Diversi progetti del mondo IT hanno release semestrali, proprio per rendere il tutto più dinamico e costantemente aggiornato. Ma ovviamente questa scelta potrebbe avere delle ripercussioni notevoli sull'ecosistema Java, costringendo un gran numero di aziende ad adattarsi oppure ad adottare solo le versioni LTS.

Queste modifiche sono state proposte da Mark Reinhold, il Chief Architect della Java Platform Group di Oracle. Secondo quest'ultimo l'attuale avvicendamento delle release, ogni 2 anni, non è più al passo con i tempi. Servirebbe invece spostarsi su una release schedule semestrale che includa, oltre alle patch di sicurezza, anche nuove feature. Queste tempistiche sarebbe sufficienti per assicurare aggiornamenti di qualità preservando anche i valori chiave di Java, ovvero la retrocompatibilità e l'affidabilità.

Secondo Mark Reinhold il nuovo modello di sviluppo darà più opportunità agli sviluppatori di innovare e migliorare Java. Inoltre la versione semestrale ridurrà notevolmente l'esigenza di eseguire backport delle feature sulle precedenti versioni di Java. Tuttavia per Donald Smith, Senior Director del Product Management di Oracle, una cadenza di rilascio così rapida potrebbe impattare notevolmente sull'ecosistema Java, più di quanto i developer Oracle credano.

Dunque in questi ultimi mesi del 2017 si profila un'accesa discussione all'interno della community Java. Entrambi i modelli hanno pro e contro e il team Oracle dovrà esaminare con attenzione la proposta di Mark Reinhold, soprattutto in considerazione del fatto che il rifiuto o l'adozione di un nuovo modello di sviluppo potrebbero influenzare pesantemente il futuro di Java, nel bene o nel male.

Via Jaxenter

CommentaDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *