Scrivere per il web tra superficialità e intuizione personale

Martedì 4 Marzo 2008 - 11:22

di Massimiliano Scorza

Contenuti e Web Writing

Il tempo impiegato per scrivere un post, un articolo, un commento, un contenuto sul web varia senza dubbio da persona a persona.

Dal momento in cui si decide (o ci viene imposto) di preparare un contenuto, all’attimo in cui quest’ultimo viene pubblicato, intercorrono una serie di azioni - dalla stesura della prima bozza alla verifica grammaticale - che dilatano o contraggono il tempo stesso in base ad alcune variabili quali il talento personale e la contingente difficoltà del tema da affrontare.

A seconda del livello di professionalità che si richiede, un altro aspetto deve essere valutato: la forbice tra superficialità e intuizione personale. Ovvero, durante la stesura di un testo, chi scrive ha di fronte l’opportunità di scrivere rapidamente e bene (che raramente avviene, come direbbero i nostri nonni) oppure di soffermarsi un attimo in più.

Soffermarsi per fare cosa? Per chiedersi se valga la pena, ad esempio, di sostituire un sostantivo con un sinonimo che meglio specifichi quel dato oggetto o concetto, o per variare la sintassi di una frase. Ovvero, soffermarsi per rendere meno difficile il compito del lettore.

Questo atteggiamento può dipendere dal grado di superficialità di chi scrive, e al tempo stesso dalla fiducia che lo stesso ripone nel proprio intuito.

Tutto ciò fa sì che ogni giorno i navigatori si imbattano in contenuti scritti (apparentemente) in modo pessimo, nonostante la buona volontà del writer, oppure in contenuti perfetti, nonostante siano stati scritti senza nemmeno perder tempo in una veloce rilettura.

Voi, in qualità di lettori, siete abbastanza allenati e svezzati da riuscire a capire se un contenuto è stato scritto con le mani… o coi piedi?

Vi siete mai imbattuti in casi clamorosi (senza fare nomi) di contenuti palesemente scritti in fretta e furia?

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Commenti

1

Orrori di ortografia si notano anche sui siti dei giornali e spesso non sono dovuti alla fretta o alla superficialità, ma all’ignoranza.

# - postato da Sergio - 04 Marzo 2008 - 11:54

2

Io come copywriter facciosempre molta attenzione anche a come è scritto un articolo e non solo a cosa l’articolo propone.
Sono sempre dell’idea che la forma valga quanto la sostanza.
Un bellissimo progetto presentato in modo pessimo non avrà mai nessuna speranza di successo.
Detto questo sì, mi è capitato fin troppe volte di leggere articoli importanti ed interessanti scritti decisamente con i piedi, purtroppo.
E dire che basterebbe proprio solo rileggerli con un minimo di calma

# - postato da LordMax - 04 Marzo 2008 - 11:56

3

Mah.. io vedo contenuti scritti frettolosamente o in modo superficiale anche su siti di presentazione di aziende.. anche di web design..

# - postato da Nemesis Design - 04 Marzo 2008 - 12:26

4

Quando ho creato il mio piccolo blog non avrei mai pensato che scrivere un post/articolo fosse così “difficile”. Pensavo che in pochi minuti si riuscisse a pubblicare un bell’articolo ma alla fine intervengono i limiti nella stesura dei testi, il tempo per un’eventuale traduzione, la rilettura, ecc. insomma, è impegnativo! (considerando già 8 ore di lavoro al giorno).

Poi vorrei indicare le differenze tra un blog personale ed uno aziendale: in quello aziendale serve del personale apposito per questo compito. in ambito personale, però, talvolta è piacevole leggere qualche strafalcione oppure un testo che ricordi un dialogo a voce o una sequenza di pensieri…

# - postato da Paolo - 04 Marzo 2008 - 12:26

5

Purtroppo gli strafalcioni più grossi li trovo sempre nei portali di testate giornalistiche; questo è un vero peccato perchè dovrebbero essere proprio loro a dare l’esempio.. nei siti personali, invece, trovo che possa anche essere divertente trovare alcune stramberie..

# - postato da paolo - 04 Marzo 2008 - 12:42

6

Scrivere un articolo/post non è cosa da poco, spesso questo aspetto viene sottovalutato.

Mi capita di trovare in giro cose scritte in fretta e furia, che non dicono niente di nuovo (il più delle volte) ma soprattutto con errori e frasi incomprensibili.

Credo che un buon copywriter debba essere veramente completo, se poi vogliamo parlare anche di SEO.. non finiamo più :)

# - postato da Tom - 04 Marzo 2008 - 14:36

7

Argomento molto interessante. Personalmente posso dire che - per gli studi che ho fatto e credo anche per una mia personale inclinazione - presto sempre molta attenzione alla qualità di un testo, sia quando ne sono l’autore io stesso, sia quando mi ritrovo ad essere un semplice lettore.

Oggi succede che, proprio per la natura spiccatamente democratica della rete, il fiorire di blog e pagine di ogni tipo porti come naturale conseguenza ad un appiattimento generale della scrittura: francamente non sono di quelli che se ne lamentano troppo, perché una delle cose belle di Internet è proprio la possibilità che viene data a tutti - bravi e meno bravi - di diventare autori di contenuti.

Se però si abbandona l’ambito amatoriale, credo che un testo ben scritto (a partire innanzi tutto dal piano sintattico-grammaticale, non così scontato!) possa concorrere fortemente alla percezione di professionalità che l’utente finale ha di un sito. Quante volte mi è capitato di trovarmi di fronte ad una pagina tecnicamente ed esteticamente riuscitissima che però presenta errori (anche clamorosi) nel copy, segno evidentissimo del fatto che l’autore non ha mai trovato il tempo di rileggere ciò che ha scritto…

# - postato da Marcello - 04 Marzo 2008 - 15:09

8

si tutti i giorni su di un certo “giornale” online legato a un certo gruppo televisivo. Cani frettolosi…

# - postato da Random - 04 Marzo 2008 - 15:55

9

Frank Zappa una volta ha detto che buona parte del giornalismo rock è fatto da gente che non sa scrivere che intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere. Penso che la cosa sia largamente applicabile a molti blog e al loro pubblico. Trovo comunque inconsistenti le critiche di alcuni giornalisti DOP a taluni autori di blog.

# - postato da Briga - 04 Marzo 2008 - 17:30

10

I contenuti letti integralmente in un giorno li posso contare sulle dita di una mano…

generalmente leggo saltando da un paragrafo all’altro…

quello che io trovo più fastidioso è chi scrive senza suddividere in paragrafi..

mi costringe a leggere parti che non mi interessano.

# - postato da Fabrizio Ventre - 05 Marzo 2008 - 15:23

11

Bisogna sempre leggere e rileggere quello che abbiamo appena scritto, ed è importante anche rileggerlo a voce alta, per sentire il ritmo, le pause, tutto insomma (Luisa Carrada insegna).
Io ci perdo le ore su queste riletture e nonostante ciò, ogni volta che pubblico un post non mi piace per niente!

# - postato da Camilla - 05 Marzo 2008 - 17:10

12

Nell’ambito della comunicazione professionale (uffici stampa, comunicazione b2b), ovvero di chi è pagato per scrivere, mi capita frequentemente di imbattermi in brutture che provengono non tanto dalla fretta, ma dalla poca conoscenza della lingua italiana.

Non mi scandalizza tanto un refuso: molto spesso i tempi sono stretti, e la revisione quando vien fatta è quasi sempre a video; trovare errori di battitura credo sia fisiologico.

Sono altre le cose che mi urtano e che credo stiano livellando verso il basso un certo tipo di comunicazione: alzi la mano chi non ha mai trovato in un comunicato stampa la virgola fra soggetto e verbo, oppure l’orrore “specificatamente”, oppure ancora “inerente l’azienda” anziché “inerente all’azienda”.

Aggiungo ancora l’interpunzione limitata alla virgola e al punto, un uso del congiuntivo quantomeno incerto, parole come “eco” e “humus” usate al maschile…

Insomma: perché per un’architettura software non ci sogneremmo mai di chiamare un impiegato amministrativo mentre per scrivere testi va bene chiunque?

# - postato da Emanuele - 06 Marzo 2008 - 10:09

13

-> “Vi siete mai imbattuti in casi clamorosi (senza fare nomi) di contenuti palesemente scritti in fretta e furia?”

Sì e ne sono certo, perché erano miei, riletti dopo qualche tempo :P

# - postato da fradefra - 06 Marzo 2008 - 20:46

14

seriamente credo che la struttura di un testo sia essenziale .
Ma sono più attaccato ai contenuti , quindi bado poco a paragrafi , virgole e impaginatura ( si vede) , ma è anche vero che i nostri giornalisti sia dal punto di vista dei contenuti ( argomenti ripetitivi e a volte manipolati sembrano fatti a posta per qualcosa ….. effettivamente il quarto potere è divenuto servo della glega per poteri ben più forti) e della punteggiaturaaaaa.
cio non toglie che ( incluso me ) i lettori non hanno chiare le idee e non riescono a comprendere il valore della notizia , vuoi per la sua totale assenza che per l’incapacità di coglierla di legge.

# - postato da dorian - 24 Aprile 2008 - 03:04

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