Ma ormai è tempo di cambiare. Sul blog degli sviluppatori Android, è apparso un post a firma del product manager Jamal Eason che annuncia la fine del supporto ufficiale ad ADT entro l'anno in corso.

Il comunicato suona come un invito deciso a migrare il proprio ambiente di lavoro da Eclipse ad Android Studio e giustifica la decisione con la prevista redistribuzione degli sforzi di sviluppo che permetteranno di rendere sempre migliore il nuovo IDE.

Android Studio ha raggiunto a dicembre la release 1.0 ed ha dimostrato sin dalle prime versioni di prova di essere un ambiente di lavoro snello, efficiente ed intuitivo, doti in buona parte ereditate dalla piattaforma su cui si fonda, IntelliJ IDEA di JetBrains. Il post in questione dedica un paragrafo alla tematica della migrazione tra gli ambienti da un punto di vista tecnico anche se nella documentazione ufficiale non mancano indicazioni in merito .

Viene comunque sottolineato che ADT non scomparirà ma continuerà a vivere nelle comunità del software Open Source che ruotano attorno ad Eclipse. Cosa potrebbe fermare i diretti interessati (programmatori freelance, aziende, centri di formazione professionale) ad abbracciare il nuovo strumento? In molti casi, per chi non ha un'esperienza pregressa, Gradle, il tool di build automation incluso in Android Studio, può apparire ostico. Ma è solo questione di acquisire dimestichezza.

Con la sua sintassi derivante dal linguaggio Groovy, si possono impostare rapidamente configurazioni e con un po' di pratica se ne apprezza la comodità nello svolgere compiti noiosi come il soddisfacimento delle dipendenze del progetto, risolto  in stile Maven sia per quanto riguarda le librerie di supporto che per tool di terze parti.

Per chi fosse alle prime armi, un punto di partenza potrebbe essere il tutorial presente nella Guida Android di HTML.it.

Via Android Developers Blog

1 CommentoDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *

E con questo si sancisce definitivamente la fine del "don't be evil" di google. Da ora il motto sarà "divide et conquer"

lordmax
lordmax