Voi vi sentite “adatti ad ogni esigenza”?
Giovedì 3 Settembre 2009 - 08:27
di Massimiliano Scorza

Io no. Anche se forse sul mio sito da qualche parte c’è scritto :-) .
Sto maturando la consapevolezza che questa frase di cui si abusa sui siti web si adatta ben poco alla professionalità che un qualsiasi lavoratore deve avere. Cosa vuol dire, in fondo, adattarsi alle esigenze del cliente?
Vuol dire…
- che facciamo quello che vuole il cliente, altrimenti non ci paga;
- che se vuole lo sfondo viola e le scritte verdi, così sia;
- che abbiamo un sacco di amici, conoscenti, simil-fornitori che possono aiutarci a fornire servizi che non hanno nulla a che fare con il nostro mestiere;
- che non abbiamo voglia di impiegare il nostro prezioso tempo per costruire un portafoglio di offerta completo: caro cliente, dimmi cosa ti serve che vediamo di aggiustarci;
- che siccome lo dicono tutti, lo dico anche io per non fare brutta figura, ma in realtà è il cliente che deve adattarsi alle mie esigenze;
- che riesco concretamente a parlare in faccia al cliente e chiedergli cosa vuole, e sono in grado di consigliarlo e seguirlo in modo da soddisfare le sue esigenze senza svilire il prodotto finale.
Quale definizione si avvicina di più al vostro modo di adattarvi alle esigenze dei clienti?
Commenti
1
Per me vuol dire:
1. ho un sacco di amici, conoscenti, simil-fornitori che possono aiutarmi a fornire servizi che non hanno nulla a che fare con il mio mestiere;
2. che riesco concretamente a parlare in faccia al cliente e chiedergli cosa vuole, e sono in grado di consigliarlo e seguirlo in modo da soddisfare le sue esigenze senza svilire il prodotto finale.
3. con il cliente analizzo la sua necessità e valutiamo se è proprio necessario buttar via dei soldi (contro il mio interesse immediato, ma se ne avrà un beneficio a lungo termine).
Il punto 2 e 3 si sovrappongono quasi del tutto.
Ciao
Diego# - postato da Diego - 03 Settembre 2009 - 08:37
2
Parto dal presupposto che il cliente (se paga) ha sempre ragione… Ma prima di cominciare cerco di formarlo se non proprio sul gusto (che poi è personale) almeno sulle tendenze attuali e sull’accessibilità (e ci si potrebbe fare un libro di barzellette)
Anche perché poi quando altri vedono il tuo lavoro pensano che non sei capace e non che il cliente ha voluto così.
Purtroppo spesso cedo al piatto di minestra… Bisogna pure mangiare…
# - postato da Maurizio Panese - 03 Settembre 2009 - 11:09
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bentornato Scorza…
io mi sento (e sono) “adatto ad ogni (mah… forse solo a “tante”…) esigenza”…
però professionalmente ho deciso che alcune cose le faccio, altre NO…
che alcuni incarichi li accetto, altri NO…è un modo per individuarmi: “io sono questo e NON SONO quello…”
-D: tu che ti intendi di computer… mi inserisci questi dati in database per tot euro?
-R:NO, questo genere di cose io non le faccio…
4
che riesco concretamente a parlare in faccia al cliente e chiedergli cosa vuole, e sono in grado di consigliarlo e seguirlo in modo da soddisfare le sue esigenze senza svilire il prodotto finale.
… e se il cliente insiste su richieste irragionevoli provo con calma a spiegargli perchè certe scelte non andrebbero fatte proponendogli alternative più adatte, cercando compromessi. Se invece s’impunta, all’aut aut rispondo con aut aut: lo mando cordialmente a quel paese.
Una volta eseguivo alla lettera anche le richieste più irragionevoli, seguendo la regola che se il cliente paga deve essere per forza soddisfatto. Risultato? Lavori pessimi, di cui mi vergogno e che evito accuratamente di citare nel portfolio.
Poi ho capito che il design non è una merce, come ben spiegato anche qui da Andy Rutledge, e che effettuare una scrematura delle richieste e dei clienti fa solo bene al mio umore, alla mia soddisfazione e alla qualità dei miei lavori.
Certo non sempre si è nella condizione di poter scegliere i propri clienti, perchè se hai una famiglia da mantenere o pagamenti in scadenza non sempre pui permetterti di dire NO. Dire di no può apparire addirittura snob, ma non è più un mio problema.
All’inizio è un comportamento rischioso, soprattutto economicamente, ma alla fine paga, anche in salute… Che alla fine è molto meglio dei soldi!
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@Maurizio la formazione al cliente dovrebbe essere un processo continuo
Io metto tutta la mia “prepotenza” nell’indirizzare il cliente nelle decisioni. Come base nei miei rapporti il cliente non deve fornire soluzioni (es. voglio il logo piú grande) ma il cliente fornisce i problemi (il logo non é visibile), sono io che suggerisco le soluzioni ai problemi.
Cosí come sono io che devo chiarire la confusione del cliente in merito ai servizi prestati. Se il cliente necessita un determinato servizio che io non offro devo saperlo indirizzare ad un altro specialista oppure coinvolgere uno specialista esterno per il singolo progetto.
Con l’arrangiarsi da soli si fa a finire con lo spendere piú tempo di quello che un professionista necessita, si spende il proprio tempo che sarebbe potuto essere impiegato in miglior modo e si finisce con l’offrire un servizio scadente.# - postato da Martin Sarsini - 03 Settembre 2009 - 13:10
6
@Essezeta
Grazie ma ero gia tornato qui: http://blog.html.it/25/08/2009.....un-prezzo/ ;-)
Per stare in topic, nemmeno “la crisi” vi fa piegare alla volontà dei clienti? Non so dovrebbe raccattare di tutto in tempi di magra? O forse per certi mestieri la crisi non si sente semplicemente perchè più di tanto non si può fare/guadagnare/pretendere?
# - postato da Massimiliano - 03 Settembre 2009 - 22:43
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Articoletto interessante…
io mi sento adatto ad ogni esigenza, anche se poi, con tale esigenza, non vorrei mai cimentarmi.
Ho le conoscenze per fare più o meno tutto ciò di cui necessitano i clienti ma il punto è che spesso non condivido o non voglio o non mi piace o non sono stimolato a soddisfare quella particolare esigenza. Alle volte si prova a far capire al cliente le proprie idee anche se solitamente non recepisce…
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Come base nei miei rapporti il cliente non deve fornire soluzioni (es. voglio il logo piú grande) ma il cliente fornisce i problemi (il logo non é visibile), sono io che suggerisco le soluzioni ai problemi.
Mi sembra un ottimo approccio, questa frase rispecchia il mio modo di pensare espresso egregiamente in due righe :)
# - postato da Fabio - 04 Settembre 2009 - 01:02
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Bell’articolo! Offrite sempre interessanti spunti su cui riflettere.
Per un periodo ho fatto dei siti.
Il mio modo di fare consisteva nell’informarmi delle idee del cliente e consigliarlo (o obbligarlo) a fare delle modifiche spiegandogli i motivi seri che c’erano dietro la decisione (tecnici, usabilità, accessibilità, ecc.)In ogni caso, io non farei mai una cosa molto sbagliata solo per accontentare il cliente.
Preferirei non avere un progetto da fare anziché fare delle figure di m….# - postato da Giacomo Ratta - 05 Settembre 2009 - 09:49
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Credo che sia difficile avere un comportamento uniforme, ci sono clienti che hanno un enorme potere contrattuale nei tuoi/nostri confronti che spesso ti mettono al corrente del progetto e ti chiedono di realizzarlo, punto.
Con altre tipologie di clienti è possibile stabilire un colloquio e indicargli quella che “noi riteniamo” essere la strada migliore per lo sviluppo del progetto.
# - postato da Claudio Menzani - 06 Settembre 2009 - 14:38
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Io, invece, sono una persona che sa fare un certo lavoro e che vuol fare un certo lavoro (nel mio caso sono fortunato, so fare proprio quello che voglio fare).
Sono adatto all’esigenza del cliente, se lui ha necessità del lavoro che io so fare. Diversamente, ci sono altri consulenti che fanno altre cose o che amano fare altri lavori e che sicuramente li fanno meglio di me, proprio perché io non li faccio.
Dove c’è scritto che un fornitore deve fare qualunque cosa il cliente gli chieda?
Io non la penso così.
Se mi si chiede di seguire in termini di web marketing un sito, indico il mio percorso. Se non piace, il potenziale cliente può rivolgersi ad altri e spesso sono io stesso a fornirgli i nomi dei miei colleghi (non li chiamo concorrenti, perché nel Web Marketing non ci sono concorrenti) e loro stessi potrebbero testimoniare qui.
Se invece mi chiede qualcosa che io non so o non voglio fare, come realizzare il sito o fare la grafica, perché dovrei dirgli di sì? No, grazie, non mi interessa, lo indirizzo a chi lo fa di mestiere.
Non diventerò ricco, forse, ma io non credo che il Web Marketing serva per diventare ricchi e non credo ai libri su “Come diventare ricchi col Web Marketing”.
# - postato da fradefra - Consulente web marketing - 13 Settembre 2009 - 16:47







