente, e la loro unica preoccupazione e estrarre da questo materiale gli articoli che trattano argomenti attualmente ritenuti in voga.

Infatti, come hai detto tu, le riviste puntano ad aumentare la tiratura ed il numero di copie vendute, senza preoccuparsi del fatto che una ristretta cerchia di lettori (quelli più avanzati) non ritiene accettabile il modo in cui un determinato argomento è trattato. D’altronde anche le case editrici hanno i loro conti da fare, e risulta abbastanza utopico sperare che prima o poi qualcuno decida di mettere in piedi una rivista come quella che stiamo chiedendo noi. Senza contare che comporterebbe molto lavoro aggiuntivo da parte dei redattori, rischiando di incidere molto sui tempi di produzione e sul costo.

# - postato da Darkbard - 05 Novembre 2005 - 11:44

14

Darkbard, se tu leggessi le stesure degli articoli, fatte dagli articolisti, ti renderesti subito conto che i redattori devono modificarle, o l’itaJano impererebbe.

marco.

# - postato da Marcolino - 05 Novembre 2005 - 12:04

15

Ci sono libri da migliaia di pagine o molto mirati per tematiche e costano 4 o 5 volte quello che costano i soliti “for dummies” … e a conti fatti vendono piu’ quelli che i for dummies (altrimenti non pagherebbero i validissimi autori) … a questo non pensano , secondo me, molte case … prendiamo hacker, non solo ha un titolo accattivante ma costa anche relativamente poco ed e’ senza pubblicita’ …. vive di tiratura, un caso a parte e ben riuscito, ma mi e’ capitato di ritrovare problematiche analoghe su piu’ numeri … pezzi saltati a piedi pari, ora lo compro molto piu’ sporadicamente, resta comunque una valida rivista nel panorama edicola, molte altre ancora scrivono “Windows in 5 minuti” … utile eh ?

# - postato da andr3a - 05 Novembre 2005 - 16:22

16

ecco qualcosa di interessante dove si parla anche della Tav Torino-Lione

“Alfonso Pecoraro Scanio: il prototipo del “meridional-progressista”

nell sito
http://www.fottilitalia.com/ che si definisce antitaliano

# - postato da giuseppe - 19 Dicembre 2005 - 10:18

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