Qui, quest'anno nell'Officina Grandi Riparazioni, si sono raccolti i migliori sviluppatori, ingegneri e designer per fare il punto della situazione, scoprire i pezzi del puzzle che mancano e ricomporlo. Ecco perché trovare un'unica parola non si può, bisogna ricorrere ad una lista di termini, di temi, di argomenti che oggi definiscono Android a tutto tondo. E per ogni parola chiave, c'è qualcuno che ha spiegato ad HTML.it il suo significato, e il suo posto nel mondo del Robottino Verde.

IoT

Sì, l'Internet of Things ci doveva essere, necessariamente. È stata una parola chiave, anzi, d'ordine, anche al #CloudConf della settimana precedente (qui il report completo di HTML.it). Al Droidcon però l'IoT significa "medicina personalizzata”, come spiega Francesca Stradolini, studente Ph.D all'Università di Genova:

L'integrazione dell'IoT nel campo dell'healthcare sta spingendo verso la concreta realizzazione di Smart Hospital in cui tutti i dispositivi medici saranno interconnessi in un network [adattivo] in cui i dati verranno condivisi garantendo interoperabilità, sicurezza e privacy. Questo condurrà a evidenti miglioramenti nel campo medicale, quali miglior gestione del paziente, riduzione di costi e tempi di servizi, monitoraggio continuo anche da remoto dello stato di salute di pazienti critici, prevenzione e rapidità di intervento in situazioni di emergenza.

La soluzione Francesca l'ha portata proprio al Droidcon:

Un sistema di monitoraggio IoT basato su cloud ed implementato in Android per permettere al medico responsabile di tenere sotto controllo continuamente i pazienti critici. L'applicazione medica portata ad esempio è il monitoraggio dell'anestesia, in cui il paziente viene indotto in uno stato di incoscienza attraverso un cocktail di tre farmaci che viene amministrato per via endovenosa. Per garantire una anestesia sicura, i farmaci vengono misurati nel sangue del paziente in maniera continua e inviati via WiFi ad una applicazione Android che gira su un tablet/smartphone dell'anestesista e da lì possono essere reindirizzati alla piattaforma cloud.

Ottimizzazione

Non si finisce mai di affinare i dettagli. E, se si parla di software, di debuggare e fixare, aggiornare e debuggare ancora si parla, in una parola, di ottimizzare. Che siano notifiche, query o risposte automatiche dal polso. Tutto può essere ottimizzato, sempre.

Le notifiche su Android ci sono state fin dalle primissime API, ed ora siamo alla versione 28.

Daniele Bonaldo è Android developer di Novoda ed è un Google Developer Expert.

È sempre stato un miglioramento, che ora si ripropone su come presentare [le notifiche] agli utenti […] in maniera veloce.

Lo smartwatch non è ancora il dispositivo che ci siamo immaginati, per esempio. “Tendenzialmente è progettato per le micro-interazioni”, magari per le gesture in aria o con i comandi vocali.

L'avvento del machine learning ha permesso di rilasciare funzionalità come la risposta predittiva, che semplifica di molto l'esperienza utente.

E non basta guardare il frontend. Si può anche guardare il backend e vedere che le ottimizzazioni non finiscono.

GraphQL è

un approccio nuovo alla realizzazione e interrogazione di API, utilizzato da Facebook ormai da diversi anni.

A spiegarlo è Marco De Nittis, Web Architect di Synesthesia. Solitamente, con un'architettura tradizionale

chi realizza il backend decide quali API esporre ed il client è obbligato a seguire le logiche e i vincoli imposti dal server. Utilizzando l'approccio GraphQL, il server espone un data model e il client decide come interrogare questi dati e quali informazioni recuperare a seconda delle proprie necessità, fornendo così molti gradi di libertà.

Ci sono poi infiniti e sconosciuti modi per dare vita ad App su Android, ma di questo parleremo presto grazie all'esperienza del DroidCon 2018.

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