Parliamo di etica SEO?

Lunedì 4 Settembre 2006 - 09:00

di Fabio Sutto

Motori di ricerca

Spulciando i bookmark arretrati ho trovato finalmente il tempo di leggere due interventi “succulenti ” e un po’ polemici verso Google e il modo in cui viene comunemente intesa l’etica SEO.

Etica
del posizionamento sui motori di ricerca
(su online-marketing.it) e SEO etici Vs. SEO opportunisti (su seos.it).

In effetti penso
che tutti possiamo concordare sul fatto che il peso dato da Google ai fattori esterni nella valutazione dei siti spesso non favorisce tanto la qualità dei risultati quanto i
guadagni di Google stesso attraverso Adwords. Anche Salvatore su seotalk.it, rinunciando però alla malizia, esprime perplessità sull’eccessiva influenza dei fattori “off site”.

Il tema è abbastanza controverso, ecco alcune questioni che per me rimangono irrisolte.

  1. La lotta allo spam è sacrosanta ed è sicuramente un servizio nei confronti di chi usufruisce dei motori di ricerca, ma secondo voi Google sta facendo bene il suo lavoro? Anzi, qual è il suo lavoro?
  2. È giusto parlare di “Etica” o molto più prosaicamente sarebbe meglio dire che i SEO devono stare alle regole che Google (del tutto legittimamente) ha deciso che si debbano rispettare affinché i siti facciano parte del suo indice? Guidelines ed etica SEO coincidono perfettamente?
  3. Un SEO che fa bene il proprio lavoro può essere contemporaneamente “etico” sia nei confronti del proprio cliente sia del navigatore/utente? O esistono due etiche incompatibili tra loro?
  4. Ha senso fare del proprio comportamento “etico” uno strumento di marketing? È preferibile un SEO che fornisce al cliente risultati inferiori ma si attiene rigorosamente alle Guidelines oppure uno che ottiene ottimi risultati utilizzando tecniche border-line senza “farsi pescare”?

Molte considerazioni valogono più per il passato che per oggi, ma su queste problematiche mi aspetto parecchi commenti e… se possibile niente flames :-)

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Categoria: Motori di ricerca | Permalink

Commenti

1

C’era un bel weekend di sole, anche oggi è una bella giornata, perché rovinarsi le giornate così? cosa dite?

# - postato da Johnnie Maneiro - 04 Settembre 2006 - 09:40

2

@Johnnie

Qui è tutto nuvoloso e poi magari siamo autolesionisti …la conoscenza spesso è sofferenza :)

[ot]
Mi sa che ci siamo conosciuti di persona qualche tempo fa

# - postato da Fabio Sutto - 04 Settembre 2006 - 10:25

3

Ciao Fabio,

io non scomoderei tanto l’etica quando si parla di Internet. Soprattutto guardando la situazione del mercato italiano.

L’etica nel Seo è un concetto tanto astratto quanto relativo, esiste solo cosa il cliente è disposto a rischiare.

Se proprio dobbiamo scomodare l’etica, facciamolo dove davvero conta qualcosa, ovvero parlando di come la maggior parte dei Web dipendenti sia tutt’oggi stagista o con contratto a progetto.

Qua si che ci sarebbe da parlare davvero tanto.

# - postato da Fabrizio Ventre - 04 Settembre 2006 - 10:42

4

Ciao Fabrizio,

infatti probabilmente è proprio il termine *Etica* (con la “e” maiuscola) che è eccessivo, usato impropriamente e soprattutto fuorviante quando parliamo di queste cose.

Non a caso l’ho messo tra virgolette quando slegato dal binomio “etica seo”

# - postato da Fabio Sutto - 04 Settembre 2006 - 10:57

5

in che senso intendete la frase “non favorisce tanto la qualità dei risultati quanto i guadagni di Google stesso attraverso Adwords”?

# - postato da nourdine - 04 Settembre 2006 - 14:35

6

[quote=nourdine]
in che senso intendete la frase “non favorisce tanto la qualità dei risultati quanto i guadagni di Google stesso attraverso Adwords”?
[/quote]

L’enorme peso ai fattori esterni (vedi post di Salvatore Cariello), in particolar modo all’anzianità dei siti, ha l’effetto (collaterale?) che un sito recente per quanto valido deve sempre scontare la propria giovinezza per un periodo più o meno lungo.
Anche i siti “anziani” che a loro tempo hanno raggiunto certi risultati attraverso teniche scorrette tutto sommato se la cavano con una reinclusione e mantengono le posizioni acquisite nel tempo.

Questa situazione ha un risultato: chi vuole cominciare a fare business grazie a Google ha due scelte
1) attendere
2) passare per il PPC

# - postato da Fabio Sutto - 04 Settembre 2006 - 15:11

7

Ogni volta che ci provo, ottengo sempre lo stesso risultato.
Se si vuole, si può fare SEO in modo etico.

Inutile che mi si venga a raccontare che in certi settori non è possibile, per l’eccessiva competitività ed altre cose simili.

L’unico vero problema è che si cerca di vendere a 2 mila/5 mila euro un progetto che ne varrebbe molti di più, ma che se pensassimo di vendere al suo reale valore, non comprerebbe nessuno.

Un progetti di posizionamento non è un progetto di qualche mese. Così come un qualsiasi progetto serio nel mondo reale, un progetto di posizionamento dura anni, non mesi.

La non-eticità non sta nel fare cloaking e redirect, network di siti falsi, mirror dns-redirected ed altre cose simili. La non-eticità sta nel non raccontare al cliente che un progetto SEO costa 30 mila euro e dura due anni, anche se i primi risultati si possono vedere prima.

Poi posso capire che tutti debbano lavorare, ma se per lavorare il dentista vi mettesse una corona di stucco, invece che di porcellana, poi voi accettereste che vi dicesse che è colpa vostra e che lui deve mangiare?

Se chi vi mette il gas in casa vi dicesse che l’impianto si può fare con 1000 euro e poi alla prima fuga si giustificasse dicendo che è colpa vostra perché avreste dovuto spendere di più e lui chiede poco perché deve mangiare, voi accettereste?

Insomma. Perché un posizionamento deve costare 2 mila euro?
La non-eticità sta qui. Nel prendersi lavori che è impossibile fare bene con certi costi.

Il primo che si prova a dire che esagero coi prezzi….. :-P

@Fabio
Certo che si inizia col PPC. E come, se no? Perché, c’è qualcuno veramente SEO che non lo fa? Naaaaaaaaaa, non ci posso credere….

# - postato da fradefra - 04 Settembre 2006 - 22:22

8

Ciao Francesco,

condivido in pieno le tue osservazioni…fino a dove si parla di PPC :)

Su questo aspetto non sarei così categorico: sta diventando sempre più difficile (e non perchè Google colpisce lo spam ma a causa del peso eccessivo dato ai fattori off site…appunto) ma se il cliente contempla tempi di start-up ragionevoli (che variano da settore a settore anche se hanno la tendenza ad allungarsi sempre più) si può ancora fare a meno di Adwords.

Capita anche di frequente che il cliente si rivolga al posizionamento “organico” per investire nel proprio sito le risorse che attualmente devolve ad Adwords.

# - postato da Fabio Sutto - 04 Settembre 2006 - 23:18

9

L’etica non è soltanto quella relativa alle tecniche piu’ o meno in linea con i dettami dei motori, non è soltanto quella dei costi piu’ o meno alti, ne quella dei contratti dei proprio collaboratori… parlare di ETICA significa anche parlare di offerte limpide e non truffaldine… ETICHE appunto: ma si puo’ inondare il ns mercato con offerte del tipo : “indicizzaizone il 700.000 motori, primi posti garantiti in due settimane 199 euro ” .. perchè non si dovrebbe parlare in questi casi di etica seo ???

Ciao,
Nicola Briani

# - postato da nbriani - 05 Settembre 2006 - 02:04

10

Riprendo a navigare al filo della mezzanotte e vedo che “fradefra” ha scritto il 7mo commento. Sono abbastanza d’accordo con lui.

Usare tecniche border-line è facile, ci viene naturale quando non sappiamo come funziona il web, ci vogliono anni di esperienza per affrontare questo lavoro seriamente. Quando si impara a dialogare con gli attori del search engine world: spiders, robots, algoritmi, ecc., la storia cambia sostanzialmente. Questo dialogo è supportato da un bagaglio di prove, errori, sbagli e successi. Potrei dire ad esempio che sono capace di scrivere HTML valido con carta e penna senza appoggio del computer e nonostante questo imparo ancora oggi come si scrive il codice perfetto per gli spider. So anche come funzionano le espressioni regolari che usano gli algoritmi per leggere i documenti, per fare un altro esempio. Sono concetti basici che non possono essere trascurati, ma non serve conoscerli per fare delle doorway. Dopo questa breve introduzione ecco le mie considerazioni:

1. Tutti quelli che mi conoscono sanno che non sono un fanatico di Google, ma non me la sentirei di mettere in discussione come lavora in generale e contro lo spam in particolare, perché questi “stupidi” algoritmi imparano velocemente dal genio collettivo di tutto un pianeta che ne fa uso, e 30 persone a Treviso, 6 a Padova oppure 10 a Milano tutte messe insieme non potranno mai imparare cosi velocemente. Allora direi che funziona bene e funzionerà ancora meglio. Ma spam e tecniche border-line non sono la stessa cosa eh!

2. Non è Google a decidere come funziona il web. Vi faccio un esempio, se mettendo in piedi la 404 personalizzata di un sito facciamo ritornare 200 come http status, allora non esiste nessuna 404 Not Found per il nostro sito e Google ha pure bisogno di capire questa cosa in modo trasparente al fine di generare statistiche sulla spiderizzazione e addirittura ottimizzare i processi degli spider e migliorare l’indice… è soltanto uno tra cento esempi che potrei fare, solo che l’uso ogni giorno più diffuso della sitemap.xml mi fa venire l’idea subito.

3. Esiste un solo metodo di lavoro: l’onestà. Quando TSW parla di “codice etico” lo fa per spiegare ai propri clienti che ci sono purtroppo nel mercato anche quelli poco onesti che ti offrono tecniche come quella “10-5-2″ che mi rifiuto di commentare, oppure come dice Briani offrono posizionamenti in 700.000 motori di ricerca per 2 lire. Onestamente non penso sia uno strumento commerciale, significa invece fare gli interessi del proprio cliente, in un’ottica di lungo periodo. I risultati? Beh, un sacco di clienti contenti! :)

@Fabio: sicuramente ci siamo visti, l’anno scorso ho fatto il giro del nord Italia alla ricerca di un posto di lavoro. Sicuramente ci rivedremo ancora. Cmq, è molto interessante il tuo argomento, solo che penso sia una tappa ormai superata.

# - postato da Johnnie Maneiro - 05 Settembre 2006 - 11:11

11

@nbriani:
Mi trovi pienamente d’accordo, l’etica, se e quando si decide di averla, andrebbe presa a 360 gradi, non dove costa di meno.
Perchè dunque non cominciare dalla parte più importante di un’azienda e di un qualsiasi processo produttivo, ovvero le proprie risorse umane?

Ah, è vero, quelle costano, costa molto meno parlare bene in un blog.
Quello non costa niente effettivamente.

@fradefra.
La scarsa maturità del settore italiano non permette certe libertà. Ok, se parlo con Fiat o con Telecom probabilmente posso andare tranquillo e parlare seriamente.
Ma la maggior parte delle agenzie, intendo quelle piccole o addirittura le microimprese, si rivolgono a loro volta a piccole aziende che vedono solo nel prezzo l’unica differenza tra due o più offerte.
Purtroppo senza vendere nessuna azienda sopravvive più di tanto.

@fabio:
Domani ci scappa una cena messicana? E’ tanto che non torno a casa ubriaco ;)

# - postato da Fabrizio Ventre - 05 Settembre 2006 - 22:22

12

@Johnnie Maneiro
Ti sei dimenticato “1 a Vicenza” ;)

# - postato da Fabrizio Ventre - 05 Settembre 2006 - 22:29

13

@Fabrizio
Hai ragione scusa! 1 a Vicenza :)
sai cosa? sono curioso del tuo libro, parlare dei segreti SEO (che secondo me non esistono!) è davvero una cosa impegnativa e delicata.

# - postato da Johnnie Maneiro - 06 Settembre 2006 - 09:41

14

Appena ho un secondo provo a spiegarmi meglio….

Per completezza segnalo che anche nel forum di Giorgio Tave si è parlato della questione qualche tempo fa

Bollino Etica

# - postato da Fabio Sutto - 06 Settembre 2006 - 10:52

15

@Johnnie
Negare l’esistenza di qualcosa che non si conosce è il metodo migliore per mettersi il cuore in pace ;)

# - postato da Fabrizio Ventre - 06 Settembre 2006 - 16:57

16

Il primo passo nell’evoluzione dell’etica è un senso di solidarietà con altri esseri umani.

Albert Schweitzer, Premio Nobel per la pace 1952
(Wikipedia)

@all
Ecco, etica e pace insieme…

# - postato da Johnnie Maneiro - 06 Settembre 2006 - 20:57

17

Ciao a tutti,

sono stato citato per un articolo apparso sul mio blog, e mi sembra giusto contribuire alla discussione.

Tanto per non finire a parlare di nulla, direttamente dalla definizione di Wiki:

L’etica è generalmente considerata quella branca della filosofia che studia i fondamenti di ciò che viene vissuto come buono, giusto o moralmente corretto.

Parliamo quindi di ciò che viene visto come corretto dalla comunità: come ho già scritto, ciò che è corretto, a mio parere, è ciò che aumenta il benessere della comunità.
I motori di ricerca, prima di essere uno strumento economico di enorme portata, sono stati un passo avanti nella comunicazione globale. Proprio il successo nel loro utilizzo ha decretato il loro successo economico.

Questa mi sembra la filosofia corretta da perseguire: guadagno perchè ed in funzione di quanto sono utile agli altri.
Partendo da questo presupposto, a discesa sono d’accordo con le affermazioni di fradefra e degli altri che sostengono un comportamento limpido e senza inganni.

Tutto quello che facciamo ha un impatto nel mondo, dimenticarsene per cinismo o interesse personale è il modo migliore per ritrovarsi con un pugno di sabbia in mano. Magari non oggi e forse nemmeno domani, ma l’onestà alla fine paga sempre.

# - postato da Federico Calore - 07 Settembre 2006 - 00:46

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