In questi anni la politica di Microsoft verso Linux e l'ecosistema open source è stata rivoluzionata grazie ad un'ottica improntata all'interoperabilità. Oggi diversi progetti dell'azienda californiana sono stati spostati sulla nota piattaforma di code sharing Github e resi completamente open source, compreso il noto IDE Visual Studio Code che offre un ambiente di sviluppo e servizi molto completo e funzionale per la realizzazione di applicazioni.

Microsoft ha capito che investire sul Cloud averebbe permesso ai propri servizi di rimanere competitivi. Oggi diversi tra i servizi più richiesti non sono altro che Web application ospitate su una piattaforma Cloud. Ciò è stato possibile anche grazie all'esplosione del mercato degli smartphone e tablet, che ha reso gli utenti sempre più interdipendenti dalla Rete e dalle varie piattaforme online.

L'azienda di Redmond ha sviluppato un modello di business che include e trae beneficio dall'intero ecosistema Linux. Su Azure il sistema operativo utilizzato (o per meglio dire, virtualizzato) non è vincolante, si pagano invece le risorse effettivamente consumate, mentre non vi è alcuna discriminazione sul tipo di sistema scelto.

Tra le distribuzioni attualmente supportate da Azure troviamo anche CentOS, Debian, la più nota derivata di Debian, Ubuntu, e Red Hat Linux Enterprise. Dunque, quasi tutte le distro Linux più diffuse sono già utilizzabili e la maggior parte degli utenti può utilizzare una soluzione familiare anche all'interno del Cloud di Redmond.

A questo proposito Microsoft ha pubblicato delle apposite linee guida per l'installazione delle distribuzioni non supportate ufficialmente.

Via Microsoft Azure

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