Abitudine vs Tecnoprogresso

Lunedì 2 Marzo 2009 - 08:27

di Massimiliano Scorza

Lavoro

Sembra un titolo di un film trash di fantascienza, in realtà è tutto molto più semplice.

Per farla breve, mi hanno regalato uno smartphone.

Vecchia generazione - credo, visto che è il primo che prendo in mano. L’ho provato un quarto d’ora e l’ho abbandonato sulla scrivania.

C’è un problema di funzione d’uso della tastiera: utilizzando il telefono come una sorta di strumento che spedisce messaggi (con il metodo T9), avverto un disagio insormontabile nel dover utilizzare i tasti secondo la scrittura delle normali tastiere per PC (QWERTY per intenderci).

Un disagio - che nel titolo ho definito empasse tecnologica - che non mi fa apprezzare il costo zero dell’apparecchio, e che probabilmente mi farà svendere lo smartphone mantenendo il mio vecchio (e un po’ scassato) cellulare.

La faccenda mi ha fatto riflettere sul peso di certe abitudini, nella vita e soprattutto nel lavoro. Penso anche al passaggio dalla versione di Office 2003 alla 2007. Un trauma. Icone spostate, modalità di utilizzo riconfigurate, con conseguenti ricerche drammatiche di menu e bottoni.
Voi vi siete mai trovati spiazzati dalla tecnologia?

Avete mai preferito il vecchio rifiutando il nuovo per una semplice questione d’abitudine?

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Commenti

1

Certo! L’ho fatto con Google Chrome…
Il nuovo deve stimolare, coinvolgere, portare un vantaggio evidente, altrimenti è solo una questione di moda.

# - postato da Andrea - 02 Marzo 2009 - 10:22

2

Come in tutti gli ambiti, se qualcosa non ti interessa tutto quello che è nuovo disturba.

Ho un cellulare che fa solo telefonate ed SMS, ha 6 anni e non intendo cambiarlo perché non mi interessa.

Office lo uso per le due cose che mi servono, mi sono aggiornato fino al 2003, e poi col 2007 ho lasciato perdere, nessun vantaggio, solo una rottura di imparare tutto da quasi zero.

Invece i linguaggi di programmazione e web mi interessano molto (non solo a fini professionali) e non perdo mai l’occasione di provare (ed anche adottare) tecnologie nuove.

# - postato da Slam - 02 Marzo 2009 - 10:31

3

Le cose vecchie di una volta sono sempre le migliori… ;)

# - postato da Sviluppatore - 02 Marzo 2009 - 10:47

4

una risposta assoluta, per questa domanda, secondo me non esiste.
dipende dai casi

come dice Slam, se devo basarmi su office, vado felice con openoffice che, di fatto, ricalca l’interfaccia familiare di office 2003 (per fare quel che devo fare mi basta ed avanza)

Se devo sviluppare software allora sono ben curioso, stimolato e pronto a mettermi in discussione per sposare le nuove modifiche che possono essere apportate dai vari Eclipse, Dreamweaver o dai browser (opera e compagnia bella :) o dai client di posta (come The Bat!, un software che adopero in maniera davvero intensa)

Idem per il sistema operativo. Cullarmi nel tradizionale è comodo però la curiosità di sperimentare nuove soluzioni è superiore alla pigrizia!

# - postato da giacomo - 02 Marzo 2009 - 11:26

5

Quando mi capita qualcosa di nuovo in ambito tecnologico, ad es. cellulari, lettori dvd, televisioni ecc., e vedo che il manuale di isruzioni è più di 5 pagine vado in panico. Preferisco da sempre poche ed essenziali funzioni inerenti lo scopo dell’aggeggio. I cellulari in primis, infatti ho un cell che ha 9 anni, telefonate e sms.

# - postato da Antonio - 02 Marzo 2009 - 11:54

6

5-6 anni fa conoscevo Word a memoria e potevo entrare nelle schede dei sottomenu ad occhi chiusi…
poi per la tesi di laurea alla fine del primo capitolo dominavo OpenOffice allo stesso modo…
ora per lavoro ho familiarizzato con Office 2007 (una settimana per trovare tutto al volo)

insomma, tecnoprogresso-e-abitudine: insieme…
perché ogni nuova situazione in dieci giorni ridiventa abituale…
è la forza del nostro essere umani: stracapaci di adattamento…
un po’ come quando cambio casa… e per andare al bagno devo fare un giro diverso… e-non-me-la-faccio-mica-mai-addosso…

La mia pausa è finita… Buona giornata a tutti :)

# - postato da EsseZeta - 02 Marzo 2009 - 12:19

7

la domanda che bisogna porsi di fronte al nuovo è: mi serve?
se ti serve allora vale la pena di impegnarsi e prendere nuove abitudini altrimenti no…

# - postato da andrea - 02 Marzo 2009 - 14:46

8

E’ quello che dovrebbe chiedersi chi lo mette sul mercato…servirà?? :-D

Scherzi (ma non troppo) a parte, secondo me una buona fetta di consumatori questa domanda non se la fai, piuttosto la sostituisce con una considerazione: “è nuovo? allora lo compro”. Indipendentemente dall’effettiva utilità delle “nuove funzioni”.

# - postato da Massimiliano Scorza - 02 Marzo 2009 - 14:49

9

@essezeta

un po’ come quando cambio casa… e per andare al bagno devo fare un giro diverso… e-non-me-la-faccio-mica-mai-addosso…

Gradevole metafora, a cui aggiungerei: però qualche facciata all’inizio la si prende…;-)
fa parte del progresso ovviamente (non vorrei sembrare troppo conservatore)

# - postato da Massimiliano Scorza - 02 Marzo 2009 - 14:51

10

rispondo brevemente ed in modo chiaro: uso ancora XP

# - postato da saibal - 03 Marzo 2009 - 01:02

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