Tim Berners-Lee: macchè Web 2.0…
Lunedì 4 Settembre 2006 - 10:03
di Giacomo Dotta

Tim Berners-Lee ha recentemente sbottato (segnalazione dal blog di Vittorio Zambardino) contro il Web 2.0. Dopo mesi passati a parlarci uno sopra l’altro di blog e wiki, folksonomy e partecipazione, ecco che ti arriva il guru e ti cancella in pochi secondo ogni precaria certezza.
A parte gli scherzi, l’intervento di Berners-Lee è particolarmente interessante. Secondo il “padre di internet” (ma quanti sono?) il cosiddetto “web 2.0″ è solo l’espressione ultima e sublime del web 1.0, quello originale. La dimostrazione starebbe nel fatto che gli standard sono gli stessi, i linguaggi sono gli stessi, le regole sono le stesse. Chi pensa che il web 2.0 sia la connessione rapida e diretta tra le persone, sta dunque semplicemente dipingendo un cigno che apre le ali e si mette a volare: il web 1.0 è arrivato alla sua maturazione completa ed ora sta dando il meglio di sé per come era stato pensato e progettato dai “padri” di internet.
Qual è dunque il web 2.0? È il semantic web, è la internet di SPARQL, è tutt’altra cosa. Berners-Lee è assolutamente netto nel proprio giudizio. Ed un padre va sempre ascoltato…
Segue uno stralcio (in inglese, pardon) dell’intervento.
Web 1.0 was all about connecting people. It was an interactive space, and I think Web 2.0
is of course a piece of jargon, nobody even knows what it means. If Web 2.0 for you is blogs and wikis, then that is people to people. But that was what the Web was supposed to be all along.
And in fact, you know, this Web 2.0, quote, it means using the standards which have been produced by all these people working on Web 1.0. It means using the document object model, it means for HTML and SVG and so on, it’s using HTTP, so it’s building stuff using the Web standards, plus Java script of course.
So Web 2.0 for some people it means moving some of the thinking client side so making it more immediate, but the idea of the Web as interaction between people is really what the Web is. That was what it was designed to be as a collaborative space where people can interact.
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Commenti
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Mi sentivo sconfortato in questo periodo, quasi fuori dal giro. Tutti che parlano di web2.0, dei loghi per la web2.0, tutto un movimento dietro una parola che in realtà è solo un nome per definire quello che nell’underground di internet succedeva già da molti anni.
Come il guru giustamente dice “nulla è cambiato”.
2
Dato l’interesse dell’argomento, mi sono permesso di tradurre l’intervento di Tim Berners-Lee citato nel post, in modo che sia più comprensibile per tutti (scusate le eventuali imprecisioni o errori):
” Il web 1.0 era fondato sul collegamento tra le persone. Era uno spazio interattivo, e penso che il Web 2.0 sia solamente un termine in gergo, nessuno sa neanche cosa voglia dire. Se il Web 2.0 è per voi blogs e wikis, allora questo è persone a persone. Ma questo è come il web era stato concepito dall’inizio.
E infatti, sapete, questo Web 2.0 significa usare gli standard che sono stati prodotti dalle persone che hanno lavorato sul web 1.0. Significa usare il document object model, significa html e SVG, è usare HTTP, quindi è costruire cose usando gli standard Web, con in più Javascript.
Quindi per alcune persone il Web 2.0 significa muovere alcuni passaggi sul lato client in modo da renderli più immediati, ma l’idea di Web come interazione tra persone è proprio ciò che è il web. Questo era quello per cui era stato progettato, uno spazio collaborativo dove le persone possono interagire. “
# - postato da Fabio Sussetto - 04 Settembre 2006 - 13:49
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Tim Berners-Lee NON È uno dei padri di internet.
è l’inventore del WebIl Web è diverso da Internet!!!
Le vostre mail per esempio viaggiano su Internet.
# - postato da Andrea Paiola - 04 Settembre 2006 - 14:35
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Bè, niente di nuovo, mi pare: chiunque si fermi un attimo a guardare con attenzione il web di oggi (quello degli standard, intendo) non può non notare come in sostanza sia la materializzazione di quello che è sempre voluto essere, fin dall’inizio.
E poi, occhio alla solita svista: Tim BL non è il padre di Internet, bensì del World Wide Web, che sono due cose ben distinte. :)
# - postato da Piero Fissore - 04 Settembre 2006 - 14:36
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Pardon per l’imprecisione, mi cospargo il capo di cenere e rendo merito a chi ha precisato la cosa. Ringrazio anche Fabio per la traduzione. Comunque sia vorrei far notare che sui blog che parlano di questi argomenti l’intervento di Berners-Lee non ha probabilmente ottenuto tutta l’attenzione che meritava. Anzi, proprio non ne ha raccolta. La blogosfera, alla continua ricerca di una identità fissa, ha forse ravvisato nelle parole del “padre del web” una scomoda delegittimazione? Perchè io le interpreto esattamente al contrario… mi sembra una lode ed un invito, semmai, a guardare già oltre.
# - postato da Giacomo - 04 Settembre 2006 - 14:43
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Tim Berners-Lee invita SEMPRE a guardare oltre… molte specifiche attuali varranno usate tra 10-15 anni.
Quando era al CERN ha dovuto faticare diversi anni perchè lo appoggiassero nel progetto che poi è diventato il Web.
Lo stesso Tim ha un un blog
http://dig.csail.mit.edu/bread.....mbs/blog/4Questo intervento non ha attirato attenzione perchè per chi conosce un minimo come stanno le cose non è una notizia, non è nulla di nuovo.
# - postato da Andrea Paiola - 04 Settembre 2006 - 15:00
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Io lo dico da sempre, il web2.0 è una “sigla di moda”.
L’unica cosa nuova e che anche chi ha blog o siti personali comincia a ragionare come una redazione, quando vuole portare utenti.
È tutto come 10 anni fà, o almeno si è materializzata quella idea.
E, a mio avviso, anche i “botti” tipici del web1.0 si faranno sentire a breve: la bolla è ricominciata.
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Oltretutto i loghi oramai son tutti uguali.. A parte qualche eccezione, son tutti fatti con quel font bello morbido,
# - postato da Damiano - 04 Settembre 2006 - 19:48
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“Web 2.0?”
Altro non è che una moda… Esattamente.Ci sono le le tre linee parallele di Adidas
Il famoso simbolo della Nikee, infine… Il “Web 2.0″ di… O’Reilly
Altro non è che un marchio registrato di cui, fra l’altro, non vuole si abusi.
Solità pubblicità
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In effetti, sono almeno 5 anni se non più che si parla di WEB 2.0 e, fino a prima di AJAX, lo si è sempre inteso come “semantic web”, e non come js xml. Il Semantic Web, per interderci, dovrebbe ad esempio essere un motore di ricerca che restituisce tutte le pagine che hanno a che fare con il significato della query di ricerca, e non con il numero di parole chiave che vi sono contenute.
# - postato da Stefano - 05 Settembre 2006 - 11:06
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5 anni? Beh, non esageriamo dai. La parola è stata coniata appena nel 2004. Semmai possiamo dire che da 5 anni ci sono alcune tecnologie che caratterizzano il Web 2. Possiamo dire che l’XML, il Javascript c’erano prima che si parlasse di questo nuovo “hype” ma non che il concetto di Web 2.0 sia cronaca da così tanto tempo.
# - postato da Giuliano - 27 Ottobre 2006 - 17:09







