Misurare i social media

Giovedì 4 Febbraio 2010 - 07:34

di Kiko

Web Marketing

Capire come gli utenti interagiscono con un sito è fondamentale per controllare, migliorare e far crescere il proprio business. Di qualunque genere esso sia. A tale scopo si usano gli strumenti della web analytics.

Mashable ieri proponeva un articolo molto lucido di Tim Trefren. Quest’ultimo ha semplicemente scritto di tre nuovi metodi per misurare i social media. In realtà, a parere mio, la novità vera è quella che lui ha chiamato Funnel Analysis e sulla quale vale la pena soffermarsi.

La Funnel Analysis si basa sulle conversioni. Una conversione classica è data dal rapporto fra il numero totale dei visitatori e il numero di quelli che compiono un’azione (che può essere la registrazione al sito, l’invio di dati tramite un form, l’utilizzo di qualche modulo, la ricerca di qualcosa all’interno del sito e via così).

La Funnel Analysis misura questo tasso con una granularità ancora più fine. In sostanza si cerca di misurare il tasso di conversione per ogni passo che l’utente compie dal momento in cui arriva sul sito al momento in cui compie una determinata azione. Inutile dire come tali dati permettano a chi costruisce il sito di migliorare quella che è la user experience e i processi che si realizzano all’interno del sito.

Il punto adesso è: le mosse del visitatore quanto dipendono dal layout e dal design? Per esempio molti blog espongono a dimensione enorme i link per la sottoscrizione via mail o via RSS: ma basta questo? Quali sono le idee o le soluzioni che adottate per leggere bene i dati di Analytics? E come provate a migliorare il vostro sito in base a questi dati?

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Commenti

1

… le mosse del visitatore quanto dipendono dal layout e dal design? Per esempio molti blog espongono a dimensione enorme i link per la sottoscrizione via mail o via RSS: ma basta questo? …

Forse IMHO bisognerebbe chiesersi, prima di analizzare, se aprire (esporre) cosi’ tanto “un dominio” ai social, e/o promuovere all’inverosimile iscrizioni al feed o via email sia davvero utile, oppure invertendo la domansa porti solo a far quadagnare spammer e societa’ web di marketing o qualche black hat seo … Nel senso che poi ci si ritrova con oltre il 60% del traffico che non si converte in nulla se non nella maggior spesa presso il nostro hosting per reggere tutto quel flusso inutile di viral heating di banda ;-)-

Se ho un sito da 10.000 visite al giorno, aprendo ai social e quant’altro, se sono un publisher di adsense “normale” mi va’ grassa se guadagno 5 dollari al giorno, che spendo tutti nell’hosting, mentre chi spamma o web-marketta si fa la vacanza in kenia …

# - postato da sLa - 04 Febbraio 2010 - 23:47

2

E’ chiaro che un blog semplice, di quelli non specializzati, fatica a ottenere rapporti efficaci circa la F.A.! Però pensa ad un sito di e-commerce: cosa fa un utente dal momento in cui arriva sul sito fino al momento in cui acquista? Quali pagine vede? C’è modo per offrirgli ulteriore materiale da acquistare? Che tipo di pubblicità mi conviene presentare?

E pensa anche a blog che trattano materie specifiche o corporate-blog: la F.A. permetterebbe di capirne ancora di più sugli utenti che navigano il sito, andando a vedere quali pagine vengono maggiormente lette, quali attirano maggiore attenzione.

# - postato da Kiko - 05 Febbraio 2010 - 09:15

3

IMHO assolutamente no! Mi spiace ma a mio avviso e puro parere assolutamente persolanela F.A. per me’ e’ solo e puro auto-marketta-ing … :-) e non serve ad un bel nulla se non a portare spam, viral e quant’altro.

# - postato da sLa - 05 Febbraio 2010 - 15:57

4

[…] In questa settimana hanno visto la luce due articoli per HTML.it: Misurare i Social Media e La risoluzione ai tempi dei netbook. Due riflessioni interessanti. […]

# - postato da Il punto della settimana #16 « Francesco Corsentino .net - 06 Febbraio 2010 - 07:31

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