IE e l’uso del metatag “X-UA-Compatible”: i dati di Microsoft

Mercoledì 3 Marzo 2010 - 14:40

di Cesare Lamanna

Web Standards

Proprio mentre qui si discuteva intorno al tema proposto in questo intervento da Marco Lecce, su IEBlog Microsoft ha reso noti alcuni dati interessanti relativi all’adozione dei metadati X-UA-Compatible (e non solo).

Tutto parte dalla cosiddetta Compatibility View List. Copio e incollo dal post in cui ne parlammo più o meno un anno fa:

n questi giorni ha fatto molto discutere il meccanismo con cui viene gestito l’inserimento di un sito nella cosiddetta “lista di compatibilità“. Semplificando: quando un utente installa IE8, gli viene chiesto se desidera visualizzare certi siti in modalità compatibile con IE7 (si tratta di siti per cui sono stati verificati problemi di resa più o meno seri su IE8); i siti in questione sono presenti in una lista generata e mantenuta da Microsoft che viene inviata automaticamente all’utente e aggiornata di continuo. Se l’utente non sceglie questa opzione al momento dell’installazione, può sempre compiere il passo successivamente.

Qualche giorno fa Microsoft ha reso disponibile un aggiornamento della lista. Oggi comprende all’incirca 2000 siti, oltre 1000 in meno rispetto ai 3100 che è arrivata a contenere.

La notizia è di per sé positiva: i siti che hanno bisogno di essere offerti all’utenza in modalità ‘compatibile’ sono sempre meno, evidentemente perché hanno adeguato design, codice e layout a modalità di rendering aderenti agli standard supportati da IE8.

La gestione della lista di compatibilità consente a Microsoft di raccogliere un gran numero di informazioni sul modo in cui i siti più trafficati gestiscono la modalità di rendering del documento. Un grafico illustra al meglio lo scenario generale:

grafico

Semplificando, si può dire che il 60% di questi siti non ha bisogno di artifici particolari per forzare questa o quella modalità di rendering al fine di garantire la retrocompatibilità. Rimane però un 40% che, o usa il metatag X-UA-Compatible per adeguarsi a IE7, o, addirittura, usa il quirks mode.

Il post di IEBlog è comunque interessante anche per altri motivi, a partire dal diagramma allegato che mostra il procedimento con cui IE8 determina il tipo di documento da usare.

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Commenti

1

Sara’ ma IMHO non avrei scritto “rimane però un 40% che, o usa il metatag X-UA-Compatible per adeguarsi a IE7″ ma piuttosto esiste un 26% che usa il quirks mode preferendolo al misero 14% di IE7 puro! Cio’ vuol dire, come ho gia detto nel post precedente segnatato in calce all’articolo che IE7 e’ il vero dramma di internet non Ie6 e nemmeno IE8. E a seguire lo e’ per definizione il fratellino gemello “diverso” del Panda Posso FF3.0 lasciando quindi il via libera a FF3.5/3.6 e IE8 nella lotta dei browsers seguiti a ruota da Safari. Per quanto riguarda Chrome ho delle riserve, spece sulla privacy e sulla gestione dei feed rss e xml … e poi finche’ non avra’ dei plugin degni o simili a quelli di FF non e’ cosa ;-) allora meglio Maxthon …

# - postato da sLa - 04 Marzo 2010 - 10:25

2

è vergognoso dover utilizzare queste soluzioni per mantenere una visualizzazione corretta.

# - postato da Paolo - 09 Marzo 2010 - 14:41

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